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Paolo Signorelli a “La Nostra Lazio”: «La vittoria nel derby è anche la vittoria della Curva Nord. Con questo spirito si può puntare alla Champions!»


3 MARZO 2017 ORE 11:09

Ospite odierno de “La nostra Lazio” è Paolo Signorelli (www.lultimaribattuta.it). Accompagnato da Rodolfo Casentini e Carlo Cagnetti ha trattato i principali argomenti attinenti al momento biancoceleste – dalla vittoria nel derby, al caloroso tifo della Curva Nord, fino ad accennare alla petizione lanciata in favore dello stadio Flaminio.

Così inizia il suo intervento: “L’immagine del derby non può che essere positiva, non solo nel risultato ma anche nello spirito della curva. E poi voglio fare i complimenti a Simone Inzaghi, e penso che Spalletti debba prendere esempio da Inzaghi che può non aver molta esperienza da allenatore, ma ne ha molta di più da uomo di campo. Simone Inzaghi sono ormai 18 anni che sta alla Lazio ed ha vinto più di Totti, che alla Lazio ha dato tanto, e viene trattato quasi con superficialità. A tal riguardo ad inizio stagione il comunicato della Curva Nord era forse più per rabbia per la vicenda Bielsa ed Inzaghi ha poi avuto tutto il supporto: l’inizio è stato tormentato per la vicenda Bielsa, ma son bastate poche partite per recuperare tutta la stima. Anzi, i critici a prescindere non salissero sul carro dei vincitori: questa è la vittoria dei laziali che non hanno mai lasciato sola la Lazio.”

Il clima derby in Curva Nord, meraviglioso e dal tifo continuo; bello vedere e sentire una curva ancora così unita, dopo tutte le critiche: “Nessuno credeva a questa Lazio, quasi fosse la vittima designata: il campo ha dimostrato che la Lazio può affrontare anche la ‘Real Roma’; noi nel nostro dovremo dimostrare, al ritorno, di essere ancor più forti di loro: già l’ambiente giallorosso si sta compattando. I sei minuti di recupero sono un segnale, ahinoi: ma la Lazio deve entrare nell’ottica di una probabile doppia finale (di Coppa Italia e di Supercoppa)”

La gara contro il Bologna è crocevia della stagione? “Basta provincialismi, la partita contro il Bologna è importantissima: sfruttare le ali dell’entusiasmo del derby. La Lazio non può nascondersi: sono sincero, fino a poco tempo fa credevo nell’Europa League come obiettivo primario. Ora, a fronte dei risultati delle altre, un pensierino alla Champions lo sto facendo: vincendo la Roma contro il Napoli la Lazio starebbe virtualmente ad un punto dal terzo posto.”

La petizione sul Flaminio: “Sarebbe un’idea romantica, certo; ma non credo sia giusto che la Lazio debba ‘accontentarsi’ del Flaminio. L’imprenditore è giusto che investa in uno stadio sulla Tiberina – per esempio –, ma in uno stadio con altri sviluppi: io parlo proprio di equità di trattamento, come è stato fatto con la Roma. Lo stadio ed altre strutture che costituiscono opportunità di guadagno. Perciò il sogno sarebbe prendere il Flaminio e poi avere la concessione di uno sviluppo commerciale di contorno – ottenere cioè un’altra area dove consentire la costruzione di strutture economiche.”

Si può disertare lo stadio per troppo amore? “Se la contestazione è funzionale, è giusto farla: ma queste persone che contestano, quali sono i loro problemi? Cosa ha fatto Lotito per togliere loro la Lazialità? Della contestazione se ne può fare un mestiere. La cosa che mi infastidisce è che, quando si torna per star vicini alla squadra, si insinua un tornaconto o accordi stipulati: il merchandising che fa arricchire le persone è finito da un pezzo.”

In ultimo, un accenno alle divise di gioco per la prossima stagione: “Le nuove maglie della Lazio sono stupende: la Macron è per me una ditta italiana importante, in rampa di lancio, e crea bei completi, ben dettagliati.”

Per riascoltare l’intera mezz’ora dedicata all’ospite si rimanda al podcast della trasmissione radiofonica, fruibile attraverso le pagine facebook “Cuore di Lazio” e “Casa Lazio 365”.

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