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Lazio,Prima Bestia e poi Bella ma il pareggio è meritato.


(domenica 20 ottobre 2019, ore 10,00)

Parafrasando il titolo di un famoso film d’animazione, ieri la Lazio ha mostrato tutto il brutto e tutto il bello che quest’anno può esprimere sul campo. Nel primo tempo l’Atalanta ha imperversato sopratutto dopo il primo gol avvenuto intorno al 25 minuto. Prima aveva il netto controllo del match ma la Lazio comunque non era passiva al 100% come lo è stata dopo il 25° fino al termine del primo tempo. Atalanta indubbiamente imperiale con un dominio netto e incontrastato, ma questo dovuto anche (senza quindi sminuire i meriti della bergamasca) perchè la Lazio davvero ha spento ogni flebile luce negli ultimi 30 minuti del primo tempo. Nella ripresa la musica si è ribaltata. La Lazio ha sovrastato l’Atalanta in tutto anche se a differenza della compagine romana del primo tempo, la bergamasca comunque in campo era presente. I biancocelesti però ha cominciato e continuato per tutto il secondo tempo a martellare l’Atalanta per riagguantare un pareggio che per molti era ormai utopia pura (infatti più di qualcuno al termine del primo tempo ha addirittura abbandonato lo stadio) considerando come stava giocando la Dea. Invece il calcio come sempre regala quell’imprevedibilità e quella bellezza che permette di non dare nulla per scontato fino a quando l’arbitro non decreta la fine delle ostilità. Così come è stato per noi che abbiamo giocato solo una parte di partite in alcune prestazioni precedenti, oggi è toccato a loro subire la regola delle partite che durano fino al fischio finale. I cambi ad inizio ripresa di Inzaghi hanno in qualche modo dato quel quid in più rispetto ai primi 45 minuti che ha permesso anche ai giocatori più qualitativi di riemergere e giocare una ripresa sontuosa. Parlo di Correa, di Milinkovic, di Immobile, di Luis Alberto (un pochino meno secondo me). Parolo al posto di Leiva può essere valido a patto che il restante reparto di centrocampo sia presente con la testa sul terreno di gioco altrimenti con tutto l’impegno e dedizione possibile, il nostro Marco, non riesce a chiudere le iniziative avversarie che giungono da più parti. Marusic è stato un ibrido, non ha difeso bene e non ha attaccato bene, cosa che ha permesso agli avversari di scendere pericolosi e mettere costantemente in difficoltà la Lazio sulla fascia destra da dove appunto sono nati tutti e tre i gol). L’entrata di Cataldi e di Patric, non di due fenomeni intendiamoci, hanno da subito messo in campo vivacità, presenza, dinamismo, rapidità di passaggio, risvegliando dal torpore letale tutti gli altri (insieme a una corposa ripassata quasi corporale oserei dire negli spogliatoi da parte di Inzaghi) che nel primo tempo erano degli zombi in stile video clip della canzone Thriller di Michael Jackson. L’Atalanta ha rallentato il proprio dinamismo forse sentendosi già al sicuro o forse perchè il ritmo profuso prima era stato molto faticoso e difficile da tenere anche nella ripresa. Fatto stà che la Lazio ha cominciato a mulinare gioco e occasioni che mano mano ha portato a segnare proprio come la Dea nel primo tempo, i 3 gol che sono valsi il pari finale, in 25 minuti. Un tempo per uno e un pari sostanzialmente giusto. E chi sostiene che siamo stati fortunati a pareggiare o che il pari è arrivato solo perchè l’Atalanta ha rallentato, sa di dire il falso. I numeri, le statistiche della partita, indicano una storia diversa fatta di due tempi appunto, presi e dominati uno per parte. E i numeri non mentono mai in queste situazioni anche perchè sono numeri al dettaglio e non superficiali, sono numeri che indicano quasi pure quante volte un giocatore ha respirato durante il match. Che l’Atalanta sia una bella squadra nessuno lo nega, che la Lazio abbia però giocato nella ripresa in modo da dimostrare che non è inferiore alla Dea, è altrettanto innegabile. Quest’anno la Lazio negli scontri diretti con squadre in classifica superiori a Lei, ha perso solo con l’Inter a Milano malamente dove meritava ampiamente il pari. Con la Roma ha stradominato molto più di quanto ha fatto l’Atalanta contro la Lazio ieri portandosi però a casa solo un pari che l’ha penalizzata oltremodo, e ieri contro i bergamaschi ha dimostrato che se è in partita, se la gioca tranquillamente.
Dicevamo dei numeri (statistiche pubblicate ufficialmente dalla lega serie A e leggibili a tutti).
Innanzitutto sfatiamo il cosi detto “stradominio atalantino” con il possesso palla globale della partita a favore della Lazio con un 51% ( 28,09 minuti) contro il restante 49% (27,28 minuti) loro. Questo dato indica appunto come le due squadre si siano praticamente divisi i due tempi di gioco per possesso palla. Infatti anche i parziali di possesso nella propria metà campo e in quella avversaria, danno la stessa indicazione (tutti i dati a riferimento sono nel prospetto pubblicato sotto). Importante è interessante anche il dato del possesso per quarti di tempo che indica e conferma le mie parole sul fatto che la Lazio nella ripresa ha fatto in concretezza e pressione, ciò che ha fatto l’Atalanta nel primo con la differenza che nel primo tempo la Lazio è stata ferma imbambolata, l’Atalanta nel secondo invece era presente sul campo, quindi con una valenza maggiore in fatto di difficoltà.
 
PRIMO TEMPO
nel primo quarto di gioco (0-15° minuto) troviamo 4,02 minuti per la Lazio e 5,21 minuti per la Dea.
nel secondo quarto di gioco (16-30° minuto) troviamo 3,08 minuti  per la Lazio e 5,39 minuti per la Dea. Infatti questo è stato il periodo dove la squadra di Inzaghi ha preso i 3 gol.
Nel terzo quarto di gioco (31-45° minuto) di nuovo equilibrio di possesso con 4,59 minuti per la Lazio e 5,47 minuti per la Dea.
Totale Lazio possesso palla 1° tempo 11,69 minuti
Totale Atalanta possesso palla 1° tempo 16,07 minuti
differenza a favore Atalanta +4,38 minuti
 
Nella ripresa i dati sono più netti in favore della Lazio, segno inequivocabile che il pari finale è meritato.
 
SECONDO TEMPO
nel primo quarto di gioco (0-15° minuto) troviamo 5,12 minuti per la Lazio contro i 3,45 minuti per la Dea.
nel secondo quarto di gioco (16-30° minuto) troviamo 4,56 minuti per la Lazio contro i 2,40 per la Dea.
Nel terzo quarto di gioco (31-45° minuto) di nuovo equilibrio di possesso con 5,52 minuti per la Lazio contro i 4,16 minuti per la Dea.
Totale Lazio possesso palla 2° tempo 15,20 minuti
Totale Atalanta possesso palla 2° tempo 10,01 minuti
differenza a favore Lazio +5,19 minuti
 
Sempre nel prospetto pubblicato trovate le statistiche classiche. tiri in porta, tiri totali, corner, passaggi riusciti, falli etc.etc.etc.
Anche attraverso quelle statistiche emerge tranquillamente che la partita non è stata a senso unico ma che appunto, le due squadre hanno prevalso sull’altra nettamente, un tempo ciascuno.
 
Questi dati per chi sa leggere le partite, non mentono e indicano bene la situazione reale, e cioè che la Lazio quando riesce mentalmente a sbloccarsi, regge l’urto di tutti gli avversati incontrati che al momento in classifica gli sono davanti.Questo pareggio venuto in questo modo speriamo dia quella scossa mentale che serve alla squadra per convincersi che il quarto posto è alla loro portata e che tutte le partite non sono finite fino la fischio finale, nel bene o nel male, in questo ultimo caso, nel bene. Il motto della Lazio deve essere il riferimento della squadra “NON MOLLARE MAI”
 STATISTICHE LAZ-ATA

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