Lazio, commedia divina anche l’Italiano s’inchina


Tanto tuono’ che piovve. Fulmini e saette nella patria di Dante per una Lazio da divina commedia. Un capolavoro artistico la prova della sarriana armata biancazzurra. Un poema calcistico che ha sbigottito il palato fine del pubblico fiorentino ed ha fatto ugolare le voci dei 1.000 laziali nel formaggino del Franchi

Divina Lazio, malgrado i miasmi ambientali senza costrutto e fondamento, che ha condotto come voleva le danze di un ballo rinascimentale, arioso e sublime

La Viola di Italiano pressava altissima ma girava a vuoto alla ricerca di una palla sempre nei sapienti piedi dei difensori biancazzurri. Patric esaltante a livello tecnico e Luiz Felipe arcigno come il marmo di Carrara non hanno dato libertà di parola agli avanti viola, orfani di Vlahovic e pretestuosamente aggrappati ad un Cabral ad intermittenza.

Gioco di squadra e strategia intelligente sono stati i prodromi per un raccolto fruttifero. Un po’ di spreco nel primo tempo, ma la tempesta perfetta è all’orizzonte e si materializza in un secondo tempo da paradiso dantesco. Milinkovic (sontuoso ed appetitoso) e Immobile (il più grande attaccante al mondo) affettano la viola stordita e lo 0-3 finale va anche stretto alla Lazio

Sarri gongola. La bellezza sarriana incanta anche l’Italiano Dante, impotente di fronte ad una macchina ben oleata e consapevole della sua forza

E’ un trionfo succoso che pone la Lazio al sesto posto e in rampa verso più nobili obiettivi.

La squadra vista a Firenze può risalire ancora in classifica senza considerare che incombono Coppa Italia ed Europa League. Per una divina commedia laziale da continuare…