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Il progetto Flaminio non si può fare, lo capite oppure no?


Sono passati pochi giorni dal si del comune di Roma la progetto stadio della Roma ed ecco che la Lazio non ha perso tempo e attraverso un comunicato ufficiale della società, ha apertamente dichiarato che molto presto sarà presentato in Campidoglio, un progetto per lo stadio della Lazio. Uno stadio questo che contrariamente a ciò che avverrà sull’altra sponda dove l’AS Roma non diverrà mai proprietaria dell’impianto ma continuerà a pagare un’affitto così come fa attualmente con l’Olimpico di proprietà del CONI, sarà di proprietà della lazio a tutti gli effetti insieme ad una cittadella dello sport con altri impianti sportivi atti a far lievitare le attività ufficiali anche della polisportiva. Tutto ok? manco per niente invece!! Ecco che come al solito se noi tifosi non ci facciamo del male da soli non siamo contenti. Quindi ecco riemergere il progetto Flaminio con addirittura la creazione di una petizione online per racimolare firme a dare forza a questa proposta in virtù della storia della Lazio che attraverso lo stadio Flaminio potrebbe ritornare prepotentemente e sentimentalmente unendo tutte le anime biancocelesti. Peccato eprò che chi ancora cerca di spingere questo progetto, non si sia documentato bene sulle reali possibilità di poter strutturare l’impianto fatiscente, alle cause e necessità di una squadra professionistica di calcio e per giunta prestigiosa come la Lazio. Il Flaminio non può essere ristrutturato per ospitare un campionato professionistico di serie A di calcio e ancora di più, le competizioni internazionali qualora la squadra le dovesse giocare. Il motivo? niente di cosi difficile ma purtroppo allo stesso tempo insormontabile, lo stadio Flaminio non può per vari motivi elencati dallo stesso nervi( nipote) nelle sue continue dichiarazioni. Il calcio professionistico a un certo livello ha bisogno di norme di sicurezza impianto che nel Flaminio sono di difficile attuazione, avrebbe bisogno di ulteriori parcheggi e la zona non permette di scavare per crearne di sotterranei, avrebbe bisogno di una copertura  ( lo richiede la Uefa) e alcuni vincoli non permettono tale copertura, avrebbe bisogno di un ampliamento di capienza, e o stadio per i vincoli e la struttura, non può essere ampliato così come necessità vorrebbero. Insomma, purtroppo non è possibile rinnovare il Flaminio per giocarci a calcio come vogliamo noi. Altre attività possono svolgersi e la ristrutturazione permessa, consentirebbe appunto, altre manifestazioni di tipo sportivo, ma non quella del calcio professionistico, non ora con le norme di ora e non di allora dove invece abbiamo assistito a eventi professionistici nel tempo come calcio e rugby.

di seguito ecco cosa ha dichiarato Marco nervi, nipote di Pierluigi e Antonio Nervi, non più tardi di 1 mese fa:

“La riqualificazione del Flaminio va considerata un’opportunità, non un problema. Non riuscirci sarebbe una sconfitta per tutti. Purtroppo lo stadio non è in buone condizioni, non so dirvi in quanto tempo ma esiste un rischio di un crollo. So solo che ho partecipato a diverse riunioni e l’ultima, prima dell’estate con gli assessori del Commissario Tronca prima dell’elezione del nuovo sindaco. I vari tecnici del Comune avevano identificato una serie di interventi, quelli più urgenti limitati al solo consolidamento ammontavano a circa 6 milioni di euro. Al momento non è stata presa alcuna decisione in merito. Parliamo comunque di un’opera tutelata, protetta dalla legge perché di interesse culturale, quindi per definizione ogni intervento va fatto con cautela. Vincolata perché ha un valore storico, culturale e tecnico, legato ai Giochi del 1960, realizzata da Pier Luigi Nervi e dal figlio Antonio con soluzioni tecniche particolari. Posso dire che per legge vale ancora il diritto d’autore, stabilito in 70 anni dalla data della morte dell’autore, nonno è morto nel 1979 quindi la famiglia Nervi mantiene questo diritto fino al 2049”. E sulla possibilità che un giorno diventi il teatro delle partite della Lazio, Nervi conclude: “Sarebbe bello, ma, è molto difficile aumentare la capacità dello stadio senza sfigurarne la qualità architettonica, Non so se si possa scavare come è accaduto a Firenze nel 1990 quando fu abbassato il livello dello stadio per ricavarne un altro anello. Si può fare? Apparentemente il Flaminio sorgerebbe sopra una necropoli romana o etrusca. Come ho affermato, l’unico progetto di ampliamento di cui si è discusso in questi anni è stato quello proposto dalla Federazione Italiana Rugby. Altri due nodi riguarderebbero i parcheggi e la copertura per i quali andrebbero trovate delle soluzioni adeguate”.

adesso vi è più chiaro il discorso? Adesso comprendete che pur con sommo dispiacere (tutti vorremmo poter rivedere il Flaminio come casa della Lazio nel nostro cuore) non si può pensare di progettare come futura casa del calcio della Lazio lo stadio Flaminio?
Smettiamola quindi di andare dietro a delle ipotesi utopistiche e soprattutto smettiamola di andare dietro a certi pifferai magici che stanno portando avanti questa stupida ipotesi con il solo scopo di andare contro Lotito sempre e comunque, anche quando c’è in ballo in primis, l’interesse esclusivo della Lazio.
Il popolo deve ritornare popolo, e deve appoggiare il progetto dello stadio delle Aquile nel momento che esso sarà presentato. Ora serve unità d’intenti, ora serve davvero tirare fuori il petto e combattere per la nostra ” casa vera” non una casa in “affitto” così come l’avranno gli altri che per l’eternità sono e rimarranno solo “ospiti”

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