Vai a…

Cuoredilazio on YouTubeRSS Feed

Lotito – Diaconale: una Lazio di Amore


Conferenza stampa di presentazione di Arturo Diaconale.

(Dall’inviata a Formello Arianna Michettoni: Lunedi 1 agosto 2016)

Interviene Claudio Lotito: «È in atto nella Lazio una ristrutturazione della società che è funzionale al miglioramento strutturale e alla rappresentazione della società. Arturo è mio amico da tempi non sospetti, segno della ricerca assoluta delle qualità morali delle persone, senza andare a scalfire quanto già fatto. La società al mio arrivo non aveva nulla, tutto questo è stato messo in piedi per iniziativa della società; le persone devono ricoprire i loro ruoli in base alle loro capacità e per creare le basi di una comunicazione che sia più efficiente e rispondente alla verità: la Lazio paradossalmente ha costruito tanto ma a livello comunicativo non gli è mai stato riconosciuto nulla. Per questo ho ritenuto indispensabile avvalermi di una personalità riconosciuta; noi abbiamo fatto tante cose e nessuno le ha mai registrate, anzi, si rappresentano solo le negatività. Quindi c’è qualcosa che non funziona nella comunicazione, e nasce l’esigenza di cambiare al fine di fermare una comunicazione artefatta che costruisce casi non rispondenti al vero. Voglio creare una stagione nuova, grazie ad una persona autorevole, che possa svelenire l’ambiente e che possa far sì che i meriti vengano riconosciuti – e anche le critiche. Arturo Diaconale sarà il responsabile della comunicazione, Stefano de Martino continuerà nel suo operato meritorio; si tratta di dare una linea editoriale riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, da una persona autorevole. Io ascolto i suggerimenti e le critiche di chiunque, dal più umile al più istituzionale: per questo Arturo Diaconale avrà una comunicazione improntata all’insegna del dialogo e dell’autorevolezza, cioè giornalisti che possano rapportarsi ad una figura professionale. È un nuovo inizio, De Martino si occupa della radio, della televisione e del giornale; Diaconale è responsabile della comunicazione e portavoce della società. Vedremo ora se le persone avranno ora il coraggio di proseguire in quegli atteggiamenti non deontologici.»

Arturo Diaconale: «Ringrazio il presidente per la fiducia e per la manifestazione di stima; anche per l’occasione che dà ad un giornalista, tifoso della Lazio da sempre, di occuparsi dell’aspetto comunicativo di una squadra che ha seguito sin da bambino. Non avrei mai pensato di poter svolgere una funzione di questo genere. Chi mi conosce sa che io sono una persona di principi e di dialogo: credo in alcuni valori, ma credo soprattutto nella possibilità di confrontarmi con tutti, senza pregiudiziali nei confronti di nessuno ma pretendendo la stessa lealtà e il rispetto che porto a tutti. Il compito che mi affida il presidente è estremamente interessante, impegnativo ed affascinante: dobbiamo creare un nuovo clima intorno alla squadra e se il presidente me lo consente anche intorno alla sua figura. Lotito è un presidente che negli ultimi 12 anni ha fatto la storia della Lazio, che sta qua e si prende magari le aggressioni di quelli che però sanno di poterlo aggredire per la sua presenza. È una caratteristica importante, in questo calcio che perde il contatto per i mutamenti transnazionali.
La Curva Nord annuncia il ritorno dei tifosi allo stadio, ed io ho molto apprezzato; mi sono reso conto che senza il ritorno dei tifosi allo stadio, i tifosi perdono l’amalgama; l’assenza fa perdere senso alla comunità. Vorrei proporre un incontro informale: ognuno esprime il proprio pensiero che io cercherò di mettere a frutto, in modo da iniziare un percorso importante: la squadra che il presidente sta costruendo è importante, io cercherò di fare il possibile.

D: «benvenuto; durante l’evento “di padre in figlio” ha detto: la gente laziale è fantastica, in grado di riempire lo stadio anche senza una partita. Cos’è la Lazialità? Come va comunicata?»

AD: «La Lazialita è sentimento che si porta avanti sin da bambino, è passione; ognuno di noi ha dentro di se una storia, un sentimento, un ricordo: la Lazialita è ricordare quando si andava allo stadio con il padre; è un sentimento da recuperare, perché andare allo stadio deve essere un sentimento gioioso. La tensione è fastidiosa, il gioco del calcio deve essere vissuto in maniera diversa. Lo spirito della Lazio della mia infanzia era uno spirito un po’ aristocratico, la Lazio era la squadra dei “signorini”; anche allo stadio c’era questa sensazione: era un tratto distintivo che mi piaceva. Perciò dobbiamo recuperare l’autorevolezza, dobbiamo smontare i pregiudizi che ci accompagnano: i tifosi non devono andare in giro per l’Europa ed essere considerati dei pericolosi sovversivi. Dobbiamo essere all’altezza della città in cui ci troviamo.»

D: «Quanto è disposto a farsi guidare dall’esperienza di Arturo Diaconale? (Rivolta al Presidente, NdR) E quanto Arturo si spenderà per ammorbidire alcune ruvidezze del Presidente?»

AD: «Ognuno ha il suo carattere, non posso io pensare di poter interferire con il carattere di un personaggio così vulcanico e poliedrico come Lotito. Non mi permetterò mai di imporre o chiedere a Lotito di fare quello che io dico; cercherò di suggerirgli e favorire una maggiore comprensione. La mia presenza qui è un atto di fiducia all’intelligenza di Lotito.»

Il presidente non risponde.

D: «Ci vuole raccontare il primo contatto con Lotito? Il Presidente come ha accolto il comunicato della Nord (rivolta al Presidente, NdR)?»

AD: «Il Presidente mi ha chiamato il 25 Luglio: ho risposto al telefono non sapendo chi fosse. Mi ha proposto la carica, ne abbiamo parlato ed eccoci qua: è un rapporto recente ma una conoscenza ed amicizia che risale a tanto tempo fa.»
CL: «Lo scopo è quello di portare la normalità: ho pubblicato un editoriale in cui dichiaro che i risultati si ottengono con l’apporto di tutte le componenti: società, squadra, tecnico e tifoseria. Quando esiste una unione di intenti si può ottenere un risultato, viceversa, senza unione nessun risultato è possibile. Quello che conta è il clima intorno e all’interno del gruppo: i giocatori risentono di tutte le pressioni psicologiche mediatiche ed ambientali che, nel momento in cui sono negative, determinano un deterioramento del risultato sportivo. In questa veste tutto ciò che porta armonia è ben accetto. Fermo restando che tra legalità e consenso sceglierò sempre la legalità, e nel momento in cui io riuscirò ad ottenere il consenso nella legalità otterrò il risultato ottimale. Rappresentare fatti che non sono conformi alla realtà portano alla creazione di giudizi diversi da quelli che dovrebbero esserci.
Peruzzi è rimasto sbalordito dalla trasformazione del centro sportivo; l’impronta dell’organizzazione e dell’ordine – non da tutti percepita in maniera positiva. Chi era abituato a riceve privilegi di varia natura ha creato perciò un divario. Al di là di Lotito, qui si stanno creando alibi che creano un danno alla Lazialità: queste sono contrapposizione di carattere personale. Io voglio essere giudicato per quello che ho fatto. Io sto qui a lavorare per la società, tutto questo non mi viene riconosciuto. Noi non siamo stati in grado di vendere bene quello che abbiamo fatto; abbiamo radio (siamo stati i primi) e televisioni riconosciuti come prodotti di qualità, ci autoproduciamo, abbiamo una rivista: tutti mezzi che servono da raccordo con la tifoseria. La società sta lavorando per far sì che la squadra possa essere vicina ai tifosi, noi cerchiamo di trasmettere il senso concreto della società. 12 anni fa dissi: io voglio costruire una casa le cui basi siano sul cemento e non sulla sabbia, non fare la meteora – oggi esiste e domani non esiste più. I fatti mi dimostrano che stiamo lavorando bene. Oggi manca il coinvolgimento emotivo, il problema vero è che è cambiato l’atteggiamento: nel momento in cui alcuni componenti che dovrebbero rappresentare la forma passionale invece adottano un atteggiamento di forza, chiaramente si verificano forme idiosincratiche. Dare e riportare l’entusiasmo non è un problema economico, la Lazio oggi è autonoma, libera ed indipendente. Tutti insieme ripartiamo con logiche che enfatizzano la nostra storia e che rappresentano un percorso importante di cambiamento e di rappresentazione di ciò che siamo: recuperiamo un senso di appartenenza, di orgoglio. Quello che abbiamo non ce lo può togliere nessuno. Questa libertà io la rivendicherò fino alla fine, sempre: l’interesse del club è l’interesse supremo, che va al di là dei giocatori, dei dirigenti, dello staff tecnico. Se non esiste il club non esistono le altre componenti. Noi abbiamo fatto uno sforzo sovrumano per salvare identità e storia: noi siamo quello che eravamo nel 1900, con i lati positivi – di cui far tesoro – e con i lati negativi – da migliorare.

AD: «Cerchiamo di aprirci, di rilanciare lo stile Lazio, di recuperare il rapporto con la nostra comunità. »

Tags: , , , ,

Altre storie daConferenza Stampa

About Arianna Michettoni,