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L’isola che non c’è


(20-3-2017 ore 9.04)

Pareggia la S.S. Lazio la sua 29^ giornata di campionato contro il Cagliari in terra sarda con risultato di 0-0.
Troppo brutta per essere vera questa squadra che fino ad oggi ci aveva abituato bene, e bisogna dire che oggi i biancocelesti hanno incontrato un Cagliari fortemente “motivato” e ben messo in campo dal suo tecnico Rastelli che dimostra di essersi studiato benissimo le mosse del suo amico Inzaghi.
Squadra messa in campo dai mister Inzaghi e Massimiliano Farris con il solito modulo delle ultime partite, 4/3/1/2 con Keita messo nella posizione dove di solito agisce MIlinkovic in questa partita indisponibile per squalifica.
Ma partiamo dalla fase di uscita difensiva, il Cagliari avendo visto la partita che la Lazio ha disputato contro il Torino, non ha permesso l’impostazione bassa da parte dei difensori, creando , come sempre accade una gabbia a Biglia, e di conseguenza giocando con 5 centrocampisti ed una sola punta, il pressing è stato agevolato non soffrendo mai il palleggio biancoceleste.
Incartata dal punto di vista tattico, i giocatori biancocelesti entrano nel panico più totale, ed il nervosismo è palpabile anche nelle giocate di frustrazione che i giocatori della Lazio sono costretti a fare.
La partita ha un inizio lento, ma con le aquile in pieno possesso del pallone, c’è poco da annotare, oggi nella prima frazione di gioco c’è solo una mezza palla gol sul piede di Keita, tutto il resto è stato un mare di incomprensioni e di fraintendimenti tattici.
Veramente difficile analizzare una partita come questa, certamente il vento nel primo tempo è stato protagonista, ma quelle folate hanno portato via anche molto fosforo dalle menti dei nostri calciatori.
Nel secondo tempo, dove di solito i biancocelesti costruiscono le loro vittorie, invece c’è un’inversione di tendenza, ovvero quando Keita si spegne e non riesce più ad entrare anche in forma breve nella partita, ed Inzaghi lo toglie facendo entrare Luis Alberto, ma questo avveniva 5 minuti dopo di un cambio scellerato a mio modo di vedere una partita in trasferta, ovvero fuori Radu dentro Djordjevic.
Certo il nostro mister ha coraggio da vendere, ma togliere un Radu oggi veramente in palla, e inserire un Djordjevic, questa non l’ho proprio capita, non che io abbia la prosopopea di capire il calcio come un santone , ma diamine non ci vuole uno scienziato per capire che in quel modo saremmo stati sbilanciati.
Infatti così è stato, da quel momento in poi biancocelesti spariti dal campo, ed udite udite, chi avrebbe potuto far gol in più di un occasione è il Cagliari, che di rimessa, e grazie ad una prevedibilità di manovra biancoceleste riesce a coprire il campo con tre e più uomini mettendo in grave difficoltà una difesa , quella della Lazio ormai rimasta a due.
Io a quel punto, anzi anche un po’ prima ho temuto per la sconfitta, e sono soddisfatto di questo pareggio, ma solo del punto non per come è venuto e nemmeno per come abbiamo interpretato questa partita che avrebbe potuto dare un segnale alle inseguitrici , e non solo.
Dunque complimenti a Rastelli, che riesce a tirar fuori un fuoco interiore dai suoi calciatori, sono sicuro che sarà cosi anche nelle prossime partite, ma ora vorrei anche analizzare quello che, a mio modo di vedere è stato sbagliato.
Ritorno sul discorso di Keita trequartista, li si sarebbe dovuta vincere la partita, affrontando una difesa, quella del Cagliari, di solito molto pasticciona e lenta, ma il senegalese dimostra di non aver inquadrato il ruolo, e di non essere in grado di sostituire movenze come quelle di Milinkovic.
Ora io mi domando, perché Simone Inzaghi vedendo questa difficoltà che non ha mai liberato al tiro nessuno, e nemmeno mai creato superiorità numerica, non ha cambiato repentinamente il modulo mettendosi con il più classico dei 4/3/3?
In definitiva oggi si poteva, si doveva aggirare con una manovra larga la difesa dei sardi, si doveva creare sulle fasce la superiorità numerica, si doveva cercare l’ultimo passaggio dal fondo con gli inserimenti soliti di Parolo e Lulic.
Difesa fin quando c’è Radu in campo ordinata attenta , Strakosha non eccelle in nessuna parata ma anche oggi è presente, e costantemente interagisce con i suoi compagni, Meritata convocazione in nazionale .
Stefan de Vrij messo in imbarazzo nella parte finale della partita, ha la grande forza di non mollare e la qualità per non farsi superare, ministro della difesa orange.
Wesley Hoedt più bravo ogni momento che passa, decisioni di impostazione, decisioni negli interventi, ma dove arriverà? Di sicuro in Nazionale.
Basta spinge molto, ma non con la solita convinzione, quando sbaglia ha l’esperienza per riprendere il passo perso, non il migliore della stagione come tutti suoi compagni del resto, alla prossima.
Radu, straripante sulla sua fascia è uno dei pochi che ha voglia matta di combattere e di correre, esce lui e finisce anche quel poco che si è visto oggi, combattente.
Centrocampo, il vero assente ingiustificato di oggi, se non hai fosforo le partite non si vincono, e si va in confusione.
Parolo, fortemente indietro rispetto il suo standard, magari la corsa non manca, ma degli inserimenti inappropriati oggi ce ne sono stati, torna ad essere umano.
Senad Lulic alla pari di Radu ha molta birra in corpo, a volte corre più del pallone e degli stessi compagni che tardano l’entrata in area di rigore mentre lui sgroppa sulla fascia, puntuale.
Biglia, incatenato, imbrigliato, imprigionato, trova solo un paio di volte lo spazio per salire con la palla al piede, ma la sua intelligenza oggi è servita, senza di lui non so come sarebbe andata a finire, fulcro.
Attacco, non classificato, Ciro Immobile già con la testa in azzurro sfodera una prestazione alla Capocchiano, con tutto il rispetto per Berardino, ma il valore di Ciro non è questo, sbaglia ogni cosa, c’è altro da dire? Ah si che anche nell’essere egoista oggi se n’è approfittato, ti auguro una buona partita con il Gallo.
Keita Balde Diao, incolpevole nella scelta di giocare come trequartista, colpevole di aver abbandonato la stessa troppo presto, alti e bassi.
Felipe Anderson, ci fa vedere degli immensi sbagli con palle perse e immense sgroppate che il pallone glie lo fanno recuperare, quello che non recupera però è la lucidità e la forza di tirare con violenza una palla ghiotta, l’unica della partita, servita da Radu sulla corsa, infondo Cagliari è sul mare e lui rispolvera le sue belle infradito e passa la palla al portiere, snervante.
Luis Alberto, Djordjevic, inconcludenti ai fini della partita, non migliorano, anzi peggiorano l’andamento della stessa, non per loro colpa, Patric ha il tempo di perdere una palla sanguinosa qui le responsabilità ci sono.
Non si possono vincere tutte le partite, è vero, com’è vero che vincere con il Cagliari era un dovere per moltissimi laziali, io dalla mia ho sempre pensato che oggi poteva essere una partita dura, piena di insidie com’è stata quella di oggi.
Quello che mi dispiace di più è aver visto degli errori caratteriali che sembravano averci lasciato subito dopo la partita pareggiata contro il Milan.
Speriamo di non cadere nelle ombre del passato, anche perché il 4 aprile si avvicina, e li le “palle” vanno rigorosamente mostrate, e non timidamente messe dentro come oggi.
E’ solo una partita pareggiata, è comunque il settimo risultato utile consecutivo, è comunque la mia Lazio.
PAURA MAI
FORZA LAZIO SEMPRE
De Rossi Orlando

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