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Bilancio Lazio, “Rosso Relativo”


(Martedi 4 ottobre 2016, ore 21,45)
Ne è passato di tempo da quando un comunicatore biancoceleste, in un’analisi esclusivamente allarmista, così commentava il rendiconto semestrale del Bilancio laziale: “Nei primi sei mesi del Bilancio 2015/2016, la situazione finanziaria della Lazio è negativa per 15,16 milioni di euro. E il dato, è destinato a peggiorare nei prossimi mesi, quindi, il buco a fine stagione rischia di essere enorme” citato testualmente, punteggiatura e sentenze bislacche incluse: a dimostrazione che quel vecchio adagio circa lo scripta manent non è suscettibile allo scorrere dei mesi.

In quel gran vociare che è però l’internet, fortunatamente, si trova pure chi offre una lettura chiara e lucida della reale situazione economica: è il 22 Settembre, e il Consiglio di Gestione della S.S. LAZIO S.p.A. (composto da Claudio Lotito e Marco Moschini), riunitosi nel tardo pomeriggio, ha approvato il progetto di Bilancio Separato e Consolidato relativo all’esercizio chiuso al 30 giugno 2016. La Lazio archivia la stagione 2015/2016 con un rosso consolidato di 12,63 milioni di euro: mirabile dictu non peggiora apocalitticamente la propria posizione  il destino lasciamolo da parte e migliora, per quanto adattabile tale termine, la chiusura del Bilancio. Certo è in passivo, pur con alcune dovute obiezioni: il valore della produzione si attesta a Euro 91,92 milioni, al lordo dei proventi non ricorrenti, ed è diminuito di Euro 18,47 milioni rispetto alla stagione precedente. Tale variazione è dipesa  principalmente da minori introiti rivenienti dalle competizioni europee, senza che ciò abbia pregiudicato la politica di rafforzamento e consolidamento della rosa della prima squadra.

Il fatturato al 30 giugno 2016 è costituito da ricavi da gare per Euro 7,53 milioni, diritti TV ed altre Concessioni per Euro 67,88 milioni, sponsorizzazioni, pubblicità, royalties per Euro 11,09 milioni, ricavi da merchandising per Euro 0,84 milioni ed altri ricavi e proventi per Euro 5,06 milioni. Ciò quindi significa che la diminuzione del fatturato è dovuta alla mancata qualificazione alle coppe europee, fallita dai biancocelesti la stagione si è conclusa con la squadra posizionatasi all’ottavo posto. Nota insita ad una prima lettura dei dati del Bilancio sta nel constatare che la Lazio può chiudere i propri ricavi in attivo avvalendosi di significative plusvalenze (meno di € 2 milioni nel Bilancio 2015/2016) o di rilevanti proventi derivanti dalla partecipazione alle Coppe Europee, due voci sulle quali stavolta la Lazio non ha potuto fare affidamento.

Nulla da eccepire: oltre ad essere strategia sottesa all’intera Serie A, tale pratica evidenzia anche lungimiranza nelle scelte e operazioni di mercato e costante propensione al raggiungimento di pregevoli risultati sportivi e che, al fallimento di tali obiettivi, ne consegue un ribasso economico e finanziario. Un secondo effetto marginale, ma indicativo della mancata qualificazione in Europa è stata la diminuzione della spesa per il personale scesa a 58,81 milioni di euro. È la stessa Lazio a spiegare che il decremento è dovuto alla riduzione della componente retributiva variabile riconosciuta ai tesserati, in conseguenza di risultati sportivi non in linea con la stagione precedente – ovvero, nessun premio corrisposto da Lotito.

A tal proposito va inoltre ricordato che la Lazio ha rilevato nel Bilancio 2014/2015 circa € 21 milioni di diritti televisivi relativi alle partecipazioni a competizioni UEFA e Supercoppa Italiana, adottando un criterio di rilevazione diverso da quelli adottati dalle altre società di calcio quotate in borsa diverso dunque, non erroneo, così come ricordato dalle citate ragioni di tale movimento: la società ha maturato definitivamente, alla data del 30 giugno 2015, un diritto a ricevere somme per il solo fatto di essere stata ammessa alle competizioni europee, diritto che non è condizionato, né correlato all’esito delle partite che si svolgeranno nell’ambito delle competizioni europee 2015/2016, bensì ai risultati conseguiti nel campionato domestico 2014/2015. E in altre parole, pur avendo la Lazio partecipato sul piano sportivo a competizioni UEFA ed alla Supercoppa Italiana nella stagione 2015/2016, ne ha anticipato i proventi all’esercizio precedente, nel quale ha conseguito il diritto alla partecipazione alle predette manifestazioni. Il valore dei ricavi “anticipati” alla chiusura del Bilancio 2014/2015 era di 20,9 milioni di euro (3 milioni per eliminazione dai play-off della Champions League;  11 milioni quale quota di market-pool spettante per la partecipazione al preliminare della Champions League; 2,40 milioni per aver conseguito il diritto di accedere al group stage della Europa League; 4,59 milioni quale quota spettante alla Società del primo 50% del market pool della Europa League spettante alle tre società italiane), quindi al netto di questa decisione il fatturato sarebbe in realtà stato superiore.

Il valore dei diritti alle prestazioni sportive dei tesserati, cioè il valore di bilancio dei cartellini di proprietà della Lazio, risale da € 37,61 milioni ad € 49,56 milioni, per effetto degli acquisti dell’esercizio pari ad € 28,04 milioni ed alle cessioni pari ad € 1,86 milioni, oltreché alla diminuzione di circa € 18,12 milioni per gli ammortamenti dell’esercizio. Gli acquisti dell’esercizio riguardano Basta (€ 10,5 milioni), Kishna (€ 6 milioni), Milinkovic (€ 5 milioni), Mauricio (€ 2,65 milioni), Vargic (€ 2,56 milioni), Hoedht (€ 0,57 milioni), Gabarron (€ 0,50 milioni), Bisevac (€ 0,26 milioni) e Morrison (costo zero). Le vendite dell’esercizio sono rappresentate da Cavanda, ceduto ad € 1,66 milioni, e da Cana, ceduto ad € 0,20 milioni; i ricavi dalle cessioni di Cavanda e Cana hanno determinato una plusvalenza di € 1,86 milioni.

Per ciò che concerne il calciomercato dell’estate 2016, non contabilizzato in questo esercizio, la società spiega che stati acquistati a titolo definitivo diritti alle prestazioni sportive di quattro giocatori per un costo di Euro 31,25 milioni, Iva esclusa; sono stati ceduti i diritti alle prestazioni sportive di quattro giocatori a titolo definitivo, con una plusvalenza di Euro 22,34 milioni; sono stati ceduti i diritti alle prestazioni sportive di tre giocatori a titolo temporaneo per un ricavo di Euro 0,55 milioni. Dunque il futuro Bilancio biancoceleste potrà avvalersi degli introiti derivanti dalla campagna acquisti non contabilizzata al 30 Giugno 2016; una serie di operazioni che portano in dote, tra ammortamenti, risparmio degli ingaggi e incassi delle cessioni, circa diciassette milioni di euro di attivo: dalle cessioni di Candreva, Onazi, Gentiletti, più le partenze tra prestiti e scadenze di contratto – di Mauricio, Klose, Mauri, Bisevac, Braafheid e Konko, ne deriva infatti un calo del monte stipendi fissato sui 16,9 milioni di euro. Il che comporta un impatto positivo sul Bilancio di 41,6 milioni di euro, che al netto diventano 17,38. Ragion per cui dal comunicato stampa si legge che i proventi realizzati dalla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori nella  prima sessione della stagione in corso, l’ulteriore ristrutturazione e ringiovanimento della rosa della prima squadra lasciano ragionevolmente presumere il conseguimento di risultati futuri di esercizio positivi, con il pieno rispetto degli impegni finanziari assunti.

Il Consiglio di gestione ha approvato anche il Progetto di Bilancio separato, cioè quello della SS Lazio SpA (ovvero la società quotata in borsa) e relativo all’attività sportiva. L’attività commerciale ed immobiliare fa invece capo alla SS Lazio Marketing & Communication SpA, interamente controllata dalla SS Lazio SpA, i cui risultati, unitamente a quelli della società quotata in borsa, sono sintetizzati nel Bilancio consolidato: disaggregando i dati noti, risulta che l’attività commerciale ed immobiliare ha avuto un utile di circa € 7 milioni. Nell’esercizio al 30 giugno 2016 la SS Lazio SpA ha conseguito proventi da partecipazioni (dividendi) di € 20,90 milioni, sicuramente erogati dalla SS Lazio Marketing & Communication. Grazie a questa operazione il Bilancio separato della SS Lazio SpA chiude con un utile di € 976.362, a fronte di un utile di € 293.420 dell’esercizio precedente. Sull’aspetto commerciale, e per quanto riguarda il prossimo futuro, la Lazio ha in programma di aprire entro fine mese un nuovo store a Roma Est altro smacco ai detrattori che lamentavano l’assenza di asset strategici sul marketing, con paventate ricadute economiche disastrose per l’assenza di store in luoghi ad alta valenza consumistica.

In fin dei conti, analizzando complessivamente la chiusura dell’esercizio 2015/2016 – il Bilancio dovrà ora essere sottoposto al Consiglio di Sorveglianza, che si riunirà tra il 6 e il 10 ottobre 2016, ed alla società di revisione, che al momento sta effettuando le proprie verifiche la situazione pare tutt’altro che catastrofica: piuttosto una transizione dovuta, un passaggio necessario dalle aspettative disattese della passata stagione agli obiettivi di ritorno nell’annata sportiva in corso.

Arianna Michettoni

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