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Dieci e lode


(29 settembre 2016 ore 12.25)

1: DIECI E LODE: Nel mare magnum della disinformazione depressionista facciamo un po’ di chiarezza e riportiamo le cose nella loro realtà oggettiva. Dunque, la Lazio dopo sei gare ha assommato dieci punti frutto di tre vittorie (Atalanta, Pescara, Empoli), un pareggio (Chievo) e due sconfitte (Juve e Milan). Bilancio positivo se si pensa alle condizioni negative in cui è costretto a navigare il vascello biancoceleste. Oltre all’ambiente che rema contro (ma questa non è una novità, anzi è una certezza secolare…), bisogna segnalare gli infortuni e la difficoltà del calendario; alzi la mano chi avrebbe pronosticato dieci punti ad inizio campionato, visto che ai nastri di partenza la Lazio non è stata proprio considerata… Evidentemente fa comodo parlare di gioco od altre amenità assortite. Purtroppo si tende in maniera subdola ad esaltare i lati negativi (che ci sono) e ad azzerare totalmente quelli positivi (che sono tanti), tant’è che se calasse un extraterrestre penserebbe che la Lazio sia una squadra di Lega pro. Questo è frutto di una campagna mediatica proterva ed astiosa fatta di insabbiamenti e montaggi di film aventi il solo scopo di destabilizzare l’ambiente. Solo i risultati potranno in parte spazzare via queste nenie ossessive, ma di certo la Lazio dovrà vincere sempre contro due avversari.

2: VIDEO: Killed the stadium (oltre che alla radio star, come cantavano i Buggles qualche annetto fa…). Parlando dei dati negativi quello che balza agli occhi in maniera più evidente è la desertificazione dell’Olimpico biancoceleste. Allo stato attuale la Lazio ha un pubblico di 10/15.000 fedelissimi da stadio. Non ne facciamo un dramma. Nel resto dell’Italia le cose non vanno meglio (basti pensare al Napoli ed ai suoi 6.000 abbonati…) e non è una scusante ma la realtà nuda e cruda. Le televisioni, così sature di dirette, hanno portato via migliaia e migliaia di spettatori. Senza considerare che andare all’Olimpico è un atto di fedeltà che solo gli innamorati di Lazio possono ancora fare. Certo, una società sensibile al problema dovrebbe prendere iniziative per ripopolare lo stadio; e questo ci attendiamo perché vedere tutti quegli spazi vuoti è un dolore al cuore.

3: INFORTUNI: Anche qui si è favoleggiato troppo. Quello che succede alla Lazio rientra in una logica di calcio estremamente ingolfato di partite. Basti pensare a Biglia ed ai suoi voli transoceanici. Pensate che ciò non influisca? Chiaro che influisce e basta farsi un giro nelle altre squadre del mondo per capire che le cose che succedono alla Lazio accadono esattamente anche nelle altre latitudini. Invece da noi si prende la palla al balzo e si comincia a gettare discredito sui medici, sull’allenatore, sul giocatore, sulla società, insomma più fango si butta è meglio è. La realtà è altra e forse ci vorrebbe un po’ di onestà intellettuale in più. Cum grano salis. Ma in certi casi non esiste né il grano né il sale.

4: DACIA: Stadio orribile quello dell’Udinese con tutti quei seggiolini colorati… va bene finché lo sponsor paga tutti contenti. Così va questa nostra civiltà iperconsumistica… e comunque in questo stadio arlecchinesco la Lazio deve giocarci e possibilmente venir fuori con una risultato positivo. Non è una passeggiata di salute contro i furlan bianconeri, scippati a Reggio Emilia da un Sassuolo che ha più culo che anima… E niente, poche chiacchiere e tanti fatti; contro la Dacia c’è una Kia (Keita Immobile Anderson) che speriamo vivamente abbia messo a punto le sue prestazioni perché per vincere ad Udine lì davanti bisognerà essere meno egoisti e più cinici.

5: SCUDETTO DEL 1915: Ripropongo il mio capitoletto sullo scudetto della Lazio del 1915, un’incredibile ingiustizia che dura ormai da oltre un secolo. E cito tra i più noti giornalisti sportivi e cioè Gianni Brera che nella sua storia critica del calcio italiano così scrive: «A rigor di termini, sarebbe indispensabile uno spareggio a tre (Genoa, Inter e Torino per il girone nord – n.d.r.) per proclamare la squadra campione dell’anno 1915: nossignori che, finita la guerra, il Genoa riuscirà a farsi assegnare il titolo, non so proprio in base a quali suoi precisi diritti. Degli avversari centro-meridionali (la Lazio era prima nel suo girone) neanche si tiene conto: scherziamo?!». Appunto, scherziamo?

6: LA MEJO GIOVENTU’: È di gran lunga quella della Lazio che è una delle squadre con la media età più bassa. De Vrij, Cataldi, Felipe Anderson, Milinkovic, Keita, Lombardi, Murgia… continuo? E c’è ancora chi straparla di settore giovanile o di mercato…

7: LULIC: L’uomo della storia (gloria eterna per il suo gol nella madre di tutte le partite) è stato inserito nella top ten mondiale dei giocatori di fascia da una commissione competente. Ditemi la verità: lo avete letto da qualche parte (a parte lalaziosiamonoi.it)?

7-1: GALLO FALQUE: Chichicrichì, si è svegliato Iago Falque e per la roma è notta fonda. C.v.d. (come volevasi dimostrare).

Carlo Cagnetti

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