Romanisti: propaganda o complesso d’inferiorità?


Pensavamo di averle viste tutte, purtroppo non è così!

La propaganda

Abbiamo assistito alla follia del genere umano, cose che forse neanche Goebbels, capo della propaganda nazista, e Trotsky, capo della propaganda sovietica di Stalin, avrebbero fatto o pensato. Fatto gravissimo è quello avvenuto nella scuola elementare Caterina Usai, nella classe seconda B, del quartiere Talenti di Roma. Una maestra, che di insegnante, purtroppo, ha veramente poco, ha obbligato i bambini a cantare l’inno della Roma e a guardare le immagini dei calciatori giallorossi. Alcuni dei bambini, traumatizzati, sono scoppiati a piangere negli angoli dell’aula.

Ci si chiede, come può un’insegnante che dovrebbe combattere il bullismo e spiegare cos’è l’inclusione, arrivare a tanto? Perché obbligare i propri alunni a perseguire la propria fede calcistica se nel mondo ci sono migliaia di squadre diverse e di città diverse? Un’insegnante che non si attiene ai più basilari elementi di istruzione e di educazione civica, può continuare a lavorare con i bambini, che saranno il futuro delle nostre generazioni? Può un’insegnante obbligare dei giovanissimi alunni ad una propaganda puramente calcistica? Giustamente, alcuni genitori si sono fortemente indignati a questa vergogna.

Fortunatamente, il caso è arrivato anche nelle maggiori testate giornalistiche. A nulla valgono le becere giustificazioni di questa insegnante. Ha chiesto scusa, affermando che avrebbe fatto cantare anche l’inno della Lazio, aggiungendo, che nella sua classe ci sono anche due bambini tifosi della Juventus. Non si ricordava, forse, che sia bambini tifosi della Lazio, che bambini tifosi di altre squadre erano presenti quando lei obbligava tutta la classe a cantare l’inno della squadra giallorossa? Certi personaggi beceri, senza un minimo di buon senso, forgiati solo ed esclusivamente da una passione calcistica, che li porta a compiere scempi come quello avvenuto nella sua classe, devono essere obbligatoriamente cacciati ed allontanati, dall’insegnamento scolastico!

La notizia della propaganda creata dalla maestra della scuola elementare Caterina Usai, come dicevamo è arrivata anche al maggior quotidiano romano “Il Messaggero”. Il Messaggero, ha un suo profilo Facebook, correttamente ha riportato la notizia sui social. Assolutamente nulla di grave, anzi, giustissimo. La cosa grave è dovuta alla marea di messaggi ricevuti dal post del Messaggero. Moltissime persone hanno trovato corretto il comportamento della maestra, alcuni si sono permessi di asserire che i bambini tifosi di altre squadre, soprattutto della Lazio, debbano essere allontanati dalle scuole. Alcuni hanno, addirittura, chiesto l’obbligo di insegnamento dell’inno della Roma. Assurdo! Sì, assolutamente assurdo! Come si può discriminare un bambino solo per il semplice fatto che tifa una squadra diversa dalla Roma? Come si può pretendere di fare una propaganda calcistica, assolutamente folle, in una scuola elementare?

Assurde anche le scuse del TGR del Lazio, che ha chiesto perdono per aver pubblicato nel proprio TG le immagini di calciatori della Roma che offendevano la Lazio, i suoi calciatori e dei suoi tifosi. il tutto con il sorrisetto sardonico della conduttrice.

Assurdo anche vedere la candidata a sindaco del centro destra, per le prossime elezioni al comune di Ciampino, ballare (nome omen?) e festeggiare in piazza insultando, come i calciatori giallorossi sul pullman scoperto, tutti i sostenitori della Lazio. Non sa, forse, la candidata sindaco del centrodestra, che anche i tifosi della Lazio hanno diritto al voto? Si può essere così imb…ops… poco accordi quando si è candidati a sindaco?

Il consiglio

Quello che abbiamo notato, da parte dei calciatori della Roma e della maggior parte dei suoi sostenitori, non è tanto l’aver vinto un trofeo europeo, di terza categoria, quanto l’aver vinto per poter insultare ed offendere tutti i tifosi della Prima Squadra della Capitale. Non sarà per caso che l’esser stati fondati, e non fusi, l’aver da certa di fondazione, l’aver un maggior numero di trofei, tra cui due coppe europee, di maggiore importanza rispetto a quella vinta dalla squadra giallorossa, l’esser sempre sconfitti nelle coreografie per il derby, possa aver creato un enorme complesso di inferiorità da parte di calciatori e tifosi della Roma? Il suggerimento è quello di rivolgersi ad una straordinaria equipe di psichiatri di fama mondiale. Uno psichiatra solo non basta!