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Mar…assi, Mar..esca, Mar..xisti, storia di una trasferta nel Mar…ligure


(19 aprile 2017 ore 9.40)

La «Rocco Banda Chico» (Rocco il pontifex maximus, il sottoscritto e il giovane «Berardi» Francesco) è di nuovo in viaggio per scortare la Lazio in quel di Marassi genoano, trasferta tradizionalmente difficile non solo sul campo, ma anche fuori. Si è vinto pochissimo nella Genova rossoblù nella storia e dunque in campana anche oggi. Il viaggio in treno è uno spasso, vola via con grande goliardia e positività. Nel treno saranno presenti un centinaio di fratelli biancocelesti, ma al Marassi ne conterò circa settecento, un numero notevole per una trasferta non propriamente agevole.
Arrivati dopo poche ore a Genova Brignole, c’è giusto il tempo per un paninozzo e siamo subito caricati nei bus che ci porteranno al «Ferraris», settore ospiti. Inutile dire che il Marassi è uno stadio bellissimo, da calcio e ci appropriamo del settore con striscioni e cori a squarciagola, tra cui quello nuovissimo by Curva Nord.
La fossa dei grifoni genoana attua una protesta contro il loro presidente, esponendo gli striscioni rivoltati: soliti saluti quando vediamo questi colori, a noi particolarmente indigesti anche per il loro gemellaggio con i napoletani. E proprio per questo mi domando come abbiano fatto a designare un arbitro napoletano per questa gara. I miei timori purtroppo erano fondati: alla Lazio mancano tre rigori che avrebbero portato i biancocelesti ad una facile vittoria e invece dobbiamo ringraziare Luis Alberto ed il suo gol meraviglioso che ci regala solo un punto. Nota di colore riguardante un tifoso genoano che fa su e giù nella gradinata sud esponendo il pugno chiuso, a riprova della fede politica genoana. Vi lascio immaginare la reazione e comunque la polizia pensa bene di allontanare il cretino di turno fuori dalla gradinata.
Della partita inutile dire altro se non la ridicola gioia di cataldi e, come contraltare, le bellissime esultanze di Biglia (in bocca alla gradinata nord) e di Luis Alberto. Un punto che alla fine lascia tutto come prima.
Il ritorno con la Banda Chico è di tutto riposo con l’inquietante presenza nel treno di Fernando Orsi, il romanista doc che fa commenti acidi e ostili sulla Lazio e sui laziali. Indifferenza totale, anche se lo sdegno per questi esseri rimane, eccome.
Si arriva nella città eterna in tarda serata baldanzosi e fieri come eravamo partiti…essere ultras è dimostrarlo sul campo…con la mente e con il cuore…mai un passo indietro io farò.
Avanti Lazio, Avanti Laziali.

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