Lazio, l’Europa passa per l’Olimpico


4-3 per il Porto e Lazio fuori dall’Europa league, competizione tabù per i biancazzurri e per le italiane in genere.

I soliti dettagli, leggasi distrazioni, fato e arbitraggi, hanno determinato un’uscita dolorosa ma a testa altissima.

Il Porto non è più forte della Lazio. È allo stesso livello. Questo ha detto il campo. Sappiamo bene che spesso non passa la squadra più forte ma quella più fortunata e così è stato.

La Lazio, a tratti sontuosa nel ritorno dell’Olimpico, ha martorizzato i lusitani e meritava certamente almeno i supplementari. Troppe le palle gol sciupate per un nonnulla, e questo si paga.

Il rigore regalato dal var ha dato più certezze al Porto anche se la Lazio non ha mollato mai.

Peccato, poteva essere una serata magica, è stata solo una serata da applausi per una Lazio ormai assuefatta agli schemi sarriani con una mentalità da Champions.

Quella Champions che rimane un obiettivo del campionato anche se la concorrenza è agguerrita e raggiungerla sarà un’impresa.

Piccolo grande particolare. Ben 8 delle 12 gare rimaste si giocheranno all’Olimpico. Con il tifo della nord e della tevere siamo certi che la Lazio avrà il suo dodicesimo in campo pronto ad aiutarla.

A cominciare dallo scontro col Napoli, squadra che lotta per lo scudetto, un’altra gara da mille e una notte. Addio all’Europa, ora è tempo di riconquistarla. Magari facendo tesoro delle indicazioni emerse in corso d’opera. Manca ancora qualcosa per lo step ad altissimi livelli. Manca poco. Ma paradossalmente quel poco rimane tanto.

Intanto cuore e tecnica per lo sprint europeo. Ed una mente d’acciaio da allenare finalmente senza impegni infrasettimanali. A volte dalle sconfitte nascono le più grandi vittorie…