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Vincenzo D’Amico, la bandiera più fulgida


(5 novembre 2016, ore 9.30)

È il 5 novembre 1954  e nasce a Latina il golden boy biancoceleste Vincenzo D’Amico, una delle bandiere più fulgide della leggenda della Lazio. Da quel giorno legherà il suo nome a filo doppio con la prima squadra della Capitale, un matrimonio che dura da oltre mezzo secolo.

La sua storia con i biancocelesti è un romanzo d’amore, partendo da quel Modena-Lazio 1-1 il 21 maggio 1972 giorno del suo debutto al 1986, anno in cui lascia la Lazio per accasarsi alla Ternana.

Passa dallo scudetto del 1974 alle stagioni tribolate di una Lazio che non sembra trovare pace ed a cui succede di tutto. Ma lui c’è, e la sua presenza si rivela fondamentale per salvare il salvabile; i tifosi nutrono per lui una venerazione particolare, un rapporto davvero unico nel panorama pallonaro.

È lui il trascinatore nel funesto anno del calcio scommesse che priva la Lazio di giocatori importanti, è sempre lui il leader che salva la Lazio dall’onta della serie C in un drammatico Lazio-Varese 3-2 in cui firma la tripletta salvezza.

È sempre lui che piange quando nel 1980 viene ceduto al Torino (quel giorno a Via Col di Lana c’ero anch’io a portarlo in trionfo per non farlo andare via, quasi a rapirlo da una cessione dolorosissima). Ma senza Lazio non sa stare e torna subito dopo appena un anno ad indossare ancora la sua maglia del cuore.

Nella foto di copertina, eccolo correre dietro ad un giocatore del Cesena con lo scudetto sul petto biancoceleste. Vincenzo era un giocatore tecnicamente sopra la media, un numero dieci sui generis, davvero unico il suo modo di giocare, e molti gli hanno rimproverato di non sacrificarsi per la squadra; falso e questa foto ne è una dimostrazione lampante.

Nella Lazio assommerà 336 presenze con 51 reti tra campionato e coppe, numeri che testimoniano quanto Vincenzo abbia onorato la maglia biancoceleste. E di questo i tifosi gli renderanno un grazie eterno.

Carlo Cagnetti

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