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NOSTRA ESCLUSIVA !! Sette domande a….Arturo Diaconale


(Giovedi 25 agosto 2016, ore 00,15)
Una grande nostra Esclusiva che ci inorgoglisce e che ci da grande soddisfazione. Da poco Arturo Diaconale si è insediato alla poltrona di responsabile della comunicazione della Società Sportiva Lazio, e poterlo intervistare con delle domande tutte nostre è sicuramente una novità che non può che essere accolta positivamente per chi come noi, fa tutto questo per passione e per amore della Lazio. Non c’è bisogno certo di presentare una figura autorevole come Diaconale, giornalista navigato e di provata esperienza che porta con se un bagaglio tecnico e d’opinione, non indifferente.
Quindi andiamo subito al succo del nostro pezzo e cioè alle domande che abbiamo fatto al nostro ospite.

REDAZIONE:
” Buongiorno Direttore e grazie per averci dato questa disponibilità”

DIACONALE:

” Ci mancherebbe, è un piacere. “

REDAZIONE:

” L’incarico di direttore della comunicazione Lazio è indubbiamente
gravoso, ma stimolante; malgrado sia all’inizio del percorso, si è
fatto subito un quadro di cosa cambiare e sugli obiettivi da
raggiungere? “

DIACONALE:

” Non arrivo con la verità in tasca e con le soluzioni miracolistiche a portata di mano. Conto di informarmi bene, capire il più possibile dove e come intervenire e poi procedere con l’obbiettivo di contribuire al rinnovamento ed al potenziamento della società e di ricucire il rapporto tra la società ed i suoi tifosi. “

REDAZIONE:

” Lei è notoriamente un grande giornalista, oltre ad essere uno
storico tifoso laziale; è riuscito a conciliare le due passioni ed ha
avuto problemi a dichiarare il proprio amore per la Lazio? “

DIACONALE:

” Non ho mai avuto problemi nel conciliare la mia professione e la mia passione per i colori biancocelesti. Questo incarico di responsabile della Comunicazione della Lazio, poi, concilia perfettamente l’una e l’altra. “

REDAZIONE:

” Può raccontare un aneddoto del suo essere laziale, un fatto che le
è rimasto impresso e che porterà con sé per sempre? “

DIACONALE:

” Quando ero bambino mio padre venne trasferito a Padova ed io mi trovai in un ambiente diverso dove la mia provenienza romana veniva bollata con l’epiteto “terrun”. Quando la Lazio venne a giocare all’Appiani ( il Padova di allora era quello di Rocco ) mio padre mi portò allo stadio dove ero l’unico laziale ( ovviamente silenzio ed impaurito). Il Padova aggredì la Lazio per tutta la partita fino a quando una respinta disperata venne raccolta a metà campo da Selmosson ( raggio di luna) che in perfetto contropiede infilò la porta padovana. Nello stadio gelato e silenzioso si sentì solo il grido di un ragazzino raggiante. E da quel giorno a scuola incominciarono a rispettarmi ( anche perché imparai a parlare in veneto). “

REDAZIONE:

” Quanta considerazione ha dei social che, in pratica, hanno
sostituito il bar dello sport e in cui molte figure spesso ne
approfittano per fomentare e trasmettere sugli utenti tensioni
gratuite e negative riguardanti la società Lazio? Qual è la sua
ricetta o il suo antidoto per evitare che la Lazio venga messa alla
gogna quotidianamente? “

DIACONALE:

” I social finiscono molto spesso per esaltare le rabbie, le frustrazioni, i malumori. Ma esistono e sono un mezzo di comunicazione sempre più diffuso ed efficace. Personalmente ritengo che non bisogna combatterli, ma utilizzarli al meglio da parte di tutti “

REDAZIONE:

” Come si pone di fronte al fatto che molto spesso fuoriescono
indiscrezioni di vario genere riguardanti l’operato della società che,
invece, dovrebbero rimanere nell’alveo della privacy? Come intende
combattere questa piaga? A volte le segrete stanze di Formello
sembrano assomigliare alle stanze di un palazzo di vetro… “

DIACONALE:

” Sto già impostando e conto di farlo quanto prima un regolamento che definisca bene e in maniera chiara i comportamenti da tenere all’interno della società e nei confronti dell’esterno.”

REDAZIONE:

” Si svesta per un momento dei panni di responsabile della
comunicazione e assuma quelli di tifoso (lo è e lo farà con
piacere..): non pensa che forse una comunicazione più aperta
 non vada a soddisfare meglio la voglia del tifoso di vedere  e di sapere sui propri
beniamini ?

DIACONALE:
”  La risposta è una sola : comunicare, comunicare, comunicare. “

REDAZIONE:

” La nostra ultima domanda, la settima:  Il rapporto Lotito-tifosi non è
idilliaco: come diceva Tolstoj, che fare? “

DIACONALE:

” Un presidente italiano è meglio di uno cinese, thailandese o americano, che non ha rapporti con la comunità in cui la società e la squadra vive. Un presidente vulcanico è meglio di uno smorto e privo di personalità. Al tempo stesso una tifoseria non fideistica ma capace di critica è stimolante e necessaria. Si tratta di rimettere in sintonia il presidente che ha salvato la Lazio ed i tifosi che sognano in grande. Un società con regole, più forte e più strutturata, può farlo. “

REDAZIONE:

” Direttore di nuovo grazie, e da parte nostra ancora infiniti in bocca al lupo per la sua nuova esperienza dentro la Lazio. “

DIACONALE:

” Vi ringrazio e auguro buon lavoro anche a voi. “

Rodolfo Casentini
Carlo Cagnetti

 

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