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Quando ormai la mediocrità del giornalismo sta nello scrivere di calcio senza saperne nulla di calcio


(mercoledi 15 novembre 2017,ore 12,30)

Andrea Distaso, un altro soldatino della comunicazione parassita, al servizio dell’altro “genio” Stefano Agresti su calciomercato.com. Un Pubblicista che si spaccia per giornalista e che dopo questo articolo scritto, presumo attraverso gli “enormi studi” fatti per diventare “giornalista pubblicista”, dimostra la sua totale incompetenza calcistica sia sotto il punto di vista squisitamente tecnico, ma anche tattico, che vuol dire in parole povere ma crude, che dovrebbe parlare di altri argomenti ma non certo di calcio dove almeno l’ABC della materia la si dovrebbe conoscere ad occhi chiusi come dovere professionale se si sceglie di parlare di calcio.
Perchè dico questo? Perchè più del parere negativo su Immobile, che ovviamente non condivido ma che tollero come visione soggettiva personale che ognuno di noi può avere, quello che più ha risaltato ai miei occhi sono state queste parole…
“…Impalpabile al fianco di Belotti nel match d’andata di Solna, impreciso sotto porta a San Siro nonostante sia stato messo idealmente nelle condizioni di rendere al meglio, da centravanti unico come nella Lazio…”
Sia stato messo idealmente nelle condizioni di rendere al meglio? Ma caro Distaso ma Lei il calcio dove l’ha studiato? Dove l’ha visto? Con quale parte del suo cervello, ammesso che Lei ne abbia uno visto ciò che ha scritto, lo analizza?
Come caspita fa a sostenere che Immobile è stato messo nelle migliori condizioni di resa sul campo !! Mi dica, come !!
Ma lei ha mai visto giocare la Lazio? Ha mai studiato i movimenti di Immobile?, Ha mai ragionato seriamente sul perchè Immobile con la Lazio ha segnato 14 gol in 12 partite con annesse, altrettante occasioni non concretizzate e nelle due partite ultime con la Nazionale, non ha segnato? Quando si sceglie di chiamare in nazionale Immobile che nel campionato di riferimento ha segnato più di tutti, non lo si chiama perchè Immobile segna in qualsiasi circostanza o modulo, perchè Immobile non è Maradona o Pelè, ma è un eccellente attaccante se lo si mette in condizione di sfruttare quelle che sono le sue caratteristiche e non di metterlo li e dargli una maglia sperando in chissà cosa. Immobile rende se la squadra gioca per arrivare a lui nel modo che Immobile preferisce e nel modo in cui Immobile può essere implacabile sotto porta. Nelle due partite dell’Italia contro la Svezia, Immobile è solo stato messo li davanti a fare la punta senza però preoccuparsi di studiare un modulo e una trama di gioco, che lo sfrutti a dovere. Eppure l’esempio della Lazio sta sotto gli occhi di tutti, non ci vuole un laureato a Coverciano per comprendere che bisognava giocare si col 3511 ma con un’impostazione molto differente nella costruzione di gioco, e probabilmente con altri interpreti più funzionali che permetta appunto al gioco stesso di finalizzarsi positivamente con le punte che per dovere, hanno il compito di segnare.
La sua alta incompetenza calcistica caro Distaso, è talmente lapalissiana, che invece di far passare come un mediocre giocatore come Immobile ” se lui è il miglior marcatore , figuriamoci gli altri…”, in realtà decreta che l’unico mediocre vero, acclarato, è solo lei. E qui non centra l’opinione soggettiva su un calciatore che ripeto, può piacere o meno, ma centra la pura e semplice materia calcistica che a lei è totalmente sconosciuta. Questa purtroppo è la nuova generazione giornalistica oggi, uomini e donne di 25-40 anni che credono fin dalle prime righe scritte su dei giornalini tipo Topolino, di essere i nuovi guru del giornalismo sportivo oggi senza però aver mai perso un pò del loro “prezioso tempo” a studiare calcio, a prendere coscienza della materia, che permetterebbe loro di parlare con cognizione di causa, e non a caso a secondo di quale piede mettono a terra la mattina quando si svegliano. Infine, particolare non meno importante, il lavorare per gente che fa la guerra alla Lazio da tempo (Stefano Agresti, è lui il direttore di calciomercato.com testata per cui scrive Distaso) e che invece di fare anch’essi professionalmente un buon lavoro, sono i primi che stimolano i loro “sottopposti” a scrivere amenità palesi pur di parlar male di lazio a 360° gradi. Perchè la Lazio va comunque affossata e sminuita, va screditata e infangata, va tenuta dentro un orto piccolo e tirata fuori quando serve. La Lazio va bene in campionato e insidia posizioni di rilievo ad altre squadre? Bene, Parliamo di mercato della Lazio, dei suoi giocatori ormai praticamente “ceduti” a questa o a quella squadra tanto…
La nazionale va male? Colpa della Lazio con immobile mediocre e Lotito colpevole di aver messo dentro Ventura e Tavecchio…
C’è una qualsiasi indagine di illecito? mettiamoci subito dentro la Lazio….
C’è un atto criminoso fuori dal contesto sportivo? Mettiamoci dentro la Lazio con i suoi tifosi notoriamente “fascisti”….
Guai a tessere le lodi della squadra biancoceleste, guai a riconoscerne i valori, guai a scrivere che la Lazio è una bella realtà. Se lo fai allora sei un “servo” del sistema Lazio, sei un “leccaculo”, stai a “libro paga”, sei uno che deve essere isolato e che non deve lavorare nel mondo del giornalismo perchè il “giornalismo” ha le sue basi che tu devi conoscere, ha le sue dinamiche che tu devi conoscere, ha le sue regole non scritte che tu devi conoscere e in questo caso assoggettarti senza condizioni ad esse. E non è rilevante se non sai nulla di calcio, se non hai esperienza di campo, se non sei tifoso di una squadra, se non sei capace a valutare tatticamente una partita, se non sei capace a giudicare la prestazione di un giocatore. Nulla è importante, a “loro” basta poco, pochissimo, basta che scrivi quello che fa piacere a “loro”, quello che aiuti al rafforzamento di una posizione di battaglia, che permetta questo continuo e incessante martellamento della massa sportiva laziale in questo caso, che così consentirà  al carrozzone di andare avanti. E i grandi “burattinai” che tutto controllano, se la ridono, mentre noi semplici tifosi, subiamo questa “mediocrità giornalistica” mai vista prima.

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