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Arturo Diaconale a “La Nostra Lazio”: «Ai tifosi il più sentito ringraziamento da parte della società. E sullo stadio di Lazio e roma…»


Intervenuto questa mattina nella trasmissione “La Nostra Lazio”, ideata e condotta da Rodolfo Casentini e Carlo Cagnetti, Arturo Diaconale – un gradito habitué del format fruibile sulla web radio STAPRADIO – ha offerto un’estesa analisi sul momento biancoceleste, includendo le vicende sul campo alle questioni legate al tifo e allo stadio (tanto della Lazio quanto della Roma).

Molto si è detto sulla Lazio, ed in particolare l’apertura è stata dedicata agli strascichi di Lazio – Milan ed alla preparazione del match contro l’Empoli: «Bisogna verificare le condizioni dei ragazzi, c’è questo caso Milinkovic che non so se potrà giocare o meno. Ma credo che la Lazio giocherà al solito, nel suo stile, che affronterà la partita volendosi rifare della disavventura contro il Milan: un pareggio del tutto ingiusto vista la mole di gioco della Lazio, tale che avrebbe giustificato anche una larga vittoria da parte dei biancocelesti. Quindi si andrà ad Empoli cercando di riprendersi il maltolto.»

Proprio sulle occasioni sprecate si è poi aperta una riflessione, sul rammarico derivante dal poco cinismo sotto porta: «Ma nel calcio capita: ci sono dei momenti in cui anche l’attaccante più prolifico ha più sfortuna, le cose riescono con più difficoltà. Per eliminare tale problematica serve maturare: la Lazio è una squadra molto giovane, che deve assumere quella esperienza che viene dalle squadre abituate a vincere anche con quel giusto pizzico di cinismo. Se la Lazio continua su questi livelli sicuramente avrà la capacità, la cattiveria e il cinismo di vincere le partite conquistate con il bel gioco.»

Un’analisi giusta, di una squadra che va aspettata sulla concretezza, che tuttavia si scontra con il dato oggettivo: su 98 tiri in porta prodotti nelle ultime 4 partite casalinghe, sono solo 3 i goal segnati – di cui 2 su rigore.

Poi, sui rinnovi contrattuali: «Non ho sostanziali novità; è chiaro che nel corso della stagione si inizia a riflettere anche sulla sua conclusione (una riflessione fatta soprattutto dai procuratori), ma al momento non posso parlarne. Credo che sia tutto quanto giustamente aperto: Keita sta giocando con impegno – com’è giusto che sia, è soprattutto nel suo interesse. Ma credo che le squadre non debbano tanto essere legate ai giocatori (fatta eccezione per gli uomini-simbolo) ma al loro insieme, è il gruppo che fa la squadra: io la sindrome – e la angoscia – da mercato la considero fuorviante, magari uno che va via viene sostituito da uno migliore – l’importante è che si arrivi al risultato. Attorno a certi personaggi cardine si costruisce e si rinforza la squadra: Biglia, per esempio, è il capitano attorno cui costruire la Lazio del futuro.»

Una riflessione sul tifoso biancoceleste, tornato a partecipare con entusiasmo: «Il rapporto con i tifosi è di fondamentale importanza: ringrazio i tifosi che seguono la squadra in trasferta, che sono tornati a seguirla allo stadio. La società è più che soddisfatta e farà di tutto per motivare questo ritorno allo stadio: il tifo è fondamentale per le fortune della squadra, lo stadio vuoto è uno stadio che non funziona. C’è inoltre l’indicazione, da parte delle autorità, di rimuovere le barriere allo stadio: una indicazione che deve trovare conferma nei derby, poiché implicitamente è stato spiegato che se la stracittadina si svolge con tranquillità non ci sarà più ragione per giustificare tali divisioni. Diversa la questione viabilità: i parcheggi al momento restano tali; si potrebbero organizzare delle navette, ora è ovvio che bisogna far seguire delle iniziative concrete alle rimozioni delle barriere.»

Un’opinione sullo stadio della Roma – e di conseguenza sull’impianto della Lazio: «la Lazio sta valutando quello che avviene, per poi prendere delle decisioni conseguenti; a me sembra una vicenda molto controversa che chissà se riuscirà ad andare in porto: è una questione che sta lacerando il Movimento 5 Stelle – i problemi politici superano quelli legati alle esigenze calcistiche. D’altra parte è bizzarro che la giunta che ha rifiutato le Olimpiadi poi si converta allo stadio della Roma nel timore di ripercussioni dalla tifoseria. Io mi auguro che gli stadi si possano fare, perché credo che gli stadi di proprietà siano indispensabili, ma la vedo una faccenda lunga e complessa.»

E sul filone stadio, può il Flaminio essere la casa della Lazio? «Attualmente il Flaminio ha dei vincoli per cui affrontare la questione Flaminio in termini prettamente sentimentale può far piacere, ma non risolve i problemi che attanagliano la struttura.»

La piacevole chiacchierata si è conclusa con un ringraziamento ai tifosi, con l’impegno della società intera a motivare l’entusiasmo dei propri sostenitori. Un’apertura che di certo non può non trovare riscontro.

Si ricorda che l’intera trasmissione è ascoltabile a questo link: https://www.spreaker.com/user/stapradio/la-nostra-lazio-puntata-n-12-del-17-02-2

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