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KIA


(15 settembre 2016 ore 12.20)

1: KIA: Acronimo di Keita Immobile Anderson, il tridente che sta per sdoganare Simone Inzaghi per tentare di risolvere la sterilità dell’attacco biancoceleste. Un solo gol in due partite è poca roba per una squadra come la Lazio. Vero è che a Verona l’ingresso del figliol prodigo Keita ha portato una ventata di brio che ha rianimato le velleità offensive della Lazio, ma servono conferme e la partita contro il Pescara di Oddo potrebbe essere quella giusta per verificare la forza della Kia biancoceleste.

2: RAGGI: Dispiace che la neo sindaca sia caduta in maniera goffa e insensata sul rifiuto della maglia di Immobile, peraltro destinata a suo figlio (che per la cronaca era stato mostrato con una vecchia maglia di Candreva). Il giustificarsi dietro l’ipocrita e fariseo rigore per la par condicio con l’altra sponda è quanto di più banale potesse farsi. La domanda sorge spontanea: quando le regaleranno la maglia di totti avrà la stessa forza di declinare l’omaggio? D’altronde basta vedere le foto romantiche con pallotta con cui è stata immortalata in Campidoglio per la questione ecomostro (altro che stadio..) per capire che a Roma nulla è cambiato e nulla cambierà.

3: CURVA: Tifo alle stelle per la Lazio a Verona in cui oltre 1.000 tifosi l’hanno sostenuta per tutta la gara. Il ritrovato apporto dei tifosi è una carta in più nella stagione biancoceleste, una di quelle carte che se la squadra in campo colleziona risultati positivi può diventare un asso vincente nella scalata all’Europa. Ora l’alibi dello stadio vuoto e della mancanza di tifo non c’è più e dunque sta ai giocatori mostrare il proprio valore e l’attaccamento alla maglia.

4: AGAINST ALL ODDO: E bravo Massimo. L’allenatore del Pescara, prossimo avversario della Lazio, sta facendo bene e si sta mettendo in evidenza per la sua idea di calcio propositivo e frizzante. Naturalmente la Lazio dovrà prendere con le molle il delfino pescarese e non dovrà cadere nel tranello di considerare la partita facile. A parte il fatto che non c’è mai niente di scontato (tranne il rigore per la roma…), gli abruzzesi non vanno sottovalutati proprio perché hanno dimostrato in queste prime gare di poter fare bene anche in serie A. Peraltro nelle fila pescaresi abbondano giocatori/tifosi romanisti (Verre, Caprari, Aquilani…) che vorranno fare bella figura all’Olimpico. Dunque, massima concentrazione e poco spazio ai fronzoli.

5: SCUDETTO DEL 1915: È calato il silenzio sulla vergognosa questione dello scudetto non assegnato alla Lazio finalista e regalato d’ufficio al Genoa senza mai giocare la finale. A parte gli ignobili commenti di certa stampa che lo ha definito «scudetto di cartone», e le logiche opposizioni dei nemici storici, speriamo solamente che venga fatta giustizia su una vicenda che grida vendetta per il mastodontico torto subito dalla Lazio.

6: ABBONATI: Sta per finire la campagna abbonamenti e da nostre indiscrezioni il numero finale dovrebbe superare di poco le 10.000 unità. Certo, non è un risultato di cui vantarsi, ma da come scrivevano alcuni giornali sembrava che la Lazio dovesse arrivare al massimo a qualche centinaio di abbonati. Senza considerare che la situazione delle altre società è la fotografia esatta di quello che sta succedendo in Italia: allo stadio ormai non va più nessuno (tranne allo stadium juventino ed a qualche partita di cartello, anche se per esempio a Napoli-Milan c’erano appena 25.000 spettatori mentre a Lazio-Juventus 31.340) e la Federcalcio e la Lega debbono chiedersi il motivo e trovare una soluzione affinché gli stadi italiani tornino ad essere popolati come una volta.

7: TABU’: Dopo la gara contro il Pescara ci sarà l’infrasettimanale con il Milan, un tabù da sfatare. Ricordate l’ultima vittoria della Lazio a San Siro in campionato? Eh sì, siamo arrivati a 27 anni, 27 lunghi anni da quell’incredibile autogol di Maldini che diede l’ultima gioia ai tifosi biancocelesti nello stadio rossonero. Sarà questa la volta buona?

7-1: RIGORE: Per la roma naturalmente. E quando sono inesistenti è ancora meglio. Quattro rigori in tre partite. Con questa media arriveranno a 52 rigori alla fine del campionato. Prepariamoci al grande record.

Carlo Cagnetti

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