Il germe monasteriale e il tetrafarmaco epicuriano. Lo 0-4 fa male ai gufi…


Mano nella mano verso l’immenso popolo laziale presente e festante sulle scalee dell’ostico Zini (ultima vittoria in A datata 1930, sic!) per uno 0-4 che fa male ai gufi. Tanto tanto male.

Così la Lazio tutta festeggia una domenica fantastica (hanno perso Inter, Juve, Roma e Milan, mica spiccioli) e balza al quarto posto insieme ai campioni d’Italia del Milan a soli tre punti dal duo di capoccia Napoli ed Atalanta. In mezzo la guastafeste Udinese.

Sì, è solo la settima, sì la classifica è corta, sì il germe non c’era (ma il tacco di Luis mago Alberto che ha dipinto il contropiede del quarto gol del magico Pedro sì ), ma contava altro: la Lazio doveva una risposta chiara e precisa e l’ha data, assolutamente necessaria dopo il naufragio danese. Direi l’unica risposta che potesse dare per tacitare i gufi appollaiati sulle scrivanie dei giornali e sulle tastiere di Facebook, pronti a godere di un altro passo falso.

No, avete sbagliato i vostri conteggi. Il germe di sarriana invenzione vi ha illuso. Ma quali dimissioni, ma quale Luis Alberto… Il tronfismo di certi articoli è stato spazzato via da uno 0-4 da urlo. Sepolta la Cremonese (che aveva fatto soffrire Fiorentina, Torino, Roma, Sassuolo ed Atalanta), grazie ad una prova semplicemente da Lazio vera.

Il tetrafarmaco di epicurea memoria è rappresentato da 4 gol che portano tre punti, che portano la Lazio a 14 in 7 gare. Due punti a gara. Media Champions. Terzo attacco del campionato e, udite udite, seconda difesa. Sarri starà godendo…

Immobile, doppietta, sale a 187 gol, Milinkovic, primo gol del campionato ed ennesimo assist, Pedro, devastatante come sempre, sono i griffatori di una vittoria che vale.

Stavolta il germe monasteriale (quello delle dimissioni di Sarri, di Luis Alberto germe, quante stupidaggini in serie…) è stato annichilito dal tetrafarmaco epicuriano.

E c’è chi pensa che la filosofia non serva…

Articolo a cura di Carlo Cagnetti

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