Aveva ragione: Siete delle prostitute intellettuali!


C’è chi ha parlato di prostituzione intellettuale, ma c’è una grande differenza tra una prostituta e certi giornalisti. Ci sono cose che una prostituta non fa! (cit. Daniele Luttazzi)

“…in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste, lo sapete voi e lo so pure io. Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti.

Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattrore la mia occupazione sarebbe liquidata.

Il lavoro del giornalista è quello dì distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente?

Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali“.

Le parole che avete appena letto, le ha pronunciate John Swinton, redattore-capo del giornale per antonomasia del Sistema, il New York Times, nel 1880. Sono passati 142 anni e nulla sembra essere cambiato.

Sono anni che puri interessi di comodo fanno scrivere giornalisti cose false, scriviamo questo articolo perché siamo veramente stanchi dei vergognosi attacchi mediatici a mezzo stampa, tv e radio, a cui la Lazio è sottoposta.

Troppe le falsità, le inesattezze, la voglia di distruggere un nemico. E’ normale chiedersi il perchè di tutto questo. Quali sono gli interessi dei mezzi mediatici nel distruggere la Lazio?

Per mesi, tra Corriere dello Sport ed Il Messaggero, hanno fatto a gara su chi la sparava più grossa. Hanno paventato, con i loro scribacchini, la mancata partecipazione al campionato prossimo, asserendo che la Lazio avrebbe avuto debiti tali da rischiare il default. Hanno influenzato l’opinione pubblica e di tifosi con notizie false. La prova lampante è data dalla notte del 31 Marzo 2022. In quella notte uscì il bilancio semestrale della Lazio con un bel segno più, a significare che è la società era sana. Avranno chiesto scusa? Neanche per sogno! Alle pessime figure del proprio giornale si parte con un nuovo attacco mediatico, cercando in tutti i modi di far vendere al presidente Lotito il suo pezzo pregiato, Milinkovic Savic. La cosa assurda è che quotidiani pretendono che il calciatore sia ceduto al prezzo da loro stabilito. Il tutto dimenticando che il calciatore è ancora sotto contratto.

Al Corriere dello Sport, ormai della Lazio se ne deve parlare solo ed esclusivamente male. Ancora si ricordano i titoli a 9 colonne tipo “HA FIRMATO” sul contratto di Simone Inzaghi, quando questi poi lo stesso giorno era già a Milano per firmare con l’Inter. Su quel giornale è stato scritto che in questa stagione la squadra avrebbe disputato il campionato con una maglia senza i colori sociali. Secondo il giornalista, Daniele Rindone, La maglia di gioco avrebbe avuto il colore verde. Non sapendo che è obbligo per qualsiasi società calcistica avere la prima maglia di gara con almeno uno dei due colori sociali. Il povero Rindone ha confuso il “Green” ecologico con il colore verde. Avrà ammesso l’errore? Neanche per sogno! Ha dato la colpa alla comunicazione della S.S. Lazio!

Ma che le cose non siano finite qui è dimostrato anche dal fatto che per la morte dell’ex calciatore Pino Wilson, capitano della Lazio dello scudetto, Sul Corriere dello Sport è stato dedicato un misero trafiletto. Il capo redattore del giornale, Alberto Della Palma, intervenendo a Radio 6 ha detto che quel trafiletto era dovuto al fatto che Lotito non ha un buon rapporto con la stampa. Come se Pino Wilson avesse avuto qualcosa a che fare con la Lazio degli ultimi 18 anni. Per propri interessi si passa sopra anche la morte delle persone. Sarà finita qui direte voi, invece no! Nella prima pagina dell’edizione nazionale del Corriere dello Sport, non un misero titolo sulla conquista degli uomini di Sarri, dell’accesso diretto all’Europa League, per giunta con una giornata d’anticipo. Lo stesso Della Palma attualmente scrive il racconta, sempre Radio 6, che il calciatore Milinkovic Savic dovrà per forza essere ceduto, pena la mancanza di liquidi per la società Lazio e l’abbandono alle richieste del mercato di mister Sarri.

L’arrivo di Sarri alla Lazio ha sconvolto non poco i piani di tante redazioni giornalistiche. L’allenatore biancoceleste è stato comunicato dopo l’annuncio da parte della Roma dell’allenatore Josè Mourinho. Questo ha destabilizzato non poco. Le testate giornalistiche erano tutte entusiaste dell’allenatore portoghese, dimenticandosi che proprio Mourinho definì il giornalisti “prostitute intellettuali”. la dimostrazione lampante arriva dal fatto che al portoghese non vengono mai fatte domande sul perché la propria squadra ha perso, lo si lascia divagare tranquillamente nella direzione che lui ha preso. Il mister portoghese, spesso, cerca di spostare l’attenzione verso una direzione diversa da quella che potrebbe intaccare la sua squadra del suo lavoro. Un giornalista serio, fa domande, chiede il perché delle sconfitte. Con Mourinho nulla di tutto questo. Anzi, lo si esalta e lo si elogia nonostante la sua squadra, non sia ancora qualificata per alcuna Coppa europea. Il tutto dopo che la società AS Roma ha investito nel mercato quasi 100 milioni di euro. vi sembra logico?

Nell’edizione nazionale di ieri della Gazzetta dello Sport, come per il giornale sopracitato non una riga in prima pagina, solo un misero trafiletto tra le pagine interne, riguardante il calciatore Milinkovic Savic. Vi sembra un giornale di informazione?

La Gazzetta dello Sport da anni, ormai, ha preso come un’ossessione ad attaccare la squadra del presidente Lotito, reo, secondo la rosea, di essere nemico del proprio editore Urbano Cairo. Durante il periodo covid la S.S. Lazio è stata messa in prima pagina con titoli falsi ingiuriosi e vergognosi, al punto tale che il popolo laziale si è ribellato ed ha posto striscioni contro chi la infangava. Apriti cielo! Subito è partita la campagna contro il tifoso laziale, mai chiedendosi il motivo reale della reazione. Si è arrivati al punto di accusare la società bianco azzurra, per aver fatto viaggiare Ciro Immobile in aeroplano e di averlo schierato da positivo al covid. Si accusato il capocannoniere del campionato di essersi allenato non rispettando i protocolli, falso! Le accuse poi si sono rivelate infondate. Tanto è vero il presidente Lotito non ha ricevuto la tanto auspicata dai giornali squalifica di oltre 12 mesi. Il presidente, Urbano Cairo, si è permesso di insultare Ciro Immobile, reo secondo lui, di aver giocato “col sangue agli occhi”. Urbano Cairo, forse, avrebbe preteso che è il calciatore non si fosse impegnato, contravvenendo alle più basilari forme di etica sportiva. Effettivamente, il dubbio che Urbano Cairo non sappia cosa sia l’etica sportiva, sorge spontaneo.

Non vorremmo, ma siamo costretti a parlare anche di tv. Non si capisce il motivo per il quale quando la Lazio sconfigge un avversario ritenuto superiore, non si parla mai dei meriti dei biancazzurri, ma si parla solo ed esclusivamente dei demeriti della squadra battuta. Sono anni che alla Domenica Sportiva, il più famoso programma sportivo della Rai, si tende a parlare il meno possibile della Lazio. Il problema però è che la Lazio ha il sesto bacino d’utenza in Italia. Anche non volendo, bisognerebbe parlare della società biancoceleste, non fosse altro per il rispetto dovuto a tutti coloro che sono tifosi laziali e che pagano, obbligatoriamente, un canone.

Altro spettacolo comico, per non dire drammatico, avviene a Sky Sport. Su quella piattaforma, tra telecronache estremamente faziose e programmi di approfondimento calcistico, la Lazio è quasi sempre relegata a pochissimo spazio. Si preferisce osannare Josè Mourinho, che quest’anno ha fallito l’obiettivo Coppa Italia, ha fallito l’obiettivo Champions League, non si è ancora qualificato per una Coppa europea, ma ha il solo merito di aver portato la sua squadra in finale di Conference League, il tutto con quasi100 milioni di euro spesi sul calciomarcato. Competizione ideata dalla UEFA con il solo scopo di far giocare in Europa squadre che altrimenti non avrebbero partecipato ad alcuna competizione internazionale. Quando qualcuno, come Paolo Di Canio, fa notare che il problema non è l’aver battuto il Bodo Glimt, ma in tre partite aver subito 10 gol, per giunta da “Salmonari”, Di Canio viene immediatamente zittito e contraddetto. Dimenticando che Paolo Di Canio difficilmente accetta di stare in silenzio e non esporre le proprie opinioni. Ma il culmine lo si ottiene con Fabio Caressa, per lui tutto ciò che è AS Roma è eccezionale, finendo spesso per fare pessime figure.

Di questi vergognosi attacchi mediatici è lecito chiedersi il motivo, Nulla avviene per caso. Gli antichi romani, gente che ha conquistato quasi tutto il mondo conosciuto si chiedevano: “Cui Prodest?” a chi conviene tutto ciò?