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Lazio, la meglio gioventù: gli Under 23 miniera d’oro del club biancoceleste


(12 ottobre 2016 ore 15.00)

Nell’ultima partita di campionato – la vittoria esterna sull’Udinese – la Lazio ha schierato 8 calciatori under 23, risultando così una formazione con un’età media di 24 anni: è l’undici più giovane della serie A – che poi, effettuate le tre sostituzioni dall’allenatore biancoceleste, ha ulteriormente abbassato tale statistica: 23,6 il dato al fischio finale.

Tale assunto, preso nella sua ferma constatazione, aggiunge ben poco alle analisi già proposte: sono giovani e combattono, forti e promettenti, figli biancocelesti lanciati da “papà” Simone Inzaghi. Quel che si è mancato di approfondire, e che invece ci si propone di esaminare in questo articolo, è il fattore valorizzante di una scelta così giovane: la lungimiranza della società laziale – che non è certo dovuta alla contingenza gestionale. Si può ovviamente obiettare che schierando la formazione titolare – nell’ultima gara, a causa delle numerose assenze, si è avuto un rimpasto di modulo ed interpreti – questi numeri lascino il tempo che trovano, ma è bene invece sottolineare l’importanza di tale impostazione green già al momento della campagna acquisti.

Più volte si è detto che la scorsa estate ha rappresentato il momento più delicato per l’ambiente biancoceleste; tuttavia si è comunque deciso di operare verso uno strutturale ringiovanimento della rosa. Così in attacco Matri, Klose e Candreva – rispettivamente 30, 37 e 28 anni – sono stati sostituiti da Immobile e Luis Alberto, 26 e 23 anni. A centrocampo, al posto del 34enne Mauri è arrivato Leitner, che di anni ne ha 23. Rinverdita anche la difesa: Bisevac (31 anni) e Mauricio (26 anni) sono stati sostituiti con Bastos (24 anni) e Wallace (21 anni). La diretta conseguenza di questa strategia adottata dalla Lazio è perciò rappresentata dal fatto che quella biancoceleste sia la seconda squadra più giovane della Serie A, con un età media di 25 anni (contro i 26 della scorsa stagione). Il club capitolino ha avviato una rifondazione fortemente orientata anche verso il proprio vivaio: Lombardi e Murgia, poi Strakosha, Keita, Cataldi, Prce e anche Minala e Tounkara (al momento ai margini della rosa ma comunque utilizzati in allenamento); sono 8 i prodotti usciti dal vivaio che ha attualmente Simone Inzaghi in organico. Tanto più che nella compilazione della lista dei 25 per la Serie A, il mister non ha avuto alcun problema per quel che riguarda i vincoli di giovani cresciuti nei vivai di casa e nazionali.

L’opzione giovane è quindi la scelta vincente per i biancocelesti? Risultati alla mano, in questo primo scorcio di campionato i talentini laziali hanno ben contribuito alla causa di Simone Inzaghi. Ma la spiegazione potrebbe rivelarsi assai meno semplice del quesito retoricamente posto, non solo imputando tutto alla voglia di far bene e di ricerca della visibilità. C’è ancora altro da evidenziare: un gruppo di una così bassa età media è maggiormente duttile e quindi versatile – ne è una prova il riuscire ad adattare il modulo agli uomini in campo, per cui Inzaghi può basarsi sulle caratteristiche dei propri giocatori e dei propri avversari: non è un caso che la Lazio sia riuscita a segnare 13 goal con 9 diversi marcatori. Vi sono poi meno personalismi – fatte le dovute eccezioni – e le giuste gerarchie: i giovani imparano e maturano grazie all’apporto dei veterani biancocelesti, con una buona predisposizione al gioco di squadra e cercando nell’altro la metà mancante dello sviluppo dell’azione, con il pregio di poter instaurare un rapporto basato sulla reciproca fiducia. Sopperendo agli errori dovuti all’inesperienza con tanta grinta e determinazione, tanto che sui chilometri percorsi la formazione di Inzaghi è infatti la seconda di tutto il campionato. Perché non si è ancora pienamente consapevoli delle proprie potenzialità, o, quando lo si è, ancora incerti sulle loro modalità di utilizzo: perciò in queste sette partite nessun giocatore ha corricchiato sul campo, vivacchiando di giocate passate. Simone Inzaghi è riuscito a far esordire nella stagione in corso già 24 giocatori, di cui 12 under 23: l’inizio di campionato con l’Atalanta ha portato al debutto con goal del classe 1995 Cristiano Lombardi; è stato poi il turno di Alessandro Murgia e Thomas Strakosha; infine c’è stata la riproposta di Danilo Cataldi nel ruolo di vice Biglia.

Ciò non può che essere motivo di orgoglio per società e tifosi: avere una squadra con un atteggiamento così propositivo – riconosciuto dal motivatore Simone Inzaghi – ed un approccio al campo sempre costruttivo non può che far crescere l’entusiasmo e la soddisfazione nei confronti di questi giovani. Ci si aspetta quindi il rispetto e il riconoscimento che si tributa alle scelte rivelatesi giuste – senza le forzate obiezioni, che sono come avversari che un under 93 lascia facilmente sul posto. Ed, in ultimo, una considerazione pure al vantaggio economico derivante da una tale gestione: costruire un patrimonio biancoceleste è assicurarsi una rendita non solo sportiva, ma anche finanziaria. La creazione a costo zero di un prospetto, dalla Primavera alla Prima Squadra, o la valorizzazione di un acquisto è il successo della strategia di mercato che potrebbe contraddistinguere la Lazio – già in passato mostratasi capace e attenta in tali trattative ed operazioni. Basti pensare all’eccellente plusvalenza ottenuta dalla cessione di Eddy Onazi, venduto al Trabzonspor non per una cifra faraonica, ma che rappresenta un 100% di attivo per la Lazio che aveva accolto già in Primavera il centrocampista nigeriano.
È ormai chiaro che con la linea verde i biancocelesti abbiano molto da guadagnare e poco da perdere: peccato quindi che se ne parli troppo poco e abbastanza male.

Arianna Michettoni

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