Ormai v’avemo sgamato


E’ semplice essere “facili profeti” quando si hanno i capelli bianchi e si segue il calcio sin da bambini di prima elementare. Ancora più semplice lo si è quando si è laziali. Alcuni di voi, che non hanno visto la puntata di Cuore di Lazio dello scorso venerdì, non sanno che, chi sta scrivendo, aveva previsto tutto in maniera chiara e netta. Purtroppo c’è ben poco di cui vantarsi, avrei preferito essere in errore. Quanto si è verificato nella partita Lazio-Juventus. I non laziali, potranno pensare al solito pianto, ma era chiaro che gli uomini in giallo (ex in nero) avrebbero aiutato i bianconeri di Torino.

il Perchè

In un torneo, in cui almeno quattro società hanno seri problemi finanziari, sarebbe difficile non rendergli gioco facile spingendoli verso le zone alte della classifica che danno accesso alle coppe europee. Tornei che seppur impegnativi portano soldi freschi nelle casse delle società dal bilancio disastrato. In un momento in cui una squadra dal bilancio in attivo si propone, con un allenatore vincente, un gioco nuovo ed una forza che va via via crescendo, dopo un inizio stentato, si appresta ad affrontare la squadra di maggior potere del calcio italiano, perché correre il rischio, con una sconfitta bianconera di veder precipitare chi sino ad ora ha dominato il calcio italiano? Oltretutto, mister Allegri avrebbe dovuto rinunciare ad alcuni dei titolari, tra cui il calciatore di maggior talento Paulo Dybala.

La Lazio è una società facile da ostruire, perché contrariamente agli avversari, cosiddetti i nobili del calcio italiano, non ha potere mediatico. La Lazio è una società facile da ostruire, perché sembra tacito che anche il presidente della FIGC non abbia in simpatia l’équipe di Lotito. La Lazio è una società facile da ostruire perché se avesse vinto o quantomeno non perso, avrebbe fatto sì che i torinesi si sarebbero decisamente allontanati dalle zone alte.

Il Come

L’azzardo è grande, perché rischiare tutto ciò? Come si può evitare che il danno avvenga? Semplice! E’ sufficiente mandare all’Olimpico un arbitro che spesso e volentieri abbia preso decisioni contrarie ad ogni norma calcistica creando danni alla prima squadra della Capitale. Il signor Di Bello si era già reso protagonista, convalidando un calcio di rigore nei confronti del calciatore Strootman, dopo che quest’ultimo non era stato minimamente toccato da anima viva. Il signor Di Bello, in un recente Napoli-Lazio aveva già concesso un altro rigore inesistente, danneggiando la Lazio asserendo che Milinkovic Savic aveva fatto danno hanno un calciatore partenopeo. Non solo il serbo ha colpito nettamente prima la palla, ma il signor Di Bello ebbe anche l’ardire di controllare al VAR.

Per coloro che dovevano evitare questo rischio, sarebbe bastato tutto ciò? Meglio non correre pericoli. Per essere ancor più sicuri, è stato inviato alla visione del VAR il signor Banti di Livorno, che il 3 luglio 2019 viene dismesso dalla C.A.N. A per sopraggiunti limiti d’età. Ci si chiederà perché mandare un ex arbitro che ha chiuso la carriera oltre un anno fa? Perché il signor Banti è uomo di fiducia. Nell’aprile del 2011, il fischietto toscano si rese protagonista di una delle più grandi nefandezze del calcio italico. Non solo non vide un regolare gol di Brocchi, adducendo che il pallone non avesse varcato la linea di porta (fatto smentito da tutte le riprese televisive), ma non concesse almeno due rigori a favore dei romani, concedendone invece uno inesistente ai partenopei, tra l’altro espellendo il difensore Biava e per proteste l’allenatore Edi Reja.

La Morale

Lazio-Juventus è terminata 0-2 con reti entrambi di Bonucci su calcio di rigore. L’arbitro Di Bello, ha fischiato a senso unico favorendo la compagine di Torino, non ha concesso un netto rigore su Pedro spinto alla schiena con due mani dal difensore juventino. Ha prima sorvolato su un contatto Cataldi-Morata, contatto fortemente dubbio in quanto il laziale sembra essere in vantaggio sul bianconero e sembra, dalle immagini, colpire per primo la palla. Naturalmente, per la riuscita del piano, qualcuno doveva intervenire, ecco allora l’ingresso di Banti che richiama al VAR l’arbitro che tra i dubbi dei più concede la massima punizione ai bianconeri. Provate voi ad essere sotto 0-1 con la Juventus, con un arbitraggio decisamente sfavorevole e col morale sotto i tacchi a rimontare la partita.

Di tutto ciò ringraziamo i soliti noti con la speranza, la prossima volta, di farci fare brutta figura non azzeccando la nostra previsione. Ma come si dice a Roma: “Ormai v’avemo sgamato!”