L’INDICE DI LIQUIDITA’ E GLI ALTRI PARAMETRI DI MONITORAGGIO…UNA SPADA DI DAMOCLE SULLA TESTA DELLE SOCIETA’

C’era una volta il calcio, quello praticato in maniera diversa. Ciò che interessava era il solo risultato sportivo. Sulla poltrona occupata dal presidente sedeva, per quei tifosi fortunati, un uomo che si svenava, ogni anno, per acquistare lo straniero dal nome altisonante o l’idolo delle folle, che fosse Zico, Platini o Maradona. Per altri la situazione era ben diversa e ci si doveva accontentare di ciò che passava il convento. E chi, come me, ha tifato SS Lazio 1900 da sempre, senza mai crearsi dei modelli contrapposti, non può non ricordare cosa eravamo e come eravamo.

Il Gallo

Oggi non è più così. Neanche per quei tifosi fortunati che tifano per una squadra che ha un gruppo o una multinazionale alle spalle. Oggi il mondo del calcio è comunque cambiato, alle spese folli si sono sostituite le campagne acquisti virtuose. Se andiamo a guardare il calcio, odierno, i risultati sportivi debbono essere, il più possibile, controbilanciati dall’equilibrio economico finanziario.

Fare Numeri

Sempre più di frequente sono entrati nel lessico calcistico vocaboli economici quali il bilancio, le plusvalenze, l’equilibrio tra crediti e debiti ed altre voci. Tra queste si sente parlare, sempre più di frequente, del c.d. “Indice di liquidità”. Ma cos’è questa parola? E perché emerge sempre più nelle discussioni tra tifosi dell’Italia pallonara?

Economia e Sport

“Spesso il ricorso a tale istituto viene utilizzato, impropriamente, per cercare di confondere le menti di molti tifosi portandoli a versare veleno verso il presidente di turno. Prima di proseguire nel discorso, sgombriamo ogni dubbio e confermiamo che l’indice di liquidità non è soltanto un paletto per la Lazio, non è il bloccasterzo, appositamente inventato, per non intervenire sul mercato da parte del presidente e non è neanche così grave da superare.”

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L’indice di liquidità è previsto, assieme ad altri indici, da apposite norme. Ma andiamo per gradi. A dirci cos’è l’indice di liquidità è  l’Agenzia delle Entrate: “ E’ l’indice comunemente utilizzato dalle aziende per stabilire la capacità di un’impresa di far fronte agli impegni finanziari di prossima scadenza con le disponibilità economiche in proprio possesso.” La normativa e le fonti di questo istituto sono particolarmente varie e non sono da ritenersi un unicum soltanto nel mondo del calcio. I parametri di monitoraggio hanno scomodato diversi settori che si occupano dell’andamento economico finanziario delle società, anche in mondi diversi dallo sport.

Logo da sito Agenzia Entrate

Dopo aver visto che l’indice di liquidità è un istituto generalmente usato per valutare il possibile stato di insolvenza di un’impresa, qualunque sia la branca economica, andiamo ora a vedere come questo elemento si avvicina alle norme calcistiche.

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L’indice di liquidità è appositamente regolamentato, fin dall’anno 2015, dalle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. da ora in poi, per praticità, N.O.I.F. La parte seconda delle N.O.I.F nella sezione II^ destinata alle “Funzioni”, al Titolo VI – Controlli sulla Gestione Economico Finanziaria, all’ art. 77 si tratta degli Organi delle Licenze Nazionali. Questi sono la:

  • Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche (da ora in poi, per maggiore praticità Co.Vi.So.C.);
  • Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi-Organizzativi.
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Tra le attività ed i compiti assegnati alla Co.Vi.So.C., Ente con poteri sanzionatori, all’art. 80 delle N.O.I.F., per il regolare svolgimento dei campionati, trova spazio l’attività di controllo. Tale attività viene esplicata esercitando le seguenti funzioni:

a) richiedere il deposito di dati e di documenti contabili e societari e di quanto comunque necessario

per le proprie valutazioni;

b) richiedere di fornire informazioni integrative relative ai documenti depositati;

c) richiedere informazioni in merito a tutti i soggetti che controllano direttamente o indirettamente le società, compreso il soggetto cui sia riconducibile il controllo finale sulle stesse e sul gruppo di cui eventualmente facciano parte;

d) apportare rettifiche al valore degli aggregati utilizzati dalle società per il calcolo degli indicatori, di cui al successivo art. 85, al fine di neutralizzare gli eventuali effetti economici, finanziari e patrimoniali di specifiche operazioni di natura ordinaria o straordinaria che alterino il valore dei suddetti aggregati.

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L’art. 84 delle N.O.I.F., invece, tratta i criteri e le regole imposte dalla F.I.G.C. per la tenuta della contabilità nonché della redazione dei bilanci anche delle società quotate in borsa. La contabilità deve essere tenuta, dalle società calcistiche, in osservanza delle norme di legge ed in conformità con il piano dei conti predisposto dalla Federazione, nel rispetto della vigente normativa e sulla base dei principi contabili emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità (O.I.C.), utilizzando le raccomandazioni contabili F.I.G.C., ovvero sulla base dei principi contabili internazionali ove applicabili. “Il bilancio d’esercizio, onde evitare il ricorso alla tanto amata cultura del sospetto, deve essere sottoposto alla revisione di una società iscritta nel registro dei revisori legali istituito presso il MEF.” “Il comma 8 del predetto articolo, sempre per evitare ricorsi alla cultura del sospetto, disciplina anche la redazione dei bilanci di quelle società, calcistiche, che esercitano il controllo su una o più società, ai sensi dell’art. 2359 del C.C., trattando così, anche del bilancio consolidato”.

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Molto interessante è anche la parte riguardante la disciplina da tenere qualora un soggetto giuridico che controlli, direttamente o indirettamente, la società calcistica generi ricavi o offra servizi o sostenga costi inerenti all’attività tipica della medesima società. In tali casi, nell’area di consolidamento, dovrà essere incluso anche tale soggetto. “Il tutto per fugare quei dubbi, completamente infondati, riguardo indebiti arricchimenti sopravvenuti mediante la prestazione di servizi offerti da società controllate dall’azionista di maggioranza, così sfatiamo anche il tabù delle c.d. correlate”. Al comma 10 del predetto articolo, viene, anche, disciplinato il comportamento che debbono tenere le società quotate in borsa, tutte tenute alla redazione del bilancio consolidato, alla relazione semestrale consolidata e alle situazioni patrimoniali intermedie consolidate, corredate da appositi prospetti contabili. Ma ora andiamo a vedere cosa ci impone di fare la F.I.G.C. con l’indice di liquidità e con gli altri indicatori previsti per il monitoraggio.

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L’art. 85 delle N.O.I.F., sorprendentemente, non ci parla soltanto dell’indice di liquidità. In tale articolo si parla dell’attività informativa periodica da presentare alla Co.Vi.So.C.

Tra gli adempimenti delle società partecipanti al Campionato di Serie A abbiamo:

I. il Bilancio d’esercizio approvato, unitamente alla documentazione accompagnatoria;

II. Relazione semestrale, unitamente alla documentazione accompagnatoria;

III. Situazioni patrimoniali intermedie.

“Per situazione patrimoniale intermedia, infrannuale o periodica, si intende una situazione economico/ patrimoniale riconducibile ad un periodo inferiore all’anno. Tali scritture vengono prodotte nel caso in cui ci si trovi di fronte a delle modifiche nel corso dell’esercizio di competenza.”

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IV. Informazioni economico-finanziarie previsionali (c.d. budget).

Le società, entro il 30 giugno di ciascun anno, devono depositare presso la Co.Vi.So.C. le informazioni economico-finanziarie previsionali (i c.d. budget), su base semestrale o in alternativa su base trimestrale, riguardanti il periodo 1° luglio-30 giugno dell’anno successivo, unitamente alla documentazione accompagnatoria tra cui le note esplicative delle modalità di copertura degli eventuali fabbisogni di cassa. Le società tenute alla redazione del bilancio consolidato, secondo quanto previsto dal precedente art. 84, comma 8, devono predisporre i budget con riferimento al gruppo del quale la società è controllante. La compilazione dei budget deve seguire le indicazioni contenute nella “Guida al budget” già predisposta dalla Co.Vi.So.C.

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V. Report consuntivo

Le società, entro due mesi dalla chiusura di ciascun semestre, debbono depositare presso la Co.Vi.So.C. il report consuntivo (conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario) indicando le cause degli, eventuali, scostamenti rispetto al budget depositato e gli interventi correttivi adottati o da adottare al fine di garantire il rispetto degli obiettivi di equilibrio economico-finanziario, comprese quelle tenute alla redazione del consolidato.

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VI. Emolumenti

Le società devono documentare, alla F.I.G.C.-Co.Vi.So.C., entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla chiusura del:

-primo e del secondo trimestre (1° luglio-30 settembre e 1° ottobre-31 dicembre), “l’avvenuto pagamento di tutti gli emolumenti dovuti” e di quelli ancora non assolti nei confronti dei propri dipendenti; In caso di contenzioso le società devono depositare presso la Co.Vi.So.C. la documentazione comprovante la pendenza “della lite non temeraria” dinnanzi al competente organo.I suddetti emolumenti devono essere corrisposti esclusivamente a mezzo bonifico bancario, pertanto tracciabili, utilizzando i conti correnti, già indicati dalla società al momento dell’iscrizione al Campionato verso i c/c indicati dai dipendenti.

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VII. Ritenute e contributi

Le società devono documentare alla F.I.G.C.-Co.Vi.So.C., secondo le modalità e le procedure stabilite dalla F.I.G.C., entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla chiusura del primo e del secondo trimestre (1° luglio-30 settembre 1 ottobre-31 dicembre), l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Inps e Fondo Fine Carriera, per detto trimestre e per quelli precedenti, ove non assolti prima, in favore dei tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati; mediante il versamento in c/c espressamente indicati.

“La voce relativa alle ritenute, molto spesso, non viene tenuta in debito conto da chi parla della gestione di una società di calcio. Ma anche le ritenute, pagate, hanno un peso sul bilancio d’esercizio.”

Fisco 7

Al punto ottavo I° comma dell’art. 85 del N.O.I.F., finalmente, si parla degli indicatori di controllo dell’equilibrio economico finanziario.

“Si parla di indicatori di controllo al plurale, pertanto l’indice di liquidità non è il solo ed unico patibolo che pende sulla testa delle società di calcio”

Shop.Sergio Bonelli

Il punto VIII ci indica cosa sono e come funzionano i parametri con cui la FIGC monitora l’andamento dei club a lei affiliati. In particolare, in questa trattazione, stiamo parlando dei club che militano nella nostra serie maggiore.  Le società devono depositare, presso la Co.Vi.So.C., unitamente al bilancio d’esercizio, alla relazione semestrale e alle situazioni patrimoniali intermedie, i prospetti contenenti i seguenti indicatori:

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1) l’Indicatore di Liquidità (AC/PC), Si fa ricorso all’indice di liquidità, per misurare l’equilibrio finanziario, di una società, nel breve periodo.  Questo viene calcolato attraverso il rapporto AC/PC tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC).

Per la determinazione del rapporto Attività Correnti/Passività Correnti sono da considerare le voci di seguito riportati, risultanti dal piano dei conti della F.I.G.C.:

a) le Attività Correnti, ai fini del numeratore del rapporto, comprendono le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro i 12 mesi e sono costituite dalle seguenti voci: Disponibilità liquide, Crediti verso Clienti, Crediti verso imprese controllate, collegate e controllanti, Crediti tributari, esclusi quelli per imposte anticipate, Crediti verso enti-settore specifico e Crediti verso altri;

b) le Passività Correnti, ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i debiti scadenti entro i 12 mesi e sono costituite dalle seguenti voci: Obbligazioni ordinarie e convertibili, Debiti verso soci per finanziamenti, esclusi quelli postergati ed infruttiferi, Debiti verso banche, Debiti verso altri finanziatori, Acconti, Debiti verso fornitori, Debiti rappresentati da titoli di credito, Debiti verso controllate, collegate e controllanti, Debiti tributari, Debiti verso istituti di previdenza e sicurezza sociale, Debiti verso enti-settore specifico, Altri debiti e canoni di leasing scadenti entro i 12 mesi.

Calcio e Finanza

2) l’Indicatore di Indebitamento (D/R), calcolato attraverso il rapporto tra i Debiti (D) ed i Ricavi (R), viene adottato per misurare il livello dell’indebitamento riguardo al fatturato.

Per la determinazione del rapporto D/R vanno considerate le voci di seguito riportate, risultanti dal piano dei conti della F.I.G.C.:

a) i Debiti, ai fini del numeratore del rapporto, comprendono le seguenti voci: Obbligazioni ordinarie e convertibili, Debiti verso soci per finanziamenti, esclusi quelli postergati ed infruttiferi, Debiti verso banche, Debiti verso altri finanziatori, Acconti, Debiti verso fornitori, Debiti rappresentati da titoli di credito, Debiti verso controllate, collegate e controllanti, Debiti tributari, Debiti verso istituti di previdenza e sicurezza sociale, Debiti verso enti-settore specifico, Altri debiti e canoni di leasing. Da tale aggregato deve essere sottratto l’importo delle Attività Correnti (AC).

b) i Ricavi, ai fini del denominatore del rapporto, comprendono le seguenti voci: Ricavi delle vendite e delle prestazioni, Contributi in conto esercizio, Proventi da sponsorizzazioni, Proventi pubblicitari, Proventi commerciali e royalties, Proventi da cessione diritti televisivi, Proventi vari, Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori, al netto dei costi sopportati per il medesimo titolo, Altri proventi da gestione calciatori, al netto degli oneri sopportati per il medesimo titolo e Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.

I Debiti vengono calcolati sulla base delle risultanze del bilancio d’esercizio approvato, della relazione semestrale approvata e delle situazioni patrimoniali intermedie approvate, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati. L’indicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito, è utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità;

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3) l’Indicatore di Costo del Lavoro Allargato, è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato (CLA) ed i Ricavi (R). Per la determinazione del rapporto CLA/R dobbiamo considerare le seguenti voci, risultanti dal piano dei conti della F.I.G.C.:

a) Il Costo del Lavoro Allargato, ai fini del numeratore del rapporto, include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori;

b) i Ricavi, ai fini del denominatore del rapporto, comprendono le seguenti voci: Ricavi delle vendite e delle prestazioni, Contributi in conto esercizio, Proventi da sponsorizzazioni, Proventi pubblicitari, Proventi commerciali e royalties, Proventi da cessione diritti televisivi, Proventi vari, Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori, al netto dei costi sopportati per il medesimo titolo, Altri proventi da gestione calciatori, al netto degli oneri sopportati per il medesimo titolo e Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.

Il Costo del Lavoro Allargato è il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati. L’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito, è utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità.

Camera.it

I valori degli indicatori di controllo, così come li abbiamo indicati, sono stabiliti dal Consiglio Federale su proposta della Co.Vi.So.C. Il mancato rispetto dei dei suddetti parametri costringe le società a far fronte alle mancanze, mediante l’intervento finanziario della proprietà. Tenuto conto della disciplina normativa vigente, passiamo ora iniziare a capire cosa sia questo “benedetto” Indice di liquidità e a cosa serva nel mondo del Calcio. “Leggendo le parole precedenti, per quei lettori più attenti, credo vi siate accorti che la F.I.G.C., mediante l’ausilio della Co.Vi.So.C., abbia adottato delle normative molto stringenti.”

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“Come per il rapporto tra il diritto comunitario e quello degli stati membri, infatti, anche la F.I.G.C., come le altre leghe nazionali, segue strettamente le linee guida dettate dalla F.I.F.A., con l’intento di arrivare ad un equilibrio economico finanziario più equilibrato, che non tenga conto dei massicci interventi da parte delle proprietà o delle frequenti ricapitalizzazioni.” “Le società di calcio, che siano o meno quotate in borsa, debbono rispettare delle norme di legge per la compilazione dei bilanci d’esercizio. Tra questi troviamo il Codice Civile, i principi contabili nazionali ed internazionali, in special modo per le società quotate in borsa, le raccomandazioni contabili FIGC, il piano dei conti da quest’ultima varato, il regolamento NOIF ed altre norme che via via, vanno a integrare o modificare gli schemi di bilancio, gli adempimenti per ottenere la licenza Nazionale, utile per iscriversi al campionato, o i parametri per il monitoraggio dei club di serie A.”

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L’INDICE DI LIQUIDITA’

Nell’anno 2015, modificandone nel tempo fini e modalità, la FIGC ha introdotto, tra i vari parametri di monitoraggio, l’indice di liquidità.“Se riprendiamo l’art. 85 delle NOIF, che abbiamo riassunto poc’anzi, possiamo dedurre che l’indicatore di liquidità, utilizzato per determinare l’eventuale carenza finanziaria, è calcolato attraverso il rapporto tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC)”.

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Questo rapporto dimostra quanto un club sia in grado di poter far fronte ai propri impegni finanziari a breve termine. Per capire come sia stato variato nel tempo, possiamo dire che l’indice, fino alla stagione 2023/24 aveva un valore minimo pari a 0,6, rispetto alla cifra prevista per le stagioni precedenti, 2019/20 (0,7) e 2020/21 (0,8). Le variazioni previsionali, infatti, per le sessioni delle campagne trasferimenti del 2024/25 hanno fissato la misura minima, dell’indicatore di liquidità, allo 0,7 per tutte le Leghe e per l’anno successivo allo a 0,8. L’indice di liquidità, in due occasioni, durante la stagione, (per il 31 marzo ed il 30 settembre), permette alla Co.Vi.So.C. di verificare se i club stiano rispettando, o meno, il valore fissato o potrebbero trovarsi in stato di insolvenza. Nel caso di mancato rispetto della misura minima, la COVISOC può disporre il blocco del mercato o l’esclusione della società insolvente dal campionato.

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La materia è sempre in evoluzione e l’indice di liquidità, unitamente agli altri indici di monitoraggio, va via via aumentando d’importanza.

Ma cosa accade se il parametro non è positivo per le società?

Nel caso in cui le casse delle società fossero in sofferenza, in passato, hanno sopperito le proprietà, mediante appositi interventi monetari, tali da poter riportare in positivo l’indicatore di liquidità tramite:

  • versamenti in conto futuro aumento di capitale;
  • aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato e da effettuarsi esclusivamente in denaro;
  • finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;
  • versamenti in conto copertura perdite.
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L’intervento da parte della proprietà è quello che i tifosi si aspettano. Un modus operandi che, nel tempo, sta cadendo però in disuso poiché la crisi, dovuta agli effetti della pandemia, che ha dato il colpo di grazia alle già preesistenti difficolta economiche delle società, ha indotto le stesse proprietà ad adottare nuovi criteri di rientro. Oggi è più semplice e remunerativo cercare di rientrare mediante le cessioni dei calciatori, fino al raggiungimento dell’indice, per poi entrare sul mercato adottando così il criterio del c.d. “Prima si vende per poi ricomprare”.

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Prima di concludere, perché chi ha avuto la pazienza di leggere sarà sicuramente stanco, passiamo ad analizzare cosa sono gli interventi della società e quali siano i risvolti nei confronti delle squadre che ne beneficiano.

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In caso di sofferenza, per rientrare, la proprietà può intervenire a mezzo:

  1. versamenti in conto futuro aumento di capitale;

si definiscono versamenti in conto futuro aumento di capitale quelle dazioni di denaro effettuate dai soci in favore della società che non siano acquisite definitivamente al patrimonio sociale, avendo uno specifico vincolo di destinazione. Gli apporti dei soci in azienda, successivi alla costituzione e al versamento del capitale sociale iniziale, possono essere a titolo di finanziamento o a fondo perduto. I versamenti a titolo di finanziamento possono essere fruttiferi o infruttiferi, ma in ogni caso danno diritto alla restituzione delle somme versate, essendo a tutti gli effetti un debito della società, anche se i creditori sono i soci. Questo tipo di versamenti viene eseguito dai soci in previsione di un aumento di capitale programmato ma non ancora deliberato. La giurisprudenza, a mezzo di apposite sentenze della Corte di Cassazione ha stabilito che: i versamenti a titolo di futuro aumento di capitale vanno considerati come dei conferimenti effettuati a fondo perduto con uno specifico vincolo di destinazione, che dovranno essere restituiti nel momento in cui non si concretizza la destinazione per cui erano stati versati.  aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato e da effettuarsi esclusivamente in denaro. Per ricondurre, legittimamente, a questa situazione i versamenti effettuati dei soci, è necessario che la subordinazione del versamento all’aumento di capitale sia soggetto a criteri di specificità specifico e dettagliato. La mancanza di questi due requisiti o il non avverarsi delle condizioni fa decadere il vincolo della non restituzione;

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2. aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato e da effettuarsi esclusivamente in denaro;

Si tratta di un’operazione di aumento di capitale, a titolo oneroso, mediante l’intervento dei soci con le modalità previste dal Codice Civile agli artt. 2348 e ss. Ma quando si può fare l’aumento di capitale? La prassi e la giurisprudenza valutano che l’aumento di capitale, a pagamento, avvenga, essenzialmente, per due ragioni: fabbisogno di liquidità per investimenti o ricostituzione del capitale sociale a causa di una situazione finanziaria negativa. Coloro che scrivono sui social che la Lazio, con Lotito, non abbia ancora beneficiato di un aumento di capitale, non ci fanno una bella figura. In primis perché è già intervenuto, più volte, per raddrizzare la situazione economico finanziaria della società ed in secundis, la situazione non è così grave da richiedere un intervento di capitali massiccio. E poi, qualora si dovesse intervenire, con l’aumento di capitale, le somme versate non andrebbero in alcun modo a finanziare il mercato; una credenza del tifoso palesemente errata.

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3. finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;

la postergazione equivale ad una garanzia per chi è creditore della società perché il socio, finanziatore in caso di insolvenza, verrà soddisfatto soltanto dopo che gli altri creditori sono stati risarciti. Anche questo tipo di finanziamento è tipizzato dalla norma con particolare ricorso all’ articolo 2467 del CC dove lo scopo della norma, ritenuta peraltro applicabile anche alle s.p.a., è quello di evitare che i soci, optando per il finanziamento in luogo della ricapitalizzazione, giungano a trasferire parte del rischio d’impresa sui creditori.

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4. versamenti in conto copertura perdite;

sono quei versamenti che i soci debbono o sono costretti ad apportare nel caso in cui si verifichino delle perdite, anche mediante l’utilizzo delle apposite riserve accantonate a bilancio.

Fisco Oggi

Da questa lunga carrellata possiamo dire che le norme sugli indici e sui parametri di controllo sono molto stringenti ma, allo stesso tempo, facilmente superabili attraverso l’apporto di nuovi conferimenti, a titolo di finanziamento, da parte dei soci. Agli occhi del tifoso, che vive il presente, con gli usi e le consuetudini del passato, questa cosa sembra normale. Gli interventi dei soci però, come abbiamo visto, non sono mai un bene per le società di calcio poiché espongono quest’ultima ad un indebitamento verso i soci stessi.

Business Plan Vincente

La UEFA, assieme alla FIGC e alle altre leghe affiliate, sta combattendo da anni una vera e propria guerra con l’intento di sganciare, sempre più, la dipendenza delle società dai soci che la controllano.

Fare Numeri

Se vi ricordate, nel corso della trattazione, si parlava di norme sempre in evoluzione. Bene. Mentre stiamo scrivendo, cosa di poche ore, è trapelata la notizia di un’iniziativa del Governo, promossa dal Ministro dello Sport in carica, Andrea Abodi, che potrebbe avere importanti ripercussioni su tutto il panorama sportivo.

Serie BKT

L’esecutivo, attualmente in carica, sembra stia lavorando alla bozza di un decreto legge per l’istituzione di un apposito Ente/Agenzia, indipendente, che si pone lo scopo di vigilare i conti delle società di sportive, in particolare, quelle della serie A.

Governo.it

La proposta ha aperto un conflitto nel mondo del calcio poiché si ritiene che, a lungo andare, questa Authority vada a svilire i compiti di sorveglianza e di azione propri della COVISOC.

Ente Bilaterale EBiN Conf

Su questo punto, non avendo ancora il testo del decreto, si resta in trepidante attesa.

MEF

Fonti: FIGC, NOIF, COVISOC, CONSOB, Fisco e Tasse, Agenzia delle Entrate, Calcio e Finanza, Codice Civile, Corte di Cassazione, principi contabili nazionali, principi contabili internazionali, bilanci società di serie A, piano dei conti FIGC, raccomandazioni contabili FIGC, Organismo Italiano di Contabilità (OIC), principi contabili internazionali IAS/IFRS (obbligatori per la SS Lazio 1900 e la FC Juventus),   Indice di liquidità, Indicatore di indebitamento, Indicatore ci costo del lavoro allargato, Governo della Repubblica, Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), Ministero dello Sport, ministro dello sport Andrea Abodi, FC Juventus, SS Lazio 1900.

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