Gravina e Mancini, quando vi dimetterete?


Non è stato sufficiente vedere la nazionale italiana nuovamente fuori dai mondiali. Evento mai verificatosi nella lunga storia del calcio italiano.

Gravina

“Il Gattopardo” romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa è datato 1958. Altra epoca, altra storia, per poter pensare, come sembra pensarla il presidente Gravina, che “Nulla cambi affinché tutto cambi”. Infatti, subito dopo la terribile debacle ottenuta contro la Macedonia del Nord, Gravina ha tenuto a precisare che da quel momento drammatico per il calcio nostrano, in poi, si sarebbe dato da fare per risollevare le sorti del football italico.

Gravina dimentica, però, che il suo arrivo alla massima carica della FIGC è stato possibile grazie alle dimissioni del suo predecessore Tavecchio, che, come Gravina, non è riuscito a portare l’Italia ai Mondiali.

Parole sagge, quelle scritte da Stefano Ghezzi, direttore di sportpress24.com sulla sua testata: “Invece di concentrarsi sul vero problema del calcio in Italia, come i tanti e troppi stranieri ; progetti senza futuro ; primavere delle società costrette cosi come categorie minori a lavorare a parametri che evitano di poter far crescere i propri giovanissimi con i ‘grandi’ ; allenatori giovani non valorizzati che per ‘dimostrare’ qualcosa devono andare ad allenare all’estero (vedi De Zerbi) ; una classe arbitrale in totale confusione e dulcis in fundo, un mancato controllo su società che fanno il buono e cattivo tempo in senso economico non rispettando minimamente quello che significa pagare i propri debiti, beh il Presidente dedica tutte le sue energie e tempo prezioso a battagliare contro il Presidente Claudio Lotito e la sua ormai ex Salernitana.

Settimane e mesi di monopolio mediatico contro il Presidente della Lazio, colpevole di aver voluto valorizzare una società e una piazza importante come quella campana. Un attacco progettato non solo a minare la figura del patron biancoceleste, ma anche a gettare ombre sulla stessa Lazio utilizzando il famoso ‘indice di liquidità’.

Colpevole di parlare sempre chiaro e diretto, Lotito ha dovuto cedere alle pressioni e alle minacce di veder tutto quello di buono creato andare in fumo, argomenti che hanno caratterizzato prime pagine e rotocalchi sportivi, cedendo definitivamente la Salernitana ad un destino che per il momento non la sta ripagando.

Quanto tempo poteva essere dedicato ad un progetto ambizioso per proseguire tutto quello fatto bene ad Euro 2020? Ed invece il problema di Gravina è stato Claudio Lotito e non il Calcio italiano in toto.

Sta di fatto che l’Italia saluta un altro Mondiale, il secondo per chi ha fatto la storia del calcio nel mondo. Il secondo mondiale che sarà seguito direttamente dalle spiagge delle Maldive, meta ambita da chi avrebbe dovuto rappresentare la Nazionale del Bel paese…”

Mancini

Anche il CT Mancini ha le sue colpe, per giunta gravi. L’aver conseguito il record di risultati utili della nazionale, la vittoria nella Coppa d’Europa, seppur con molta fortuna (gol di Arnautovic annullato per fuorigioco millimetrico, vittorie con Spagna ed Inghilterra ai calci di rigore), non può essere sufficiente. Il non riuscire a passare ai gironi (Svizzera, Irlanda del Nord, Bulgaria, Lituania) è cosa gravissima. A nulla vale la giustificazione dei due calci di rigore sbagliati da Jorginho, perché se si conta questo, va conteggiato anche che con i calci di rigore hai vinto un campionato d’Europa. Per cui fortuna e sfortuna si sono equivalse, e quindi, dove sono i meriti del Commissario Tecnico?

Può un CT non costruire una squadra offensiva che consenta a chi ha vinto il Pallone d’Oro di esprimere al meglio le sue caratteristiche? Negli ultimi 5 anni, i dati dicono che Ciro Immobile è stato sorpassato solo da Messi e Lewandowski. Immobile è in assoluto il miglior attaccante italiano a disposizione. Non lo dicono i tifosi, lo dicono i dati, certi e comprovati. Può un commissario tecnico di una nazionale importante come l’Italia, far giocare titolare un calciatore che in campionato non vede il campo, perché riserva del titolare?

Può un CT, della nazionale quattro volte campione del mondo, non avere un sostituto del regista titolare della maglia azzurra? E’ lecito per un commissario tecnico, bisognoso di una vittoria, sostituire nei minuti finali l’attuale miglior marcatore della nazionale con un centrocampista? E’ giusto spedire in tribuna l’unico calciatore in grado di saltare l’uomo (Zaccagni) per poi inserire nei minuti finali un difensore come Chiellini?

A tutte queste domande la risposta è NO!

Purtroppo, siamo in Italia, nell’unico paese occidentale dove chi fallisce miseramente rimane al proprio posto. In qualsiasi altra nazione, i signori Gravina e Mancini avrebbero avuto la decenza di dimettersi immediatamente. La loro fortuna è quella di vivere in un paese che “casin” facendo, non si evolverà mai!!!