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Una Lazio da vertice.


La giornata appena passata, l’ottava di questo inizio campionato, ci ha dato sostanziali indicazioni sulle squadre che reciteranno un ruolo da protagonista durante tutta la stagione, salvo inaspettate sorprese.
La giornata prevedeva 3 scontri diretti incrociati tra le prime 6 in classifica, Roma-Napoli Juventus-Lazio ed il derby milanese Inter-Milan, un vero e proprio snodo, sicuramente non decisivo ma indicativo.
A Roma il Napoli ha imposto da subito il suo gioco ed i suoi ritmi, certo di fronte aveva una Roma resa più debole da una rosa falcidiata dagli infortuni, ma che è apparsa ancora più debole di fronte ad un Napoli che ha sin dalle prime fasi rimarcato la sua superiorità tecnico-tattica, che però andava capitalizzata meglio evitando di rischiare un assurdo pareggio, a causa degli ultimi assalti, disorganizzati e confusi, della Roma che cercava di trovare il jolly con palloni buttati in area per Dzeko, dopo che i partenopei sprecavano di tutto e di più in contropiede, anche perché i soliti tre funamboli davanti negli ultimi 20 minuti apparivano molto stanchi, anche per il lavoro fatto in fase di non possesso….riusciranno a reggere l’intera stagione senza ricambi, o meglio senza che Sarri utilizzi le riserve sin dall’inizio ?
E’ l’unico interrogativo che si frappone tra una squadra, il Napoli per l’appunto, che gioca un calcio metodico, dinamico, propositivo, ed un agognato grande obiettivo/trofeo….inutile nascondersi la piazza e l’ambiente vogliono lo scudetto, altrimenti sarà solo estetica.
A Torino la Lazio era chiamata ad una “mission impossible”, provare a fare quello che le sue outsider di questi ultimi anni erano mai riusciti a fare, infatti sia il Napoli che la Roma alla Juventus Stadium, ora Allianz, sono sempre usciti con sonore sconfitte; ebbene la Lazio del Presidente Lotito, costruita da Tare e magistralmente guidata dal Mister, fortemente voluto dal DS albanese, Simone Inzaghi, ha fornito una prova di grandissima personalità, rimontando nel secondo tempo lo svantaggio, ribaltandolo e vincendo all’allianz stadium, cosa che finora le concorrenti mai avevano fatto.
Ha vinto con merito, giocando la propria partita, in maniera ordinata e compatta, non ha mostrato paura né titubanze, i complimenti sono arrivati dall’entourage juventino stesso, la Lazio ha vinto, ha meritato di vincere, e lo ha fatto perché è una grande squadra con grandi giocatori, che poche squadre hanno e possono vantare, anche per l’esperienza che hanno in sé: De Vrij, Radu, Bastos, Lulic, Leiva, Milinkovic, Parolo, Marusic, Luis Alberto, Milinkovic, Immobile, cui si aggiunge il giovane e forte portiere Strakosha, e questa Lazio da inizio stagione ha fuori giocatori come Felipe Anderson e Nani….e scusate se è poco….e dietro questi ci sono Murgia, giovane talento, Basta, Lukaku, Caicedo, Wallace ed altri pronti a giocarsi una stagione da protagonisti.
La Forza di Inzaghi è quella di mettere al primo posto la compattezza della squadra, il gruppo, si gioca, si vince e si vive tutti insieme, tutti sono coinvolti, tutti giocano, tutti devono sentirsi importanti, l Calcio è uno sport di squadra, gli individualismi sono come le fiammate di un foglio di carta, servono a poco, la storia di questo meraviglioso sport da più di un secolo ci insegna che vincono le squadre che sono un gruppo compatto, e la Lazio di quest’anno lo è, per questi motivi la Lazio di Inzaghi, dopo aver già vinto un Trofeo, il primo stagionale, la SuperCoppa Italiana, si candida a pienissimo titolo per la lotta per lo scudetto, che ci si riesca o meno questo è altro conto, ma per il Titolo la Lazio c’è.
Il derby milanese ha confermato l’essenzialità dell’Inter e le incongruenze del Milan, una squadra guidata da un buon tecnico ma che si è ritrovato a dover mettere in campo una squadra che al momento squadra non è, in quanto costruita senza seguire un filo di logica tattica, e dove le gerarchie non sono state ancora definite; l’Inter, che al momento non sembra molto fluida e brillante, ma squadra lo è, è stata programmata e costruita con un logica, ed infatti ha sfruttato al meglio le dinamiche della partita, proponendosi anch’essa come pretendente al titolo finale, forte anche del fatto che, non avendo impegni europei, Mister Spalletti potrà preparare ogni partita per l’intera settimana.
Naturalmente nessuno si illuda che la Juventus sia finita o accetti di fare la comparsa, è ancora la favorita, magari è meno solida e sicura, soprattutto in fase difensiva, ma rimane fortissima ed è da considerarsi ancora la squadra da battere.
Ultima cosa, ma che invita davvero a riflettere, le squadre che si stanno evidenziando in positivo in questo avvio di campionato sono quelle che i media, giornali e tv, bocciavano per il mercato estivo:
-il Napoli criticato in quanto De Laurentis non aveva fatto acquisti di rilievo, e quindi accusato di aver pigramente scelto di non voler far fare un salto di qualità alla squadra;
-l’Inter, o meglio il gruppo Suning, accusato di aver investito poco rispetto alle proprie possibilità;
-la Lazio, che tutti definivano squadra indebolita per le cessioni di Biglia e Keita;
Le squadre invece che dovevano, per i media, recitare un ruolo da protagonista erano prima di tutto il Milan, per i roboanti, ma disordinati, acquisti milionari, la Roma, esaltata come ogni estate per gli acquisti di Under, Schick, Defrel (li stanno cercando a chi l’ha visto…) ed il fuoriclasse Gerson in rampa di lancio definitivo….naturalmente il tutto arricchito dal mago Di Francesco….al momento il Milan è sembrato un insieme di buoni giocatori che ancora però non possono definirsi squadra, almeno di alto livello, potrebbero esserlo, ma non lo sono…per quel che riguarda la Roma, oramai gli unici a credere alla propaganda di vittorie esaltanti sono le banche creditrici, Angelo Mangiante e qualche ingenuo tifoso….la realtà invece ci dice di un club in perenne disavanzo di bilancio, enorme situazione debitoria, ed all’orizzonte debiti e spese ancora da effettuare per confermare giocatori acquistati “a pagherò”.

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