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UNA LAZIO MENO BELLA MA CHI SE NE FREGA, BASTA LA VITTORIA


(lunedi 17 settembre 2018, ore 12,25)
La vittoria di Empoli rilancia pienamente e con diritto la Lazio verso la lotta alla zona Champions. Come ho sempre sostenuto dal principio, le altre squadre non sono quelle corazzate invincibili che moti credevano. Sulla carta e al gioco delle figurine probabilmente si, ma sul campo che non bluffa mai, assolutamente no.
Quest’anno non vedremo la Lazio spumeggiante dello scorso anno, o perlomeno non a quei livelli. Inzaghi e il suo staff hanno cercato di curare meglio l’aspetto difensivo e di conseguenza la squadra in chiave offensiva ne risente dovendo partire con un baricentro leggermente più basso e compatto. Nella scorsa stagione assistevamo alle scorribande continue degli esterni su entrambe le fasce mentre quest’anno invece, la fascia preposta ad offendere è nettamente quella sinistra con Lulic e Radu mentre Marusic e Wallce (in questo caso) hanno compiti di rimanere più prudenti. La differenza si vede soprattutto nel gioco armonioso che la squadra ancora non esprime così come eravamo abituati a vedere la passata stagione, però in difesa si riesce (almeno sembra) a mantenere lo status del vantaggio e a portarlo fino alla fine. E’ capitato due volte in queste prime 4 giornate di campionato anche se a onor del vero, Frosinone ed Empoli non erano le compagini dai mille pericoli. Però lo scorso anno difficilmente si riusciva a terminare la partita con la porta inviolata anche con le squadre denominate “piccole”, quindi il progresso c’è e va sottolineato. Ovvio che non si hanno le 10 occasioni a partita che la Lazio sfornava l’anno scorso, però le sue 5/6 occasioni le produce ugualmente, peccato che non le concretizza a dovere altrimenti staremo a parlare di un risultato più rotondo sia col Frosinone che contro l’Empoli ieri. Indubbiamente anche la condizione non proprio ottimale di alcuni elementi chiave della squadra, grava sul giudizio di gioco e questo visto in chiave futura, secondo me, è positivo. In genere questo tipo di partite giocate a strappi e con occasioni per il raddoppio non sfruttate in pieno, finiscono con la beffa di un pari o vittoria dell’avversario. Invece la Lazio ha saputo comunque capitalizzare il golletto fatto e a portare a casa tre punti preziosi che nel computo finale della classifica peseranno e non poco per raggiungere l’obiettivo prefissato dalla squadra, dalla società e dagli stessi tifosi che anche ieri hanno dimostrato vicinanza e affetto giungendo al Castellani di Empoli in quasi 4 mila unità. Inzaghi nel primo tempo non era sodisfatto di come la squadra impostava la partita, e negli spogliatoi nell’intervallo deve aver fatto uno dei suoi efficaci sermoni decisi perché nella ripresa i giocatori sono scesi in campo con molta più convinzione e cattiveria. Ora la classifica ricomincia ad essere consona alle aspettative. Riassorbito il meno 6 inziale per via delle due sconfitte contro Juve e Napoli, ci si accorge che altre big stentano e non poco pur avendo avuto nei primi 4 giri di gara, un calendario decisamente più fattibile in termine di conquista di punti, sono sotto in classifica ad una Lazio che come ho detto all’inizio, di diritto ritorna a giocarsi un posto Champions finale. In settimana inizierà anche l’avventura europea e Inzaghi sicuramente darà spazio a chi ha giocato poco in campionato. Quest’anno ha la possibilità di alternare giocatori in tutti i reparti senza far perdere qualità complessiva al gioco e agli interpreti. Proto, Bastos, Caceres, Basta, Badelj, Durmisi, Cataldi, Murgia, Berisha (forse), Correa, Caicedo, permettono al tecnico biancoceleste di comporre praticamente una squadra B intera da far scendere in campo. Ovviamente credo che qualcuno dei titolari rimarrà in campo, ma almeno 7/8 undicesimi saranno cambiati. Ora si giocherà ogni ¾ giorni fino alla prossima sosta delle nazionali, e dentro questo primo percorso forzato ci sarà anche il derby di fine settembre. Derby che potrebbe essere lo spunto non solo per la solita e storica supremazia cittadina, ma soprattutto per cercare di allungare sulla rivale in funzione proprio obiettivo Champions. Per ultimo vorrei parlare di Correa che si sta inserendo molto bene nel contesto Lazio e credo che questo giocatore alla lunga non farà rimpiangere le vedove di Anderson. Quest’anno quindi, meno belli ma più pratici, quest’anno meno gol fatti ma meno gol subiti, quest’anno ce la giocheremo così, come le grandi squadre quando vincono 1 – 0, ciniche, spietate, e perchè no, fortunate.

LE PAGELLE
STRAKOSHA 8:
decisivo per la conquista dei 3 punti con due parate importanti, soprattutto quella all’ultimo
secondo. Certo se riuscisse ad avere anche un piede più educato nei rinvii sarebbe da 10. Ricordiamoci che ha solo 23 anni e ha margini di miglioramento altissimi.
WALLACE 5:
L’errore all’ultimo secondo di gioco poteva costare molto caro alla squadra. Acerbi se lo è mangiato con forchetta e coltello. Il resto della partita tra alti e bassi, purtroppo lui è un bravo ragazzo, e in campo lo vediamo tutti…anche gli avversari.
ACERBI 7,5:
Se qualcuno aveva dei dubbi su di lui, già alla quarta giornata di campionato si è ricreduto. Acerbi è quel difensore che da praticità, stabilità, cattiveria agonistica, lucidità a tutto il reparto difensivo. caratteristiche diversa dal suo predecessore De Vrij, ma all’atto pratico, la Lazio con lui al momento non ci ha perso di certo.
RADU 6,5:
Finchè sta in campo è il solito combattente che non si risparmia. Secondo me il suo infortunio muscolare deriva proprio dal fatto che quest’anno Inzaghi gli chiede di nuovo di spingere molto anche in fase offensiva. Guarda caso lo scorso anno che era più prudente, non ha avuto di questi problemi.
MARUSIC 6:
Da sempre la sensazione di poter fare di più ma non lo fa. Alterna cose buon ad altre appena sufficienti. Ci piacerebbe vederlo più intraprendente, più voglioso di saltare l’uomo e di crossare, perchè i cross per Milinkovic che si inserisce, servono come il pane. Il gol mangiato in maniera clamorosa alla fine merita mezzo voto di meno.
LEIVA 7:
Soffre un pò perchè crediamo non sia al massimo della sua condizione, ma toglie parecchie castagne dal fuoco quando l’Empoli scendeva prepotentemente verso l’area avversaria. Sempre lucido e metronomo di una Lazio che oramai è stampata sulla sua pelle.
PAROLO 7:
Corre tanto come gli succede sempre, sembra in difficoltà ma in realtà non lo è mai anzi, come sempre non lesina inserimenti offensivi ed in uno di questi regala il gol vittoria.
LULIC 7:
Corre come un dannato e si vede che è uno dei migliori come condizione fisica. La presenza di Andreazzoli e dell’arbitro Orsato poi gli fanno ricordare la memorabile giornata del 26 maggio e allora eccolo ancora protagonista non col il gol vittoria ma con l’assist vittoria. e sempre 0 – 1 finisce.
LUIS ALBERTO 6:
Personalmente non mi sta piacendo molto, sbaglia passaggi che lo scorso anno faceva ad occhi chiusi e con un piede legato. Speriamo soltanto che si riprenda al più presto perchè altrimenti non avremo quell’estro e tecnica che ci ha permesso di vincere molte partite con le sue genialate.
IMMOBILE 6,5:
Di stima più che per merito. Combatte sempre ovvio, ma combatte in maniera arruffata, confusa, nervosa. Si vede da lontanissimo che soffre il non fare gol. Indubbiamente anche la squadra non al topo non lo favorisce, ma se la squadra non è al top è anche per lui che non è al top.

CORREA 6,5:
Ha sofferto nei primissimi minuti poi però è entrato in partita e la squadra ne ha giovato molto. Ha tenuto bene il reparto offensivo da solo creando occasioni che purtroppo non si sono concretizzate sia per colpa sua in occasione del palo, che per colpa dei compagni vedi Marusic.
CACERES 6:
entrato al posto di radu fa il suo con dinamismo. Secondo me meriterebbe di essere preso in considerazione anche per i ruoli esterni di centrocampo.
DURMISI 6:
E’ piccolino e corre molto, però deve essere più concreto anche se ha giocato poco. Speriamo che in Europa League faccia vedere qualcosa di buono perchè lui di cose buone da far vedere le ha.

INZAGHI 6,5:
La partita l’ha preparata bene, l’Empoli è squadra dalla grande corsa e grande agonismo, quindi bisognava saper soffrire e la squadra l’ha fatto. Cambi giusti al momento giusto che hanno contribuito a portare a casa la vittoria. Ora attendiamo di vedere come imposterà il cammino europeo con le alternative.

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