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L’isoLAZIOnismo, i silenzi e il «cunctator» Lotito


Isolazionismo: Condotta politica che si fonda sul mantenimento da parte di uno Stato di condizioni di isolamento politico, culturale ed economico rispetto agli altri Stati. Strategia politica che, applicata al calcio e nella fattispecie alla Lazio di Lotito, diventa isoLAZIOnismo che ben si attaglia alle manovre gestionali attuate dalla presidenza biancoceleste.

A ciò aggiungiamo i rumorosi silenzi e le tattiche dilatorie (Lotito «cunctator», il temporeggiatore come il dittatore Quinto Fabio Massimo ai tempi delle guerre puniche) ed il quadro è completo. Tutto ciò, piaccia o non piaccia, non piace ed è motivo di grande insofferenza da parte dell’ambiente (media e tifosi) che, chi per un motivo, chi per un altro, reclama scelte immediate e chirurgiche ed annunci roboanti «quotidie».

Scorazzare in questa disputa filosofica-politica-calcistica è come correre su un campo minato in cui si rischia di saltare in aria. Analizzare i fatti, annusare nell’aria i rumors, fidarsi delle proprie sensazioni potrebbe essere l’antidoto a siffatto veleno, quello sloganeggiante dei contestatori a prescindere, quello della mediocrità aurea lotitiana, quello dei liberatori rivoluzionari, insomma il veleno che corrode il campo biancoceleste da due lustri.

ALLENATORE. Credo che Lotito non sia stupido. Il fatto che non sia ancora arrivata la comunicazione ufficiale dell’allenatore non certifica che l’allenatore non ci sia. Il silenzio societario è sempre visto in chiave negativa, strategia ormai consolidata, ma nessuno può confutare o non ammettere a priori una visione positiva della faccenda. Se Lotito ha privilegiato altre questioni avrà avuto i suoi motivi, e solo per questo non si può accusarlo di immobilismo. Tutt’altro. Al momento Lotito ha avuto contatti perlustrativi con Sampaoli (clausola capestro col Cile, ed infatti è ancora a spasso…), Ventura (ha sposato Luciana e la Nazionale, vecchio bigamo…) e Prandelli (accordo su tutto, ma…) e magari con qualcun altro. La scelta dovrà essere ben ponderata, e di essa dovranno essere comparati in modo certosino i pro ed i contro in un bilanciamento equilibrato. Insomma, la famosa soppesata… Sullo sfondo Simoncino Inzaghi, il predestinato futuribile, attende come tutti. E in lontananza, ma non troppo, c’è ancora la figura del buongustaio Pioli, titolare di un altro anno di contratto, e con l’amante tradita Lazio che attende un matrimonio che le farebbe risparmiare gli alimenti. Un panorama contorto che, probabilmente, può essere messo a fuoco proprio da quell’indigesta tattica dilatoria (lo scorrere del tempo è risultato decisivo in molte guerre…) la quale può collocare al posto giusto le portate di un menu in via di definizione.

GIOCATORI. Tanti nomi accostati alla Lazio (Lapadula, Pavoletti, Jardel, Adriano,..). Tutti di pregiata fattura. Forse il segnale che Lotito farà una grande Lazio, forse solo chiacchiere, ma credo che il presidente non abbia molte alternative in questo settore. La stagione 2016-2017 dovrà essere quella del riscatto pieno e tutto questo passa per l’allestimento di una Lazio super. In fondo, i biancocelesti sono una delle poche società che, a livello di fair play finanziario, gode di una posizione invidiabile. Basti vedere in giro quello che sta succedendo, per esempio a Milano o anche più vicino, sull’altra sponda del Tevere, con cessioni da effettuare ed enormi buchi da colmare. La sensazione è che, stavolta, il fair play finanziario mieterà vittime illustri, sempre che le sacrificate non si allineeranno alle normative in vigore: anche questo dovrà essere sfruttato da Lotito sul mercato giocatori.

AMBIENTE. Il vero «punctum dolens». La crociata antilotito continua imperterrita senza soluzione di continuità. Non so dove voglia arrivare la strategia della tensione da alimentare, della depressione artefatta e del fango sempre e comunque, qualunque cosa si faccia, o non si faccia. Se per esempio dovesse arrivare un giocatore si direbbe che è rotto o che non vale niente; se non dovesse arrivare lo stesso giocatore si direbbe che è il più forte del mondo. Davvero risibile questa strategia. Lotito, con il suo isoLAZIOnismo, ha preso atto che non ci potrà essere un dialogo con chi fa dell’odio e della violenza il suo credo. Solo con un ritorno all’Amore per la Lazio si potrà ritrovare il filo di Arianna, unico mezzo che consentirà di uscire dall’oscuro labirinto in cui ci si è cacciati. E solo allora si rivedrà, finalmente, il sole.

Carlo Cagnetti

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