Vai a…

Cuoredilazio on YouTubeRSS Feed

Presidente della UEFA Ceferin, non ci racconti la storiella che “Cristo è morto di freddo”


(venerdi 27 aprile 2018, ore 16,00)

Quello a cui stiamo assistendo da 3 giorni a questa parte sulla vicenda dell’aggressione del tifoso del Liverpool da parte di una frangia di tifosi della Roma ha veramente dell’incredibile.
Non solo gran parte della stampa e comunicazione si è prostituita al servizio della società giallorossa e dele componenti esterne che da sostenitori accaniti del club, si prodigano h 24 per spegnere la voce della condanna che invece giustamente dovrebbe avere la sua rilevanza.
Incredibile come a distanza di 48 ore si tenti addirittura un ribaltamento delle parti con i tifosi del Liverpool definiti “barbari” e i tifosi della Roma vittime di provocazioni a tal punto che anche alcuni giornalisti di carta stampata con una sciarpa al collo giallorossa grossa come tutto lo stadio Olimpico che erano in Inghilterra al seguito della squadra, si sono quest’oggi, sbrigati a descrivere il disagio e la paura per la loro incolumità in quel di Anfield, nella tribuna stampa e nei paraggi dello stadio. Peccato che altri giornalisti senza sciarpa palese al collo, abbiano invece detto e scritto che non hanno avuto alcun tipo di problema ne dentro lo stadio e ne fuori nei pub pur parlando italiano. Ne prima e ne dopo il match, determinati giornalisti, che si sono comportati da professionisti senza bestemmiare, inveire per un occasione persa, esultare come il un tifoso di curva (perché questo hanno fatto alcuni giornalisti con la sciarpa al collo , e tale affermazione viene dagli stessi altri giornalisti presenti), hanno avuto problemi nel fare il loro lavoro. Addirittura qualcuno è stato invitato dentro lo stadio a bere una birra insieme. Questo per sottolineare la faziosità e il servilismo che alcuni addetti ai lavori, hanno messo in atto solo per sminuire la gravita dell’episodio successo andando a descrivere una situazione che non esisteva, o se esisteva, lo era solo per loro perché chi doveva fare il giornalista, in realtà tutto faceva meno che quello.
Qui si sta cercando di deformare una realtà dei fatti che immagini tv hanno invece descritto senza alcun equivoco. Alle 19,35 sotto la curva dei Reds, un gruppo di tifosi della Roma senza sciarpa per non essere riconosciuti da lontano, si sono avventati contro chi? Contro due persone di cui una di 53 anni che aveva la sola colpa di tifare Liverpool e che si stava recando al suo posto dentro lo stadio. Questo vi sembra normale? A vedere cosa s’inventa certa stampa , sembra proprio di anzi, gli ANORMALI sembrano gli altri, cioè il tifoso in fin di vita che “ha provocato i tifosi della Roma”. La sua provocazione “grave” è stata solamente di incamminarsi verso la sua curva di appartenenza (non quella del settore ospiti) e di voler semplicemente assistere alla partita tifando per la sua squadra del cuore., Ecco la grande provocazione ANORMALE che certi soggetti ignobili di rappresentare una categoria come quella dei giornalisti, sta tentando di spacciare come cronologia dei fatti andando anche a fare dei titoli assurdi come “ARRIVANO I BARBARI”…i barbari?
31429960_764224930447328_6027892041936011264_nChi si è rivelato barbaro in realtà sta già a Roma e ce lo avete sotto gli occhi sempre, solo che incredibile, vi fa comodo dirlo agli altri. Ma la vicenda Paparelli, Ciro Esposito non vi ha insegnato nulla?  Non è un caso che l’essere ascari e prostitute di di una fede ha portato a scrivere quando successe il fatto con tanto di immagini viste da tutti dell’aggressione la frase ridicola e vomitevole
“arrestati dei tifosi romani”, mentre magicamente proprio oggi in occasione di una raccolta fondi europea, ripeto EUROPEA, per la famiglia della vittima che versa in fin di vita, QUESTI vili giornalisti sono stati capaci di scrivere “ Raccolti 40 mila euro per Sean Cox, tante donazioni dai tifosi della Roma”
31357927_10213986637893072_8091485791710085120_nORA PER MAGIA DIVENTANO TIFOSI DELLA ROMA FATECI CAPIRE ? QUANDO C’E’ UNA COSA BUONA CI SI SBRIGA A SCRIVERE “TIFOSI DELLA ROMA” PER SALVAGUARDARE L’IMMAGINE MENTRE PER L’AGGRESSIONE INVECE GUAI A SCRIVERLO, BASTA UN SEMPLICE E GENERICO “TIFOSI ROMANI” MA COM’E’? E in tutto questo la UEFA cosa fa? Al momento si è solo limitata allo sdegno annunciando provvedimenti severissimi.  La UEFA ha il diritto di mettere fine a questo scempio facendo finalmente vedere con fatti concreti, con decisioni concrete, che questo tipo di atteggiamento oltretutto recidivo, non può e non deve più essere tollerato. La UEFA può ora mettere in atto quelle sanzioni severe che per altre squadre non ha esitato un momento a determinare. Nella storia delle coppe europee ci sono state negli anni, esclusioni di ogni tipo con fatti e violazioni molto meno gravi di ciò che è accaduto martedi sera a Liverpool.
E’ giusto di qualche giorno fa l’esclusione per  3 ANNI DALLE COPPE EUROPEE DEL PANATHINAIKOS, ripetiamo 3 ANNI, per essere andato fuori parametro economico di 20-25 milioni, quando in Europa imperversano club tra cui anche la Roma, con bilanci ampiamente fuori parametro che continuano tranquillamente a giocare le coppe con al massimo un buffetto da parte di chi avrebbe dovuto escluderli proprio come ha invece fatto con il prestigioso club greco. Per non parlare di altri club come il Dnipro, Galatasaray, sempre per il bilancio fuori parametro. Ricordiamo a tutti i tifosi della Lazio che la stessa squadra biancoceleste nel lontano 1974  si qualificò per la Coppa dei Campioni per aver vinto il campionato, e che invece fu estromessa dalla competizione per una rissa tra giocatori in campo, nell’annata precedente in occasione di una partita di Coppa Uefa. Da sempre la stessa UEFA adotta palesemente due pesi e due misure tollerando l’impossibile da parte di certi club che portano indubbiamente alle loro casse, miliardi di euro l’anno. Di contro diventa incredibilmente inflessibile per tutti gli altri che in qualche modo scontano di riflesso, anche per questi club costantemente immuni da qualsiasi sanzione vera, concreta, e non le classiche caramelline innocenti e innocue sin qui comminate. C’e’ la famosa “responsabilità oggettiva” che in campo sportivo viene applicata come principio base di moltissimi giudizi per casi come questo. Ovviamente è una modo molto ingiusto di accollare colpe a chi nel 99% dei casi, colpe non ne ha. Però se c’è questa responsabilità oggettiva, e se in altri casi è stata applicata, talvolta alla lettera, talvolta meno, allora pur non condividendo l’esistenza di tale regola, la UEFA ha il sacrosanto dovere di applicarla, soprattutto in casi come questi dove c’è l’aggravante dell’aggressione fisica ad altri. Molti si chiedono, soprattutto gli ascari giornalisti romanisti “ma la Roma cosa centra”?
Beh, mi permetto di dire che centra, e anche concretamente e vi spiego il perché.
Intanto scriviamo perchè una società di calcio può essere condannata per responsabilità oggettiva:

RESPONSABILITA’ OGGETTIVA:

“Nell’attuale ordinamento sportivo, la responsabilità in esame viene attribuita a seguito dell’accertamento delle condotte soggettive per: – violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità (art.1 bis comma 1 C.G.S.) – dichiarazioni lesive rilasciate da un tesserato (art.5 C.G.S.:  decisione C.F.A. emessa con C.U. n.33/CFA 2014-2015 dell’11.03.15. in merito al deferimento M. Ferrero), – divieto di scommesse(art.6: sul punto si richiama la decisione della C.G.F. – Sez. Un. C.U. n.171/ 2012 -2013 del 06.02.13. S.S.C. Napoli/ M. Gianello +2), – illecito sportivo (art. 7 comma 4), – obbligo di denuncia in materia d’illecito sportivo (art.7 comma 7: si pensi al caso A. Conte), – violazione in materia gestionale ed economica (art.8: ad esempio, si pensi all’illecito disciplinare commesso dal presidente del collegio sindacale della società di calcio), – violazione in materia di tesseramento (art.10), – comportamenti o dichiarazioni discriminatori (art.11), – prevenzione di fatti violenti (art.12 si annoverano anche le dichiarazioni del tesserato, dirigente, socio …… che in qualunque modo contribuiscono a determinare fatti violenti), –  fatti violenti dei sostenitori (art.14 C.G.S.).”
Ecco appunto, le ultime due voci “prevenzione di fatti violenti” e “fatti violenti dei sostenitori”

La DIGOS sa spesso e volentieri il nome, cognome, vita , morte e miracoli dei tifosi più facinorosi che con molta probabilità, quando vanno nelle trasferte soprattutto straniere, sono soggetti a creare disordini e problemi. Infatti la stessa DIGOS aveva creato una informativa internazionale dove metteva al corrente la polizia inglese, della venuta di questi soggetti cosidetti “a rischio disordini e recidivi”. Questo stesso elenco le società di calcio hanno il dovere di averlo tra i solo documenti per comprendere chi tra i suoi sostenitori, seguirà la squadra in trasferta, sia italiana che straniera. Per le partite in terra straniera è lo stesso club che si occupa in maniera esclusiva, di vendere i biglietti messi a disposizione dalla UEFA per la partita da giocare. I biglietti da qualche anno sono acquistabili solo nominalmente, quindi si sa perfettamente chi ha acquistato tale biglietto, in quale settore e bla bla bla. Ed è proprio qui che in un certo senso, entra in ballo la responsabilità oggettiva del club. Se tu club sai che il signor Pinco Pallo fa parte della lista nera della DIGOS, che sei recidivo a certi incidenti e disordini, come puoi in maniera così leggera e diciamo anche , menefreghista, vendergli un biglietto per autorizzarlo ufficialmente ad andare a seguire la squadra? Ma se il soggetto è a rischio perché non è un tipo tranquillo così come dimostrano i precedenti (vedi daspo vari e appunto presenza nella lista nera) come può minimamente pensa il club che tale soggetto vada in trasferta buono e tranquillo senza che non ci siano probabilità che tale tizio, non crei o stia in mezzo a qualche tafferuglio, disordine, aggressione? Diventa ovvio e scontato che le probabilità che Pinco Pallo , soggetto recidivo, siamo molte e quindi tu club vendendogli il biglietto, sei consapevole di portarti dietro un soggetto che crea problemi. Quindi se poi questi problemi poi purtroppo si verificano, tu club, che hai ufficialmente ignorato il pericolo, diventi di fatto, colpevole di non aver saputo prevenire. Bastava non vendere il biglietto a Pinco Pallo per far si che il club non possa essere in qualche modo, collegato a qualsiasi vicenda possa accadere. Il club non può impedire a Pinco Pallo di recarsi a Liverpool ovvio, ma lì diventa esclusiva responsabilità privata e soggettiva del tizio. Se invece il tizio ha un regolare biglietto che tu club gli hai regolarmente venduto, ecco che tu club, sei in qualche modo, partecipe di averlo fatto venire pur sapendo che probabilmente Pinco Pallo avrebbe creato problemi. Ecco quindi la responsabilità oggettiva della Roma. LA ROMA HA VENDUTO I BIGLIETTI A QUESTI SOGGETTI PUR SAPENDO CHE QUEST’ULTIMI, ERANO INDIVIDUI CHE CON MOLTA PROBABILITA’ AVREBBERO CREATO PROBLEMI. E’ DOVERE DI OGNI CLUB CHIEDERE AGLI ORGANI DI SICUREZZA COMPETENTI (LA DIGOS IN QUESTO CASO) l’elenco dei nomi che danneggiano non solo l’immagine del club, ma di tutto lo sport italiano. E’ UN DOVERE PRIMARIO ALTRIMENTI SI DIVENTA COMPLICI !!!
Quindi la UEFA ora non può e non deve sottrarsi all’ovvio e a ciò che in una qualsiasi condizione normale di giudizio, porterebbe ad una esclusione di almeno 1 anno dalle competizioni europee della AS ROMA. Non può davvero esimersi la UEFA se davvero non vuol perdere la credibilità che già è sull’orlo del baratro per come appunto, ha distribuito sanzioni qua e là come gli è parso senza logica e raziocinio. Qui siamo di fronte a un fatto grave, accaduto sotto lo stadio, con le immagini chiare, con un numero chiaro di 20 e passa tifosi romanisti da una parte e 2 singole persone tranquille dall’altra. Ora la UEFA  ci dimostri finalmente che il vento è cambiato, che la vecchia gestione è definitivamente cancellata, che tutte le nefandezze viste, sono errori del passato con cui convivere ma che hanno determinato un cambiamento per il presente e il futuro. Alla Lazio sono bastati 20 secondi di “buuuu” definiti razzisti, per squalificare il campo facendoci giocare a porte chiuse. Oppure sono bastati poche decine di milioni fuori parametro per squalificare per un triennio squadre di club come se fossero la feccia del calcio quando vediamo ogni anno, i club big fare il bello e cattivo tempo con acquisti e ingaggi fuori dal mondo in barba a qualsiasi regola o parametro imposto. Ora la UEFA indichi la nuova via visto che da poco c’è un nuovo presidente che ha voluto fortemente la squalifica del vecchio proprio perché il vecchio era un “colluso” con le più forti e un “tiranno” con i più deboli. Ceferin non faccia lo stesso, detti la linea chiara. Per questi casi gravi c’è l’esclusione dalle competizioni europee con anche annessa una forte multa pecuniaria e la UEFA ha il sacrosanto dovere di applicare una vera sanzione, non una sanzione fantasma nel senso che è tutto fumo e niente arrosto. Noi tifosi siamo stufi di queste disparità, di questa palese ingiustizia sportiva, noi sappiamo perfettamente cosa potrebbe fare la UEFA quindi presidente Ceferin non ci prenda in giro, non ci racconti la favola che Cristo è morto di freddo invece che sulla Croce.

Altre storie daL'opinione

About Rodolfo Casentini,