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«Scudetto 1915 alla Lazio, non molleremo mai»


(26 luglio 2017 ore 16,20)

Si sono scavallati ormai i due anni dalla messa sul tappeto della grave ingiustizia perpetrata ai danni della Lazio, l’indegno scippo di uno scudetto vinto sul campo, il famigerato scudetto del 1915, assegnato ingiustamente per logiche politiche del tempo ad un Genoa che doveva ancora terminare il suo girone a differenza della Lazio che invece il suo girone lo aveva già vinto.

A questo punto per fare chiarezza sullo stato dell’arte della vicenda sentiamo il parere dell’avv. Gian Luca Mignogna, il promotore dell’istanza alla Federcalcio dell’assegnazione ex aequo dello scudetto 1915 a Lazio e Genoa.

1) Possiamo affermare che l’integrazione della documentazione prodotta in Federcalcio rappresenta l’ultimo atto della vicenda e si può considerare decisiva ai fini dell’assegnazione dello scudetto 1915 alla Lazio?

Il dossier integrativo che ho recentemente prodotto in FIGC, sotto il profilo documentale, ritengo abbia messo una pietra miliare definitiva. Abbiamo provato inoppugnabilmente come il titolo del campionato del Sud restò vacante per cause certamente non opponibili alla Lazio che, per l’effetto, fu automaticamente Campione Centro-Meridionale ed unica finalista certa di quel campionato. Chiunque afferma il contrario mente sapendo di mentire e lo fa a soli fini sabotatori dell’iniziativa. Se qualcuno se ne dovesse uscire con qualche stratagemma mediatico troverà in ogni caso pane per i suoi denti perché siamo pronti a ribattere colpo su colpo.

2) Abbiamo ormai la certezza che gli ostacoli all’assegnazione dello scudetto 1915 alla Lazio sono di ordine politico e tifoideo. Siccome dal punto di vista del diritto non ci sono dubbi su questa assegnazione pensi che sia arrivato il momento di una mobilitazione di piazza del popolo laziale?

Applicando il diritto non c’è alcun dubbio che l’unica soluzione per rimediare al vulnus creatosi cento anni fa sia l’ex aequo. Lo dicono i documenti ed i «fatti nuovi» che abbiamo scoperto. E lo ha detto soprattutto la Commissione dei Saggi nominata dal Presidente Tavecchio. Se ci sono opposizioni in seno alle istituzioni credo anch’io che siano di natura politica e tifoidea, ma politica e tifo in uno Stato civile non possono e non debbono prevalere sul diritto.

3) In questa cruenta battaglia c’è mai stato un momento in cui hai pensato di mollare?

L’idea di mollare non mi ha mai sfiorato, neanche lontanamente. Anzi, posso dire di essere sempre alla continua ricerca di idee ed iniziative di sensibilizzazione su questo caso che, ricordiamolo, è nel suo genere unico al mondo.

4) È corretto dire che Lotito non c’entra nulla con questa rivendicazione?

È correttissimo. Io ritengo che la Lazio abbia senz’altro apprezzato la mia iniziativa che tecnicamente è stata di tipo surrogatorio. Ma si è sempre tenuta fuori dalla contesa, saggiamente direi, perché altrimenti i n ostri oppositori avrebbero immediatamente invocato il conflitto di interessi come causa ostativa.

5) Due messaggi. Che parole faresti recapitare a Tavecchio ed alla Fondazione Genoa?

Evitiamo.

E con questo ringraziamo a nostra volta l’avv. Mignogna per le delucidazioni al 26 luglio 2017 di una vicenda che ancora non ha scritto la sua parola fine.

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