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Gioiello di casa.


(04 agosto 2016)

Felipe Anderson è la prova inconfutabile che servizi di pubblica utilità, in comunità disagiate, possono allontanare i ragazzi provenienti da famiglie meno abienti dalle tentazioni della strada. Felipe è cresciuto a Santa Maria, un quartiere povero e difficile nella periferia di Brasilia, capitale federale del Brasile. Il ragazzo è riuscito a driblare e lasciarsi alle spalle le difficoltà che un ragazzo può incontrare per emergere in un quartiere poverissimo dominato dalla criminalità. Oggi, quando scenderà in campo contro il Sud Africa, nello stadio Manè Garrincha, proprio nella sua città di nascita Brasilia, potrà dire, battendosi il petto, io ci sono riuscito.  Felipe Anderson ha incominciato a dare i primi calci al pallone nella scuola calcio Kandango di Santa Maria, scuola calcio gestita dal 26° battaglione della Polizia di Brasilia, nata e voluta per allontanare i bambini dalla pericolosa tentazione della droga. Felipe ha incominciato a giocare a pallone nella nostra scuola calcio tra i sei ed i dodici anni. Il progetto che portiamo avanti è quello di allontanare i ragazzi dalla strada, Felipe c’è riuscito magnificamente, altri purtroppo no. Il nostro progetto è quello di avvicinare la comunità alla polizia per creare cittadini modello, afferma il sergente Liviston, coordinatore della scuola calcio. Purtroppo i ragazzi della comunità di Santa Maria sono reclutati dalla criminalità organizzata per i loro traffici e cerchiamo in tutti i modi di proteggerli con questi progetti sociali. Felipe, racconta il coordinatore, ogni anno quando si trova in brasile viene a trovarci, un gesto evidentemente per ringraziarci per il suo successo professionale e questo non può che inorgoglirci. Lui, fin da piccolo, faceva intravedere un talento non comune, è un ragazzo semplice che proviene da una famiglia poverissima. Il papà era un operatore ecologico ma nonostante ciò, non lasciava il figlio lavorare per aiutare la famiglia. Successivamente l’approdo alla squadra Gaminha e durante un torneo giovanile il Santos nè notò le sue qualità indiscusse e gli fece firmare il primo contratto da professionista. Adesso la sorella Juliana che si è laureata nel frattempo in diritto nè gestisce la carriera. La famiglia sempre lo accompagnava e seguiva le gesta di Felipe ad ogni partita. Adesso a distanza di 10 anni, Felipe ritorna nella sua città di nascita contro il Sud Africa, nell’incontro di apertura dei giochi Olimpici, accompagnato dai sogni di tanti altri banbini del suo quartiere, vogliosi di ripetere le sue gesta per emergere dalla povertà.

fonte: http://espn.uol.com.br/noticia/618494_prata-da-casa-felipe-anderson-teve-carreira-blindada-do-crime-por-time-da-policia?utm_content=buffer26593&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

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