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Paolo Signorelli a “La Nostra Lazio”: “Gli uomini passano, la Lazio resta”


10 FEBBRAIO 2017 ORE 10:56

Paolo Signorelli, del sito www.lultimaribattuta.it, è intervenuto questa mattina ai microfoni di STAPRADIO nella trasmissione “La Nostra Lazio” – ideata e condotta da Rodolfo Casentini e Carlo Cagnetti. Si è parlato del rapporto ancora critico tra tifoseria e Lazio, in un’analisi tanto serena quanto determinata votata all’unità e al supporto biancoceleste.
Gli uomini passano, la Lazio resta – si apre così lo spazio dedicato all’ospite: “Questo messaggio inquadra l’attuale momento Lazio, dove, al di là delle attuali divergenze, il tifoso laziale deve fare il tifoso laziale. Non solo quando si vince, dovrebbe essere sempre così. Sono state fatte tante battaglie, tante iniziative; ora la curva ha deciso di rientrare, e credo che tutti debbano seguirla. Cambieranno i dirigenti, i calciatori, la Lazio resterà. Il concetto del tifoso esula da altre diatribe.”

Perchè però è un messaggio di difficile ricezione? “Nella prossima partita, importantissima perché si affronterà il Milan, manca la corsa al biglietto; i tifosi da tastiera, i tifosi del web, fomentano una sorta di movimento spinti da interessi personali e motivati dalla lotta a Lotito – chi invece ha fatto una scelta coerente è giustificato; chi si sente privato della lazialità è, francamente, incomprensibile.
Sicuramente è stata strumentalizzata la manifestazione a Piazza Santi Apostoli: il discorso della curva è stato chiaro – l’assenza è dovuta alle barriere, non a Lotito.
Molte persone che inneggiano allo stadio vuoto hanno poi postato foto di Pescara vantandosi di essere lì presenti. Io ho il mio pensiero, che porto avanti con tutti e che esula dal parere di certe persone. Credo che sia i tifosi che la società dovrebbero tutelarsi vicendevolmente: nonostante le critiche, ed i pro e i contro che tale presidenza suscita, Lotito ha avuto molte occasioni di tendere la mano ai tifosi – non sfruttate. E ora, ancora, può riprovare un tentativo verso i tifosi – un passo in avanti a partire dai tifosi, dalla comunicazione. Perché i tifosi se lo meritano, tutti quanti, non soltanto quelli della Curva Nord.
Ora è il momento di fare fronte comune per combattere il “nemico”: tutto l’ambiente è schierato, non si può far finta di nulla. Non si può non arrabbiarsi di fronte a questa pressione mediatica ed economica, dove anche il sindaco ha dovuto chinare la testa – riguardo anche la questione stadio: il tifo della Lazio deve compattarsi e scendere in campo.”
I laziali sono quelli che tutto l’anno cercano di combattere il potere giallorosso: ora abbiamo una grande occasione – nei derby di Coppa Italia da disputare: il video di Nainggolan, dice Paolo Signorelli, è il più grande motivante per i giocatori della Lazio: “I giocatori sanno cosa è il derby di Roma, e non mancherà il giusto approccio – anche il derby di andata quest’anno era stato iniziato molto bene. Nel calcio, però, quando si hanno le occasioni bisogna sfruttarle – bisogna fare goal alla prima, seconda occasione”
In conclusione, il senso del messaggio veicolato dallo striscione dedicato a Keita-Tounkara: “Sono messaggi legittimi, una protesta sulla ribellione del tifoso. È stato ingigantito, è una tiratina d’orecchio che li invita a pensare unicamente al campo.”
E sulla vicenda Totti a Sanremo: “Dire e sostenere che Totti non l’abbia fatto di proposito è pura follia. Di scaletta doveva dire altro: la sua battuta è stata infelice; Sanremo è stata l’ennesima caduta di stile da parte di Francesco Totti – e tutti hanno fatto finta di niente, fin quando i laziali hanno reagito a tal punto da causare la risposta di Maria De Filippi, un teatrino ridicolo.”
Carlo Cagnetti, co-conduttore della trasmissione radiofonica, cerca di riportare la calma auspicando un intervento anche della Curva Nord – proprio in virtù dei derby ancora da disputare: “A Totti non interessa, proprio non ci arriva: pretendere da Totti un passo indietro o che smorzi la polemica è impossibile, così come è impossibile che la Curva parli con Totti perché si rischia un confronto troppo acceso. La roma è la squadra delle banche, della politica, dei media – ci si può solo lamentare quando accadono queste cose, e poi bisogna bastonarli sul campo.” Questa la risposta conclusiva di Paolo Signorelli.
Per (ri)ascoltare l’intero intervento vi rimandiamo al podcast, disponibile subito dopo il termine della diretta sulla pagina facebook Cuore di Lazio.

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