Lazio show, polverizza il Milan ed è terza


Tempesta di Lazio sul Milan, e i biancazzurri agguantano il terzo posto…

Luci all’Olimpico per l’ultima gara del girone di andata e sono luci di una Lazio sontuosa e spavalda, imperforabile e mareggiante che passeggia su un Milan annichilito e sperduto nei suoi problemi.

Chi si aspettava una reazione rossonera alla debacle nel derby di Supercoppa è rimasto ammutolito.

In campo, di fronte ad un pubblico caldissimo (50.000, di cui 5.000 rossoneri) malgrado il freddo umido dell’Olimpico, si è vista una sola squadra, la Lazio, e che squadra questa del comandante Sarri. Disegnava la Lazio le sue trame geometriche al limite della perfezione euclidea e il Milan assisteva ammirato da tanta bellezza.

Un monologo capolavoro quello dei giocatori di Sarri, tutti mentalizzati verso un trionfo quasi annunciato.

Apre le danze il primo gol (in tutti i sensi) di Milinkovic al Milan ed è subito spettacolo biancazzurro.

I campioni d’Italia rossoneri si trovano di fronte supereroi dalla maglia celeste che sbucano da tutte le parti a velocità supersonica e con qualità giottesca.

La sinfonia suonata in campo dalla Lazio rappresenta uno dei migliori spartiti visti su un campo di calcio.

Il raddoppio di Zaccagni (e 8… ha superato pure Ciro il grande.. ) chiude un primo tempo da estasi.

Reagiranno i campioni d’Italia? Ma no..

Il secondo tempo dirà ancora Lazio, sempre sul pezzo, sempre più bella, che affossa le pretese rossonere con i suoi giocatori simbolo, Luis Alberto e Felipe Anderson, rigenerati e rimodellati per lo schema sarriano. 4-0 è tutti a casa ole’ dopo però aver festeggiato a dovere una serata magica.

È un 4-0 che fa rumore e che porta la Lazio al terzo posto e ad un punto dal Milan.

Sarri è sì contento, ma predica equilibrio, ammonendo sulle difficoltà della prossima gara contro la Fiorentina.

Ma sì mister, lascia godere il popolo biancazzurro, testimone di una prova che entra di diritto nella storia delle gare più belle della Lazio.

37 punti al giro di boa, in piena zona Champions e con una consapevolezza crescente, sono una rampa di lancio per un ritorno da protagonista.