Europa big, la Lazio debutta alla grande, poker al Feyenoord rottordam…


Bisognava partire col piede giusto. E la Lazio è partita nella gara d’esordio di Europa league col piede caldissimo.

Contro gli olandesi del Feyenoord si è assistito a 70 minuti di calcio sontuoso. Il sarrismo divenuto realtà. Tanto che la gara sembrava poco più di un allenamento.

Non commettete il solito errore di svilire il valore dell’avversario. Il Feyenoord ha ringiovanito i ranghi, ma rimane una squadra tosta, seconda solo all’Ajax nella terra dei mulini.

La Lazio quando gioca batte chiunque.

E quando gioca così la serata assume i contorni fascinosi della serata di gala.

E veniamo alla nuda cronaca.

La centesima vittoria europea arriva schiantando gli olandesi del Feyenoord, senza tifosi e senza appigli contro un avversario di livello superiore.

Quattro gol, altrettante occasioni, gioco sfavillante, difesa poco impegnata, insomma un monologo luccicante per i 25.000 dell’Olimpico.

Squadra perfetta, messa in campo in modo magistrale da mister Sarri, e risultato subito al sicuro con Luis Alberto e Felipe Anderson dopo meno di un quarto d’ora. Poi sale in cattedra Vecino, abilissimo negli inserimenti in area, ed è una doppietta che silenzia il Feyenoord. Poi succede quello che non dovrebbe mai succedere, ossia gestione molle del divario e lì il Feyenoord dimostra di essere una squadra vera. Negli ultimi 20 minuti segna due gol (il primo in seguito ad un rigore dubbio, ma il var?) e per poco non ci scappa il 4-3 per un altro rigore prima concesso e poi tolto dal var. Insomma, come complicarsi la vita anche in una serata dorata. Sarri dovrà lavorare ancora su questo aspetto se vorrà ambire al grande traguardo.

Rimane la sensazione di una Lazio forte che potrà dire la sua in tutte le competizioni a condizione che non presuma troppo. Intanto è già prima nel suo girone e con lo scontro diretto col Feyenoord vinto con due gol di scarto.

Ora due trasferte impegnative in Danimarca ed in Austria, ma alla Lazio dei primi 70 minuti nulla è precluso.