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Bud Spencer: «La Lazio su tutti»


(28 giugno 2016 ore 19.00)

Pensiamo di fare cosa gradita a tutti i nostri lettori e a tutti i tifosi laziali riproporre una splendida intervista apparsa su «Eagles Supporters» del 25 aprile 1982 a Bud Spencer, scomparso ieri, intervista redatta dal lazialissimo e storico giornalista Francesco Troncarelli.

Come avrete modo di notare leggendo, ci sono molti spunti interessanti che possono servire per un futuro senza divisioni o lotte intestine. Come dice Bud. La Lazio su tutti.

«Arrivano i nostri, Bud Spencer: più forte ragazzi

Ecco per voi Bud Spencer: un grande attore e un grande tifoso biancoazzurro. Nonostante tutto i nostri continuano ad arrivare.

Bomber, Buldozer, Pari e dispari, Altrimenti ci arrabbiamo, tutti titoli dei suoi film che per un verso o per l’altro potrebbero accostarsi a momenti della storia della Lazio.

Già non ci avevo mai pensato. Ce ne sono anche altri allora. Per esempio per la situazione attuale potremmo citare quello di Capitano tutte a me. Capitano proprio tutte alla Lazio! Eppoi c’è Piedone. Una volta c’era Manfredini, l’attaccante della Roma che veniva chiamato così. Beh, adesso ci sono anch’io che sono Piedone, però della Lazio.

Certo, con uno come te all’attacco, avremmo risolto il problema della punta. Ma tu non eri un calciatore però.

Il mio sport era il nuoto. Cominciai da ragazzino alla Romana; lì mi scoprì il presidente della Lazio nuoto. Bitetti che mi portò alla Lazio. Qui sono esploso e ho dato il meglio di me come atleta. Sotto le bandiere e per i colori biancazzurri sono stato campione italiano per dodici anni. All’epoca, ricordo, era tutta una grande famiglia. Io, infatti, benché nuotatore, diventai tifoso della Lazio squadra di calcio proprio perché c’era questo stupendo clima di amicizia e di solidarietà sportiva. Era un fatto naturale ed il motto era «La Lazio su tutti».

Mi immagino quindi il tuo stato d’animo ora (era all’epoca una Lazio intrappolata nella mezza classifica del campionato di serie B n.d.r.)

Le cose vanno male. I tifosi dovrebbero prendersi dei calmanti. Per quanto mi riguarda io non posso certo seguire le partite. Sai, giriamo un po’ in tutto il mondo, però sono sempre tifoso e mi dispiace molto che le cose stiano così. Credo che sia tutto un problema di dirigenza. I giocatori sentono molto queste cose.

Ma c’è stato un cambiamento ai vertici (da Aldo Lenzini a Gian Casoni n.d.r.)

Lo so, ma ci vuole sempre del tempo per dare una impostazione nuova, una struttura efficiente. Insomma un’organizzazione valida per tutti, squadra e tifosi. Eppoi ci vuole tanto, ma tanto entusiasmo. Vedi, per me il più grande presidente che abbia avuto la Lazio è stato Zenobi, per l’entusiasmo che aveva per lo sport. Non pensava agli affari. Per lui c’era solo lo sport e la Lazio.

Tu che sei stato uno sportivo, che ne pensi della vicenda delle scommesse (il primo calcio scommesse che relegò la Lazio in serie B n.d.r.)?

No comment. Ti basti sapere che da campione d’Italia e due volte olimpionico viaggiavo in terza classe sulla «Regina delle Indie». Certe cose quindi neanche le concepisco. Amo lo sport dilettantistico dove non c’è il denaro di mezzo. Adesso forse è un’utopia.

Di fronte alla dilagante amarezza che puoi dire ai supporters biancoazzurri?

Coraggio, la Lazio è un mito. Alla fine torneremo grandi un’altra volta.».

Grazie Bud per questa grande lezione di lazialità. Te ne saremo sempre grati e ti porteremo sempre nel cuore.

Ed un ringraziamento allo storico giornalista Francesco Troncarelli alle cui prosa e poesia pungenti e ricche di fervore biancoceleste mi sono abbeverato spesso e volentieri per saziare la sete di Lazio.

Carlo Cagnetti

 

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