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Sarri: “Sono alla Lazio perché qui ho trovato quello che cerco”


Maurizio Sarri si è presentato alla Lazio oggi a Formello, e lo ha fatto nel suo stile. Uno stile fatto di chiarezza, di parole dirette, di concetti semplici ma al tempo stesso, completi.
“ Perché sono qui? Perché ho intravisto in questa società, la possibilità di tirare fuori le mie caratteristiche migliori”
Parole che spazzano via ogni dubbio sulla convinzione di questo tecnico nello scegliere la squadra biancoceleste.
Un altro passaggio molto importante è stato quando ha parlato di Felipe Anderson.
“ma lei credi in Felipe Anderson?” gli hanno chiesto.
“Se non ci credessi mi sarei opposto al suo arrivo”
Una risposta che chiarisce perfettamente il rapporto che c’è tra Sarri e la dirigenza della Lazio che non muove foglia senza l’approvazione del tecnico.
E’ anche chiaro su cosa ancora serve alla rosa per poter cominciare un lavoro tattico sul 433.
“ Quando parlai con la Lazio gli ho subito fatto presente che per attuare ciò che voglio, sono necessari alcuni giocatori che nella rosa non c’erano. Al momento abbiamo 3 esterni difensivi e ne serve un quarto, e al momento abbiamo due esterni offensivi e ne serve minimo un terzo.  Se poi Correa quando ci parlerò si convincerà a rimanere con la voglia di sposare questo progetto tecnico, ben venga, l’esterno sinistro sarà lui. Al momento ha manifestato la voglia di cambiare aria, però al ritorno della Coppa America ci parlerò e vedremo il da farsi.”
Ha anche specificato che lui non è un integralista o meglio, non riesce a comprendere dove potrebbe essere un integralista visto che nel corso della sua carriera, ha cambiato moduli più volte.
Un altro passaggio importante di Sarri è stato quando ha chiarito un concetto fondamentale.
“ I giocatori devono per primi essere convinti della filosofia di gioco che intendo portare avanti. I movimenti, il resto viene di conseguenza, ma se non si crede nella filosofia del gioco , tutto sarà molto più difficile.”
Un Sarri pensiero che è straripante e soprattutto dominante. Dominante nei confronti dei giornalisti e comunicatori che più volte hanno tentato goffamente di metterlo di difficoltà oppure di fargli delle domande che sinceramente, nulla hanno a che vedere con la professione del giornalista sportivo, semmai forse, possiamo annoverarle all’interno di un gossip di scarsa qualità. Anche qui Sarri non ha esitato a far fare brutte figure a chi aveva inopinatamente osato essere banale.
“Ma come mai Lei non è sui social”
“ Perché sono un anti social. A me le persone piace vederle in faccia quando ci parlo, sopporto a malapena la telefonata, figuriamoci i social, il virtuale.”
IL giornalista insiste…” Pensi, già hanno postato che sono d’accordo con lei…”
Sarri ridendo…” Ma come, gli ho detto che sono antisocial e lei mi da delle risposte provenienti dai social?” Insomma non un gran momento di alto giornalismo.
Un Comandante vero, deciso, che sa quello che vuole e sa come poterlo ottenere.
La sala stampa tenta invano di provocarlo sul caso Luis Alberto…
“ Luis Alberto non ha risposto ad una convocazione, questo è un problema, ed è un problema che spetta alla società gestirlo. Di certo quando verrà qui, ci parlerò e Lui dovrà spiegare a me e ai suoi compagni, il perchè. Se sarà convincente, allora tutto sfumerà all’istante, altrimenti dovrà chiedere scusa a me e ai suoi compagni”
Argomento Europa League. Anche qui Sarri è chiaro e deciso.
“ Per fare bene una competizione europea, soprattutto l’Europa League che si gioca di giovedi, devi avere una rosa ampia e di qualità. Solo cosi puoi permetterti di cambiare 6-7 uomini senza risentirne in fatto di qualità. Sia chiaro comunque una cosa, io preferisco scoppiare a marzo piuttosto che fare una figura di merda in Europa”
IL Sarrismo è arrivato a Formello, la Lazio, i suoi tifosi, ora aspettano di vedere sul campo la squadra, i suoi beniamini. Ora è tempo di campo, è tempo di mettersi in gioco per tutti i giocatori della rosa. E’ tempo anche di essere all’altezza di ciò che Sarri potrà dare, e questo dipenderà in gran parte dalla dirigenza laziale chiamata ora come ha detto Tare, a fare quel salto verso l’alto che l’ingaggio di un allenatore come Sarri, richiede. Tutti dovranno fare al meglio la loro parte, solo così la Lazio costruirà la sua fortuna con sulla panchina il Comandante Sarri.

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