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GRAZIE LAZIO !!!!


Solo adesso riesco a scrivere qualcosa che rientri nell’ambito del commento alla partita, è stata un’emozione incredibile, una gioia incredibile, dopo la rinuncia a Keita sembrava ancor più difficile, anche se ho sempre pensato che non sarebbe stato Keita, FA o Immobile a farci vincere la Finale, nel senso che serviva la prestazione collettiva, la squadra il gruppo, la compattezza, ed infatti è stato così, complice una forma atletica migliore della Juventus, che penso abbia impostato la preparazione per arrivare in forma nel periodo topico della Champions, nulla togliendo alla grande prestazione degli uomini di Inzaghi, ed al modo in cui hanno preparato questa decisiva sfida.
La Lazio ha sofferto nei primi 5 minuti e negli ultimi 10, soprattutto all’inizio è pesata tanto la storie delle sconfitte consecutive nelle finali, che cominciavano ad essere troppe, e poi perché comunque la vicenda Keita e l’assenza per infortunio di Felipe Anderson avevano tolto delle certezze alla squadra.
Dopo le prime parate fondamentali di Strakosha, la prima davvero eccezionale, la Lazio ha incominciato ad organizzarsi in campo, piazzato Luis Alberto sull’unica fonte di gioco della Juventus, Pjanic, affondare anche sulle fasce, obbligando Cuadrado ed Alex Sandro a doversi preoccupare alla fase difensiva e non solo ad offendere, si è compattata e poi il resto è venuto da sé, lo spartito è stato perfetto, complice anche una Juventus molto statica, orfana di Bonucci e Dani Alves, ma merito anche della nostra impeccabile fase di non possesso, tutti aiutavano e chiudevano, fornendo ottima copertura agli ottimi nostri difensori.
Dopo il fantastico 2-0 di Ciro Immobile potevamo addirittura fare il terzo goal, e sarebbe davvero stata la fine della partita, anche se in partite come queste, e soprattutto contro la Juventus, la parola fine non la puoi mai dire, ed infatti negli ultimi 10 minuti, calando i ritmi, considerando quanto aveva speso e prodotto la Lazio, ho incominciato a temere, la rimonta della Juventus, o quantomeno temevo che la potessero riaprire con un episodio singolo, visto che con il gioco la Juventus riusciva a produrre poco, ed in effetti così è stato.
L’unico giocatore da cui poteva nascere una loro azione pericolosa nello stretto era Dybala, che arretrava per ricevere palla e nello stretto dialogare e cercare il guizzo decisivo, e quando ho visto l’argentino prendere una palla recuperata dopo la metà campo ho sperato che Parolo lo bloccasse immediatamente, come d’altronde stava facendo, invece, causa una piccola esitazione, il fallo tattico è avvenuto quei 10 metri più avanti utili per potersi guadagnare la possibilità di calciare da fermo in porta….purtroppo la piccola esitazione di Marco Parolo (partita fantastica sia chiara) ci è costata cara, complice anche la barriera mal posizionata e mal comandata da Strakosha, o meglio l’errore è stato di comunicazione con il neo-giunto Marusic(non ci facciamo ingannare dal rigore procurato, sarà un ottimo innesto, il ragazzo ha qualità, gli serve solo un po’ di tempo)…..riaperta la finale a quel punto il terrore ha preso il sopravvento su di me e su tutti i tifosi Laziali, allo stadio e davanti alla tv, temevamo la beffa, dopo una partita dominata che ci stava per aprire le porte del paradiso, la squadra era stanca, non riuscivamo a tener palla, a perdere tempo, due ripartenze sprecate in maniera molto elementare, eppure nonostante ciò, fino all’azione del rigore (che c’era), la Juventus creava poco se non far girare palla per aggirare il nostro fortino, serviva l’episodio, e purtroppo l’episodio è arrivato….rigore….Dybala sigla il pareggio, e lì davvero tutti hanno pensato e temuto che fosse tutto finito, loro a mille e noi sotto un treno, con il traguardo, il sogno, lì a pochissimi minuti ed invece sembrava tutto sfumato…per nostra fortuna i Nostri ragazzi con l’Aquila sul petto e nel cuore non la pensavano così…la prima azione dopo il pareggio sembrava far temere un contraccolpo….poi è arrivato quello che nessuno di noi immaginava, e non è stato casuale, la squadra poteva trotterellare ed aspettare come un toccasana la pausa prima dei supplementari, ed invece la squadra, i nostri ragazzi hanno cominciato ad impostare, far girare la palla per trovare il giusto pertugio, e questo coraggio, questa compattezza e spirito di squadra è stato premiato da Dio del Calcio: Lukaku dopo aver preso palla ha accelerato con presunzione, sfrontatezza, superbia, De Sciglio forse non se l’aspettava, è stato travolto, bruciato, il Belga arriva sul fondo dentro l’area, non crossa d’impeto ma alza la testa, guarda a chi poter dare la palla e vede Murgia che quel pallone lo chiede quasi supplicando con le mani, indicanti l’esatta posizione dove lo voleva ricevere, e Lukaku lì glie l’ha data….a quel punto serviva la voglia, la grinta, la volontà, il coraggio, ma soprattutto il sangue freddo….e MURGIA c’ha messo tutto ciò in quel piattone di precisione, UNA SENTENZA, la CHIAVE DI VOLTA VERSO IL SOGNO…..ALESSANDRO MURGIA, non ce ne vogliano gli altri eccellenti compagni di squadra, AQUILOTTO VERO, ragazzo cresciuto nelle nostre giovanili, Tifoso vero della Lazio, a prescindere dal fatto di giocarci nel settore giovanile (a differenza di Cataldi , ad esempio), giovane INTELLIGENTE, LEALE, SAGGIO, UMILE, dai piedi ottimi….un altro Sandro (dopo Nesta nel ’98 contro il Milan…) spinge la palla in rete per il Trionfo contro la squadra che da 6 anni domina, senza rivali, il calcio italiano.
EMOZIONI INCREDIBILI, l’epilogo finale le ha amplificate ancor di più…. E’ STATA UNA VITTORIA IN LINEA CON IL DNA DELLA LAZIO E DELLA SUA STORIA….sarebbe stato troppo facile veder scivolare la partita fino alla fine mantenendo il 2-0….troppo poco Laziale, il DNA di un Club nel calcio esiste e si ripropone, ed a questo credo per davvero.
Il Mister ha messo la sua impronta su questa vittoria, voluta, cercata, afferrata, ripresa, i suoi ragazzi lo hanno seguito in tutto, una fedeltà unica, un carisma unico, quello di Simone Inzaghi, Luis Alberto che faceva stropicciare gli occhi, Lukas Leiva un Master, carisma e presenza, coperture e passaggi precisi, verticalizzazioni, faccia ed espressione da Leader e combattente, un grandissimo, Immobile davvero commovente ma al tempo stesso letale, Milinkovic spavaldo e dominante, Radu ringiovanito, Basta e Lulic che spingevano come pistoni infuocati….ma ci metto tutti nel castello dei complimenti del trionfo, TUTTI !!!
Tutto ciò che ne è derivato è stato sublime, lo Stadio, le bandiere, la meravigliosa ed UNICA CURVA NORD, gli IRRIDUCIBILI, la coreografia, la Super Coppa Italiana alzata da….LULIC…sì….SENAD LULIC, l’Eroe del 26 Maggio 2013, CAPITANO….davvero il quadro perfetto….i tanti bambini Laziali che finalmente trionfavano, di fronte agli juventini, tifosi che rispetto, ma che forse hanno proprie le vittore come fonte della loro fede, NOI NO, LE NOSTRE VITTORIE SONO SUBLIMI PERCHE’ NON SONO LA RAGIONE DELLA NOSTRA FEDE MA LA ABBELLISCONO, LA RENDONO LUCCICANTE E LA VESTONO A FESTA….questo nulla togliendo agli amici bianconeri, ma ESSERE LAZIALI E’ QUALCOSA DI SPECIALE, e VINCERE DA LAZIALI E’ SUBLIME.
Mai come questa volta…..GRAZIE LAZIO !!!!

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