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Lazio in scioltezza, roma distrutta, ora the FINAL countdown


(5 aprile 2017 ore 11.20)

Sconfitta indolore per la Lazio che nel ritorno della semifinale di coppa Italia soccombe per 3 reti a due contro la Roma che abbandona la competizione per mano dei biancocelesti avendo perso la partita di andata 2-0.
Le marcature biancocelesti portano il nome di Milinkovic e Immobile che per due volte segnano il vantaggio della squadra capitolina, recuperati dalle marcature di El Shaarawy e la doppietta che dona la magra consolazione alla società di origini abruzzese di vincere la partita.
Bene la Lazio, gioca la sua gara, quella che avrebbe dovuto fare,e che fa, ovvero gara di attesa e compattezza tra i reparti, squadra sistemata alla grande ancora una volta da Inzaghi e Massimiliano Farris che optano per una difesa a tre con ancora una volta la freccia in più nell’arco Lukaku che ha licenza di pungere in contropiede.
La partita parte con la Roma che con veemenza cerca di portarsi in vantaggio ed ha la palla per farlo con Djeko che la butta fuori da posizione favorevole, c’è da soffrire come sempre, e come piace a noi laziali, ma dopo pochi secondi risponde subito immobile con una fiammata che avrebbe meritato migliore sorte.
Dunque ci siamo anche noi, e non solo loro, per cui comincio a convincermi che non sarà solo difesa, ma anche la difesa della Roma avrà il suo bel da fare.
Il canovaccio comunque è quello , palla tra i piedi della squadra di casa, e Lazio li che riparte con concentrazione e convinzione , con poca presenza , ma con molta rapidità.
Al 37^ la sterilità della partita, ed il possesso palla banale e scivoloso della Roma vengono spazzate via dall’azione di contropiede che porta al gol Milinkovic, che approfitta di una grande giocata di Immobile e sul tapin fornito da Allison la butta dentro, super boato del muro biancoceleste che componeva la curva nord, ed uno a zero.
Festa, quanto siamo belli compatti e fieri, scenografia eccellente con tutte quelle bandierine sventolate ad unisono e cori che impazzano fino a farti aggrinzire la pelle e le orecchie soccombere dolorosamente a quella festosa folla.
A questo punto non c’e’ quasi più nulla da fare , solo la matematica tiene a galla la squadra di Spalletti, chiaro che in cuor loro da subito hanno capito che non c’era più nulla da fare, anche se El Shaarawy trova un pareggio fortunoso sul finale del primo tempo, dunque tempo scaduto e tutti negli spogliatoi.
Inizia il secondo tempo con una grave mancanza , ovvero quella di de Vrij che per qualche guaio fisico cede il posto a Hoedt, baluardo troppo importante per la Lazio.
La Roma toglie Juan Jesus e inserisce Peres dunque difesa a tre e almeno nell’intenzione quella di voler spingere con convinzione sulle fasce.
Tattica che non riesce a Spalletti, la formazione di Inzaghi compattamente non lascia molti scampoli di campo e di manovra , e da una palla scodellata da Milinkovic nasce il gol di Immobile che si trova in posizione perfetta per battere Allison in un a tu per tu stile appuntamento sotto lo stelle , 2-1 e qualificazione in ghiaccio.
Dal momento del vantaggio la Lazio ha la possibilità di chiuderla diverse volte con occasioni sprecate in contropiede, ed immobile che la butta fuori da posizione ottima, ma non ci interessa proprio nulla perché oggi non è la partita che conta ma qualche cosa di molto più grande.
Ma la partita sta vivendo l’ennesima fase, Lulic in netta difficoltà, cambi finiti per Inzaghi e la Roma che pareggia il conto dei gol con Salah colpevolmente lasciato libero di anticipare il Tiro da Wallace dentro l’area di rigore.
Gli uomini in casacca rossa trovano e provano tutto per buttarla in caciara, ma non riescono a far abboccare i nostri ragazzi, segno evidente di un lavoro specifico in settimana a non abboccare alle provocazione, loro veri maestri in questo.
Le provano tutte, gomitate in faccia, calpestamenti vari, ma non ‘c’e nulla da fare, anzi la Lazio con Keita subentrato ad Anderson, corre, corre, corre, ma poi è egoista e spreca una ghiotta occasione.
C’e’ tempo solo per dare l’amaro alla curva sud con il gol di Salah con molta fortuna al novantesimo quando la concentrazione non c’era più e la partita non aveva più una storia, probabilmente i nostri ragazzi erano già occupati a pensare come festeggiare l’approdo in finale di coppa Italia.
Termina la gara e la curva esplode in un fragoroso boato a ricordare ai dirimpettai che i derby veri, i derby della storia, i derby che contano la Lazio non li fallisce mai, dai quattro su quattro nel 1998 con la vittoria della coppa Italia, al derby con il trofei in palio alzato dalle aquile.
Difesa compatta concentrata e smaliziata, ben collegata con il riparto di centrocampo.
Strakosha ottimo sul tiro in diagonale di El Shaarawy, e su un tiro a botta sicura di Salah qualche cosa non mi è piaciuta come impostazione tecnica nelle scelte di uscita, prova decorosa.
Bastos Quissanga 15, concentrato e superlativo fino al 90^ quando lascia segnare Salah con troppa facilità, giocatore di impostazione caratteriale da modificare ma dal gran fisico e molto bravo a saper soffrire, bella gara.
Stefan de Vrij baluardo, incredibilmente roccioso, infonde sicurezza a quelli in campo e quelli fuori, fuoriclasse dalla valutazione inestimabile, peccato la sua presenza duri solo un tempo, ministro della difesa orange.
Wesley Hoedt entra al posto del migliore in campo, non lo fa rimpiangere visto che Djeko non la vede mai prima e continua a non vederla, non ha molti spazi per impostare, ma il giocatore c’e’ e dimostra che il suo sfogo è stato un episodio, colonna.
Wallace, cliente scomodissimo Salah se lo perde e gli fa fare il gol del pari, ma nell’arco della partita ha dato molto parte integrante della squadra, utilissimo come presenza fisica, quercia.
Basta, sembra quasi in ritardo sui recuperi su Palmieri, ma poi ti accorgi che c’e’ sempre, non ha spazi per sovrapposizioni ma dimostra più volte che ha voglia di attaccare anche lui arrivando anche al tiro, esperienza.
Lukaku, marcia in più, fisico corsa, dominio sulla sua corsia, bene nelle due fasi, migliore in quella di possesso palla, crea superiorità numerica e molta generosità, velociraptor colpisce ancora.
Biglia, unico nel suo ruolo, interprete magistrale del centrocampo e delle idee di impostazione di Farris che parte dalla difesa, e lega la mente di Inzaghi in zona offensiva, offre palle di respiro di grande esperienza, super.
Senad Lulic, si carica i polmoni di Parolo che stasera ha sostituito alla grande con le sue caratteristiche, difficilmente tradisce nel derby, corridore dolorante.
Milinkovic, corre come pochi copre il campo come solo lui sa fare, una volta li chiamavano giocatori dalle quattro bandierine, per me un giocatore per tutte le stagioni, troppa leggerezza in uscita dall’area di rigore, o di alleggerimento, ma questo giocatore è troppo importante, gigante d’oro.
Ciro Immobile non ci sono parole per un calciatore che segna oggi il suo 26^ gol stagionale, il secondo alla Roma, arriva stremato negli ultimi minuti di gara, ma questo ragazzo si fa amare per tutto e non solo per i gol che sono il suo mestiere, super bomber azzurro.
Felipe Anderson, concentrato, in partita, pochi fronzoli e tanta corsa, sbaglia qualche scelta ma dovuta anche alle poche opzioni che gli si proponeva attorno, prova di maturità per un giocatore come lui che dimostra di essere un giocatore essenziale nell’equilibrio tattico della squadra.
Keita Balde Diao entra con gamba giusta, il ragazzo è in forma fisica, lo si vede e certe volte vuole strafare, non strappa la partita oggi , ma entra e da quello che ha corsa e molto aiuto difensivo, non da lui, in forte maturazione caratteriale.
Alessandro Murgia, quanta garra, e quanto cuore, sostituisce biglia e copre le lacune di Lulic acciaccato, lui è uno di noi e si vede.
Noi ci siamo, siamo in finale, aspettiamo in finestra chi scenderà in campo con noi, ma noi come sempre non abbiamo paura di niente e di nessuno, per noi il più è stato fatto.
PAURA MAI
FORZA LAZIO SEMPRE
De Rossi Orlando

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