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Una Lazio con due mezze facce


La Lazio cambia metà faccia. Nelle partite precedenti al derby si era vista una squadra prigioniera di un’idea, quella di Sarri, che non riusciva a dare risultati. Il mister Toscano ha allora dato più libertà ai suoi giocatori, senza rinunciare a quelle caratteristiche portanti che contraddistinguono la sua idea di calcio.

Metà faccia è il giro palla veloce, fraseggi stretti, pochi tocchi, ricerca continua degli esterni alti, cose che si intravedevano anche nel precampionato. Contro la Roma è stato tutto molto più efficace, grazie anche al forte dinamismo dei due esterni, Anderson e Pedro, che hanno creato spazi per gli inserimenti (come nel caso del gol di Milinkovic) e gioco. È quello che chiedeva a gran voce Sarri ai suoi giocatori alla vigilia di ogni partita e che si è finalmente visto.

L’altra metà della faccia è la libertà inventiva che ha dato l’allenatore ad alcuni giocatori. Domenica erano più le volte in cui Immobile andava in profondità rispetto a quelle in cui riceveva palla spalle alla porta, al contrario delle precedenti uscite nelle quali il bomber sembrava prigioniero di un compito non esattamente adatto a lui. Luis Alberto ha giocato più basso di Milinkovic, a volte anche più basso dello stesso Leiva in fase di impostazione, lasciando libertà di inserimento al Sergente che non ha di certo mancato la sua chance.

Questa è la nuova faccia della Lazio. Una Lazio che non sembra più prigioniera di un’idea ma che sa adattare le caratteristiche dei singoli a quell’idea.

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