Fantastica Lazio, fantastico tifo, Sarri umilia Inzaghi, la festa è solo biancazzurra


Fantastico. La Lazio di Sarri umilia i favoriti per lo scudetto, l’Inter di mister spiaze, e ammutolisce i pallottolieri di chi voleva una partita senza storia a favore meneghino. Nulla di più errato, il campo come sempre ha eletto la più bella e la più forte, la Lazio.

Se proprio vogliamo trovare un neo in una serata da sogno di estate inoltrata, è che il risultato non rispecchia la superiorità laziale. Molte le occasioni per il dream team sarriano e l’Inter ringrazi la dea bendata che lo scarto si sia cristallizzato a soli due gol.

Lazio sontuosa, paradisiaca, a cominciare da un gioco sfavillante per continuare con una grinta da squadra vera per proseguire con una tecnica da top team.

L’Inter pensava di fare un sol boccone degli avversari e dopo un inizio da palleggio sterile ha cominciato ad assaggiare le portate dello chef Sarri. Ovviamente tutte indigeste.

Ad Inzaghi sarà rimasto negli occhi il gioco armonioso e luccicante di un Sarri memorabile. Ma si può giocare così bene? Si può. E si può attuare un 4-3-3 così fantasioso e muscolare? Si può. Si può umiliare una corazzata come l’Inter? Si può.

E davanti a tutto tto questo dono divino ha presenziato un tifo da favola, 45.000 laziali in estasi per una squadra che fa sognare. Piangono lacrime amare i 10.000 interisti, se la ricorderanno per anni questa lezione di calcio.

Felipe Anderson, proprio lui, il ragazzo fenomeno, apre le danze di un ballo romanticissimo. Non sarà un gol sporco del toro Lautaro a silenziare una Lazio furente e spaziale avviata a stritolare la fisicità nerazzurra.

I cambi, questi conosciuti, la rosa, quella extra large, aprono le porte del paradiso.

Luis Alberto: il suo esterno di arte geometrica sotto un sette che non aspettava altro entra nel gotha dei gol più belli.

Pedro: la sua serpentina ammaliante in area conclusa con una parabola delicata e deliziosa, è meravigliosa quanto il suo sorriso. Top player.

Altre occasioni ci saranno, ma è solo un 3-1 da referto statistico di una gara che si conclude tra gli ole di un pubblico più caldo della temperatura equatoriale sopportata all’Olimpico.

Festa totale durata una notte intera di un estate romana e laziale. Una Lazio da sogno reale che risponde così a chi non la considera, come meglio non potrebbe. Ci siamo anche noi amici cari.

È vero, non si è vinto nulla, ma le avvisaglie sono luccicanti. Ed eloquenti. Gufo avvisato mezzo salvato.