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Nell’Olimp(ic)o degli dei


Mito, leggenda, e quant’altro ma basta dirne il nome, Giorgio Chinaglia, e non aggiungere altro.

Nell’anniversario della sua prematura scomparsa possiamo dire senza tema di smentita che Giorgio Chinaglia non è mai morto.

Vive continuamente e quotidianamente in ogni dove. In primis nelle menti di chi ha avuto la fortuna di vivere le sue gesta dal vivo, allo stadio e non solo

Chinaglia ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà sempre lo spirito di ogni combattente laziale.

La sua storia, la sua epopea è il trionfo della volontà. Come insegna Schopenhauer il mondo è volontà e rappresentazione. E il mondo di Chinaglia è il mondo del laziale.

Un giocatore unico per un popolo unico. Parlare di amore sarebbe riduttivo. È il classico caso in cui le parole non possono esprimere i sentimenti.

Inutile perfino ripercorrerne i trionfi, le lotte, le vittorie e le cadute della sua incredibile carriera.

Di lui parlano le immagini ormai divenute ioniche. In copertina ho scelto questa. Dopo un suo gol, l’esultanza a braccia levate e il suo stadio festante.

Giorgio Chinaglia, nell’Olimp(ic)o degli dei. Da uomo, con tutti i pregi e i difetti, nel nome della Lazio.

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